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Burn After Reading




Ecco la "factory Coen" al Lido





28/08/2008 15:08a cura di Caterina D'Ambrosio

Surreale, grottesco, angosciante, divertente e tragico insieme. Tutto questo è Burn after reading, film d'apertura della 65^ Mostra di Venezia, firmato dalla factory dei fratelli Coen. Con gli amici di sempre, Clooney, Pitt, e Francis McDormand, i due registi del Minnesota hanno chiuso quella che loro stessi definiscono la Trilogia dell'idiota. Osborne Cox (John Malkovich) è un analista della CIA e – a causa di alcuni problemi con l'alcol – viene licenziato. In realtà i suoi problemi stanno solo per cominciare. La moglie Katie (Tilda Swinton) lo tradisce con Harry Pfarrer (George Clooney) uno sceriffo federale. Intanto, alla periferia di Washington, in una palestra, due dipendenti Linda Litzke (Frances McDormand) e Chad Felhdeimer (Brad Pitt) trovano un cd nel quale sembrano esserci importanti informazioni del Governo. A caccia di danaro i due tentano la grande truffa ma...






I fratelli Coen, con questo film, centrano ancora una volta l'obiettivo (avevamo dubbi?) destrutturando e riscrivendo tutti i ritmi e gli stilemi della suspense hitchcockiana. Non c'è mai nulla di scontato o prevedibile; quando pensi che la soluzione sia vicina e sia proprio quella che avevi in mente fin dall'inizio, ecco che una virata improvvisa porta la narrazione verso lidi inaspettati, e forse anche più divertenti. La follia tracciata dai Coen è quella della porta accanto: niente è più folle della normalità. Nel film si rincorrono le fobie del singolo e della moltitudine: la solitudine, il timore di non farcela, la paura e la paranoia di essere spiati. I personaggi, delineati con cura e intelligenza. Per Clooney e Pitt i due registi hanno scritto due ruoli da 'pirla' (testuali parole), perfettamente riusciti: Pitt, personal trainer con poco cervello dai tempi comici esilaranti; Clooney un erotomane senza speranza, vittima delle sue stesse manie.