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I costumi del Cavaliere Oscuro





06/07/2008 19:07a cura di Valerio Salvi

Lindy Hemming, già al fianco di Chritopher Nolan nel primo film della serie e in The Prestige, nonché in molte altre produzioni con uno spiccato accento sull’action, ci fa da guida ad uno degli aspetti che più intrigano i fan del Cavaliere Oscuro: il costume. In questa nuova avventura viene posto l’accento proprio sulla sua essenza umana che lo rende da sempre il meno ”super” dei personaggi DC. Questo aspetto viene enfatizzato anche da un nuovo costume.


“Già nel precedente film Chris [Nolan] voleva cambiare il costume di Batman” – ci rivela Lindy – “ma, preoccupati come eravamo dalle mille cose legate ad un nuovo progetto che affondava le sue radici in tutta una filmografia passata, abbiamo lasciato questo aspetto indietro facendo solo delle piccole modifiche. Ora abbiamo qualcosa di totalmente diverso. Il nuovo costume è molto più simile a qualcosa di reale. Ci siamo basati su un design molto più da ‘vigilante’ mutuato un po’ dai corpi speciali un po’ dai motociclisti.”





“La parte essenziale è che ora si tratta di un qualcosa di modulare montato su una parte ‘a rete’ che, oltre a consentire una notevole mobilità, permette una buona traspirazione. Questo consente a Christian [Bale] di indossarlo per tutto il giorno senza alcun problema. Prima ci voleva molto tempo per indossarlo e soprattutto dopo un paio d’ore massimo doveva toglierlo. Inoltre anche i materiali non sono particolarmente costosi. La sottotuta è di un classico tessuto ad alta traspirazione come quello usate per le magliette dei sportivi e le placche che costituiscono tutta l’armatura sono essenzialemente in gomma; ne abbiamo usata di diversi tipi sia per motivi di resistenza che di risposta alla luce. Nel primo film Nolan voleva che Batman fosse una creatura dell’oscurità, sempre in ombra, e quindi usammo una finitura totalmente opaca per il costume ora, in questo nuovo capitolo, il personaggio di Batman esce allo scoperto e così anche il suo costume sarà più visibile.”

Non resistiamo alla tentazione di chiederle se il motivo dei vecchi costumi, molto ingombranti e con tutta la muscolatura scolpita, non fosse dettato principalmente dalla necessità di ‘pompare’ l’attore protagonista che, soprattutto nel caso di Michael Keaton, non era dotato di un fisico esuberante.
“No, non credo che fosse solo per questo, è che in quegli anni i canoni estetici erano molto diversi, per cui si riteneva che per avere un Batman credibile, dovesse essere colossale. Noi invece pensiamo che la sua arma più importante sia l’ingegno. Certo, c'è da dire anche che Bale ha due spalle enormi!”

Ma parliamo un po’ anche del Joker, quanto è simile a quello di Jack Nicholson?
“E’ un’altro personaggio e soprattutto sono molto particolari tutti i suoi seguaci” – ci racconta la costumista – “ho avuto in mente da subito un’abbigliamento da dandy, una sorta di Pete Doherty del fumetto, e così facendo mi sono rifatta ad un’aspetto che è quello dei primi fumetti di Batman. Abiti molto usati, dai colori forti ed un paio di scarpe quasi chapliniane con le punte verso l’alto. Ma la parte che mi ha dato più soddisfazione sono le maschere degli uomini del Joker. Nel film i suoi seguaci indossano delle maschere di carnevale bianche che poi decorano a volontà. Abbiamo fatto una trentina di espressioni diverse che poi grazie alle colorazioni si sono moltiplicate. Mi è piaciuto molto lo spirito creativo di queste maschere, come anche il fatto che dietro può celarsi chiunque. Nemmeno Joker stesso lo sa!”

Mai come in questo caso è valso il detto: l’abito fa il monaco.