Stiller, Chris Rock e Jada Pinker-Smith danno le voci rispettivamente ad Alex il Leone, Marty la Zebra e Gloria l’Ippopotamo (e manca il David Schwimmer di “Friends” alias Melman la Giraffa impegnato in teatro a Londra) e trasformano la conferenza stampa in un vero e proprio show rispondendo a colpi di humour paradossale sul problema dei doppiatori professionisti scavalcati dai Comici di grido.
Chiedo l’autografo a Ben Stiller ma nella fretta dimentico qualcosa. Lui mi guarda come per dirmi “Amico, sono contento che tu sia un mio fan ma senza la penna è difficile firmare autografi”.
Risolto il problema, mi stringe la mano e mi congeda con un “Nice to meet you”, in cui è condensata tutta l’impeccabile, formale, “simpatia” delle Star hollywoodiane in viaggio-vacanza-promozione per Madagascar, il nuovo cartoon della DreamWorks che uscirà nelle nostre sale a Settembre.
Stiller, Chris Rock e Jada Pinker-Smith danno le voci rispettivamente ad Alex il Leone, Marty la Zebra e Gloria l’Ippopotamo (e manca il David Schwimmer di “Friends” alias Melman la Giraffa) e trasformano la conferenza stampa in un vero e proprio show rispondendo a colpi di humour paradossale sul problema dei doppiatori professionisti scavalcati dai Comici di grido (“Mi dispiace, ma se qualche doppiatore per colpa mia ha problemi di eroina sono pronto ad aiutarlo” azzarda Rock), raccontando gioie e dolori della convivenza con i loro personaggi (“ho imparato a conoscere le zebre, ho vissuto con le zebre, ho fatto l’amore con le zebre” dice ancora Rock, mentre Stiller confessa candidamente che per molto tempo ha avuto l’impressione di urlare soltanto “Marty, Marty!”) e solo a tratti spiegando le difficoltà reali di un lavoro lunghissimo, durato più di 3 anni e fatto senza l’interazione con gli altri attori perché il punto di partenza sono state proprio le voci sulle quali poi stati disegnati i personaggi.
Al resto ci pensano e rispondono Eric Darnell e Tom McGrath, sceneggiatori e registi, per niente intenzionati a fare da spalle e decisi ad essere altrettanto protagonisti della conferenza, ma che se non altro, fra una battuta e l’altra, entrano dentro ai temi di Madagascar (“ma non vorremmo che passasse solo il messaggio di non mangiare il tuo miglior amico…”) e parlano del passato e dell’ evoluzione della tecnica di animazione nonché degli omaggi alla storia dei cartoon e a quella del cinema presenti nella pellicola. Gran finale: a richiesta, mini-performance di Stiller con l’espressione plastica di Zoolander epoi il secondo tempo.
Arrivano i “nostri”, cioè Fabio De Luigi, Ale e Franz e Michelle Hutiznger per la versione italiana e già si mormora “forse era meglio il contrario” presagendo un confronto deludente con i Big americani. Ma, sorpresa, non è così, perché per fortuna i Comici sono una razza imprevedibile e quando sentono il pubblico non si risparmiamo e tirano fuori il mestiere di anni e anni on stage. Così, aizzati da un più o meno candido “i vostri colleghi sono stati molto simpatici” del buon Valerio Magrelli, coordinatore dell’incontro (al quale più tardi toccherà sentirsi dire che è un banditore di aste) i quattro prendono il via e mentre saltano tutti gli schemi, assistiamo divertiti ad un secondo spettacolo improvvisato, questa volta molto più anarchico (facilitato soprattutto dalla stessa lingua), in cui ognuno dei protagonisti recita sé stesso, la Hunziker, simpatica ragazza svizzera della porta accanto, De Luigi sornione, Franz lento e lunare e vittima di Ale.
Le domande diventano così un pretesto, ma tutti sottolineano l’eroico sforzo di clonare gli originali e di farlo in una sola settimana, con tanto di ringraziamenti al direttore del doppiaggio che li ha amorevolmente assistiti. Perché? Perché come dice De Luigi, “è uno sporco lavoro ma qualcuno doveva pur farlo”.