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Le due facce di Aaron Eckhart





06/07/2008 19:07a cura di Valerio Salvi

Un Aaron Eckhart sorridente e compiaciuto ci accoglie sul set di The Dark Knight, secondo capitolo delle avventure di Batman. “Come potrebbe essere altrimenti” – ci confida – “sto partecipando ad un grande progetto con un regista incredibile [Christopher Nolan – N.d.a.] ed un team affiatatissimo, e poi qui a Londra mi sento un po’ a casa visto che ci ho vissuto durante il liceo”.







Insomma sembra essere un grande set?
Si, sono rimasto veramente sorpreso dall’atmosfera. Di solito diciamo sempre che ci troviamo bene, ma qui, dovete credermi, è totalmente diverso. Chris [Nolan] è molto legato alle persone con cui lavora, per cui la sua squadra è sempre la stessa, tutti si conoscono e c’è grande armonia. Anche per parte del cast vale lo stesso discorso, sono al terzo film con lui.
Comunque la cosa che mi ha stupito è l’ironia con cui facciamo il nostro lavoro, il senso dell’umorismo che fa sì che ci sia sempre qualche scherzo sul set, insomma un ambiente in cui si lavora veramente bene. Ormai sono sei mesi che lavoriamo, ma non sembra assolutamente.

Sei mesi non sono pochi per un film che non è ancora entrato in post-produzione…
In effetti si tratta di qualcosa di immenso. Ho fatto altri film ad alto budget, ma questo è veramente gigantesco. Cioè, in effetti, puoi lavorare al film, poi tornare a casa per un periodo a fare altro e poi ritornare qui che stanno ancora lavorando. Ma sono sicuri che il prodotto finale sarà fantastico.

Lei è Harvey Dent, ovvero Due Facce, un personaggio potenzialmente abbastanza complesso, che può dirci?
Nulla in realtà, vogliamo che sia una sorpresa!
No, in effetti posso dirvi che ho lanciato la moneta [l’oggetto scaramantico con cui Due Facce decide il destino delle persone – N.d.a.]

Su, non si faccia pregare… tra l’altro i panni del suo personaggio erano già stati vestiti da Tommy Lee Jones nel brutto film di Joel Schumacher.
Si lo so, avevo visto il film all’epoca dell’uscita ma non mi sono voluto porre problemi: il mio Harvey Dent è solo mio, non ha nulla a che vedere con quello.
Il nostro Due Facce non è un villano che entra improvvisamente nel film, è un processo che parte dalla frustrazione di Dent come procuratore distrettuale che vede criminali riuscire a cavarsela. Lui è convinto di “ripulire” Gotham. Questo suo alter ego serve a mantenere il bilanciamento della sua personalità “normale”. Harvey è e resta un’ottima persona, Due Facce è del tutto un’altra cosa.

Come è arrivato al suo personaggio, conosceva già l’iconografia di Batman?
In realtà da piccolo guardavo la serie TV con Adam West, quella con le onomatopee sullo schermo per capirci. Tutt’altra cosa, non avrei mai potuto immaginare dove sarebbe arrivato il personaggio.
Il mio Dent è ovviamente schizofrenico, ma come attore non puoi assolutamente interpretare qualcosa di totalmente avulso dalla tua personalità, devi cercare un qualcosa in comune con le tue esperienze e costruirci intorno, isoli delle parti per ottenere quello che ti serve.