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22/06/2005 19:06a cura di Renzo Fegatelli

Tre film, tanto teatro e uno charme che sembra avere ancora molte stagioni per mettersi in scena: la grande attrice francese parla di cinema, di teatro, del cinema europeo e di quello americano e di una idea d'attore che fa della propria ricerca, uno strumento di verità. L'ha incontrata in esclusiva per l'Italia, al Thessaloniki Film Festival, il nostro inviato Renzo Fegatelli


SALONICCO - Isabelle Huppert, splendida cinquantenne, ha girato tre film nel 2004. In America, con Dustin Hoffman e Jude Law, ha interpretato I love Huckabees di David O. Russell. In Europa, Ma mere di Christophe Honorè dal romanzo di George Bataille, e Le sœurs fachees, film d’esordio di Alexandre Leclere presentato in anteprima al 45mo Thessaloniki Film Festival .






"Sono rimasta sorpresa dal premio Nobel conferito a Elfriede Jelinek - ha esordito in forma smagliante l’attrice - ma sono tanto felice per lei. Leggendo "La pianista", (che la Huppert ha interpretato dal suo romanzo, n.d.r.), ho capito che non si trattava di una scrittrice locale, austriaca o viennese, ma universale, essendo pervenuta a una maniera molto originale di adoperare la lingua. Il libro era più radicale del film e lasciava intravvedere una visione più umana del personaggio". L'abbiamo incontrata e ci ha concesso una conversazione in esclusiva per l'Italia.

Per girare un film, qual è la cosa più importante per lei ?

Il regista. Perchè una stessa storia, per quanto interessante, può essere girata da due registi differenti, e con due risultati differenti. Subito dopo, però, vengono la sceneggiatura e i personaggi. Se giro un film con Michael Haneke o con Claude Chabrol guardo la sceneggiatura, ma mi interessa soprattutto ciò che scaturisce dalla loro personalità, dalla loro immaginazione. Sono sempre attenta a ciò che faccio, e non penso di lavorare senza avere un senso chiaro di quello che sto facendo. E spero che ci sia ancora un senso nel fare cinema che io considero un linguaggio di ricerca

Sta lavorando anche a teatro ?

Faccio teatro ogni due anni. Ho interpretato anche classici quali "Medea", ma l’ultimo è stato un lavoro moderno di Sarah Kane che l’anno prossimo sarà rappresentato anche in America. Dove ho lavorato per il film di David Russell. Lì fanno molti piu’ film di noi, ma spesso le attrici europee interpretano personaggi più interessanti delle attrici americane. Nel film sono una scrittrice "guru", una che non condivide le opinioni degli altri, perchè in un contesto di commedia il film espone in maniera provocatoria pareri discordanti. E’ il regista che ha voluto un’attrice francese che interpretasse quel pensiero

Si tratta di un personaggio piuttosto provocatorio..

Il cinema è cambiato moltissimo negli ultimi anni. Indaga molto di più all’interno dei personaggi e per questo è più interessante. Diventa una sorta di strumento della verità. Ci sono stati attori che hanno aperto questo filone, da Montgomery Clift a Robert De Niro: noi siamo soltanto gli eredi

Cosa può dire del suo nuovo film, Le sœurs fachees ?

E’ stato interessante lavorare con una donna che ha girato il suo primo film dopo soltanto un corto. Les sœurs fachees è sostanzialmente un film sulla differenza tra le vite di due sorelle. Una ha una vita modesta, l’altra ha successo. Il film mette a fuoco incontro tra Louise che vive a Parigi e sembra aver tutto, e la sorella che viene da Le Mans per un appuntamente che potrebbe cambiare la sua vita.