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L'Isola che ancora non c'è





11/04/2008 20:04a cura di Renato Massaccesi

Incontro con Jodie Foster, protagonista di Alla Ricerca dell’Isola di Nim. Incontriamo, nella bella cornice di Villa Borghese, Jodie Foster a Roma per presentare il suo ultimo film.








Elogio della leggerezza
Era da quindici anni che cercavo di fare qualcosa di più leggero. Praticamente dai tempi di Maverick. Quando ho letto la sceneggiatura di Alla Ricerca dell’Isola di Nim ho bussato a molte porte per sapere se potevo essere credibile in un ruolo del genere. Il cinema drammatico è importante nella mia vita ma ogni tanto mi piace cambiare. Per quanto riguarda questo film mi è piaciuto molto l’alter ego che nel racconto interpreta Gerard Butler. Il suo personaggio e il mio sono un po’ una maniera di prenderci in giro da soli.

I FIGLI
E’ stata la prima volta che i miei figli hanno potuto assistere all’anteprima di un mio film ed è stato molto bello. Hanno anche avuto la possibilità di venire sul set. E poi hanno letto il libro prima che io interpretassi il film, per cui abbiamo potuto avere un riscontro.

LE FOBIE
Non ho fobie. Certo… non mi piacciono molto i serpenti ma non è nulla di grave. Non ho neanche problemi con i gatti, come molti pensano, però non mi piacciono perché quando ti guardano allargano le pupille come volessero attaccarti. Mi piace sciare, fare escursioni e tante altre attività fisiche faticose. Ma mi piace anche tornare a casa a fare una doccia.

I TEMPI DELLA COMMEDIA
Il mio approccio con il personaggio è abbastanza istintivo. E poi quando pensi troppo alla realizzazione di questo, rischi di non essere credibile. I tempi della commedia sono diversi da quelli degli altri generi. Quello della commedia è un tempo circolare.

UN RITORNO AGLI INIZI
Abigail è meravigliosa. Lavorare con lei mi ha ricordato i miei inizi. E’ come vedere vite parallele che si ripetono. Mi ha ricordato di quando andavo in giro per il mondo con la famiglia, di quando imparavo dalla troupe a fare cose utili con il legno etc. Entrambi i nostri personaggi hanno questo bel mondo solitario. Eppure tutte e due vivono in questo mondo ma non sono sole. Hanno soltanto bisogno di qualcuno che le aiuti.

LE GIUSTE PAUSE
Negli ultimi dieci - quindici anni ho frapposto tra un film e l’altro più tempo di quanto facevo prima. Mi dedico di più ai figli perché ogni volta un film mi porta via molto tempo. L’anno scorso ho fatto due film e già mi sembrano troppi. Sto lavorando, però, ad un progetto di regia su Leni Riefenstahl, che spero si possa realizzare prima o poi.

ALCUNI MESSAGGI
Credo che questo film contenga un grande messaggio: bisogna prendersi cura della terra. Inoltre dice anche che le donne possono essere indipendenti. Noi abbiamo l’idea che anche in un’epoca post – femminista le ragazzine debbano avere un uomo accanto per cavarsela, invece qui non succede. Poi, un altro messaggio è che si può fare a meno anche di raggi laser e dei telefoni satellitari, perché la natura ha una sua forza intrinseca, ed è per questo che se aiuti gli animali, questi poi aiutano te.

LE MAJORS E I SOLDI
Ho fatto cinema per quarantadue anni e ho visto che negli ultimi due o tre anni il cinema indipendente è stato supportato dalle majors perché queste si sono accorte che con dei film a basso budget potevano fare più soldi. Più che parlare di cambiamento nella mentalità, si potrebbe parlare di fasi in cui tutto dipende dal clima finanziario. In alcuni anni sembra che ci sia un’abbondanza di ruoli femminili, poi, invece, l’anno dopo non ce n’è uno. E’ tutto legato ai soldi. Le majors hanno visto che anche con film indirizzati ad un pubblico diverso da quello dei blockbusters si possono fare soldi. Tutto dipende dall’economia globale. Se pensate che un’assicurazione tedesca può influenzare il cinema americano, allora vi potete fare un’idea.

DEMOCRATICA?
Che io sia democratica è un dato di fatto, ma non posso dire altro perché non è nel mio stile. Apprezzo quando dei miei colleghi si esprimono sull’uno o l’altro candidato, imparo anche da loro, ma personalmente non mi esprimo.

L’AMBIENTE
Tutte le persone che conosco si occupano in maniera più o meno forte della cura dell’ambiente. Tutte hanno modificato il loro modo di vivere per far sì che l’ambiente sia migliore. Non mi piace pubblicizzare le cose che faccio nel privato, ma vi assicuro che sono continuamente attenta a questo problema. Una cosa so di certo, ed è che il film parla in maniera elegante dell’ambiente e della tecnologia. Se ne sapessi di più farei lo scienziato e non l’attrice. La cosa bella è che noi abbiamo girato in questa riserva naturale dove non c’era nessuno, portandole il massimo rispetto. Ogni giorno arrivavamo lì con una barca e vi assicuro che non abbiamo portato su quest’isola niente di estraneo né abbiamo distrutto qualcosa. In ultimo, il film è neutrale, nel senso che durante la produzione sono state azzerate le emissioni di carbonio.