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Mario Monicelli

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Monicelli, un ciclone d 93 anni a Venezia





31/08/2008 09:08a cura di Teresa Lavanga

"Manoel de Oliveira? E' la mia piu' grande ossessione. E' piu' bravo, piu' vecchio e piu' svelto di me, non a caso nasce al circo equestre. Come dissi a Cipri' e Maresco, non vedo l'ora che scompaia...".


E' un ciclone di arguzia, ironia e simpatia il 93enne Mario Monicelli, al Lido con il cortometraggio fuori concorso Vicino al Colosseo c'e' Monti, dedicato al rione di Roma dove vive da 25 anni.





"Una semplice annotazione, neanche un racconto, infatti e' a mia cura, non si tratta di una regia. Ho ritratto a Monti con una serie di immagini affastellate, libere, senza la volonta' di dire qualcosa a tutti i costi. Ho evitato di riprendere gli archi, l'impero e il barocco: non se ne puo' piu'. Ci vuole leggerezza, mai approfondire: tutto deve essere superficiale, si conoscono meglio le cose".
"Anche nelle opere migliori di letteratura, cinema, danza -prosegue il regista- si puo' sempre tagliare qualcosa. In ogni caso, non faccio piu' lungometraggi: come diceva la canzone, non ho l'eta'".
Incontrando i giornalisti, Monicelli sbuffa all'idea di scegliere il preferito tra i tanti attori diretti in 65 film, poi taglia corto, facendo i nomi di Sordi, Gassman e Vitti, mentre tra i suoi titoli prediletti cita L'armata Brancaleone e La grande guerra, per poi confessare di "non ricordarmi di com'e' Toh e' morta la nonna (in cartellone al Lido nella retrospettiva Questi fantasmi, NdR), salvo che e' un film sbagliato, ma che mi sono divertito a girare".
Sui quattro italiani in concorso, scelta che ha sollevato le critiche del settimanale tedesco Der Spiegel, "dipende dalla qualita': se sono buoni film, non sono troppi. Vedremo alla fine, comunque per almeno due di questi registi mi sento di mettere la mano sul fuoco: non fanno film solo per intrattenere, ma perche' hanno cose da dire". Incalzato dai giornalisti, Monicelli ritorna sul mancato Leone d'oro a Buongiorno, notte di Marco Bellocchio nel 2003, quando era presidente di giuria alla Mostra: "Non sono affatto pentito della mia scelta. Comunque, sono stato alla sua scuola di cinema a Bobbio per una settimana, e ho mangiato molto bene: Marco non ha assolutamente il dente avvelenato. Per i grandi, non esistono gelosie ne' risentimenti".
Da ultimo, il regista dispensa pessimismo sulla situazione politico-culturale italiana: "Siamo una penisola alla deriva nel Mediterraneo: speriamo di non naufragare. Il problema? La generazione successiva a quella che ha ricostruito l'Italia dopo il fascismo ha deciso di farla finita con i sacrifici e di divertirsi, e basta. La corruzione nasce li'". (Adnkronos)