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Sweeney Todd - Il Diabolico Barbiere di Fleet Street

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Gli Eroi Sanguinari della Settimana





21/02/2008 16:02a cura di Valeria Chiari

Piuttosto violenti e decisamente sanguinari i protagonisti dei film in uscita questa settimana. Il più efferato e crudele è senza dubbio l’Anton Chigurh di Non è Un Paese per Vecchi, ultima fatica dei fratelli Coen, presentato a Cannes 2007 e premiato praticamente a quasi tutti i festival americani, si è conquistato anche un paio di Golden Globe, qualche BAFTA e si è accaparrato 8 nomination agli Oscar 2008 di quest’anno. Adattamento dell’omonimo romanzo di Cormac McCarthy, il film dei due fratelli non si limita solamente a raccontare la casualità spesso banale del male e della violenza ma, seguendo con fedeltà straordinaria le vicende e i dialoghi del romanzo, coglie la disperata ironia che lo scrittore riporta nelle pagine del racconto in cui delinea un mondo dominato dall’avidità e dalla violenza e popolato da sceriffi disillusi, cacciatori solitari, ambigui uomini d’affari e killer lucidamente folli.







Pianure bruciate dal sole che lasciano spazio alla grigia Londra ottocentesca di Tim Burton di Sweeney Todd – Il Diabolico Barbiere di Fleet Street. iche si ispira ad una leggenda metropolitana adattata per lo schermo in un film muto, e negli anni ’70 prima per il teatro e poi per le scene musicali di Broadway. Con la spettacolare scenografia curata da Dante Ferretti e una fotografia tutta sui toni del grigio senza essere in bianco e nero, il Grand Guignol canoro con più di un sospetto di horror, racconta la vendetta di un barbiere tagliagole e della sua complice Nellie Lovett, cuoca dagli efferati costumi culinari.

Di tutt’altro stampo il terzo eroe di questo fine settimana cinematografico, che torna come Rocky prima di lui, dopo 20 anni di assenza. Parliamo del mitico John Rambo, anche lui un po’ appesantito ma non meno grintoso e bellicoso. Questa volta si lascia convincere ad abbandonare la rigogliosa natura nelle montagne coperte dalla giungla della Thailandia settentrionale dove si è rifugiato, per aiutare un gruppo di missionari a portare medicinali alle popolazioni perseguitate della Birmania. Alla bella età di 61 anni, Sylvester Stallone torna dietro e davanti la macchina da presa per riprendere le fila di un altro dei suoi leggendari personaggi cinematografici.