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Quarto giorno: Arriva la diva Julia Roberts





10/02/2008 11:02a cura di Teresa Lavanga

Fireflies in the garden è il film che vede protagonista Julia Roberts diretta da Dennis Lee ed affiancata, nel cast, da Ryan Reynolds, Willem Dafoe, Emily Watson, Carrie-Anne Moss. Oggi la scena è tutta per lei.








Ore 20.10 IL CANTO DEI PASSERI, ESSERE BAMBINI IN IRAN
E' un veterano della scena cinematografica iraniana, il gia' candidato all'Oscar, Majid Maijidi, a rappresentare nel concorso berlinese le incertezze e i drammi socio-familiari nella Teheran contemporanea. Il suo cinema appartiene di diritto alla generazione di colleghi famosi come Kiarostami e Makhmalbaf e il suo nuovo film Il canto dei passeri probabilmente non lascera' delusi gli estimatori del formalismo di questa cinematografia che si distingue sempre per la nettezza delle immagini e per la pulizia quasi neorealista del racconto.
Annotato che il passero e' l'animale di riferimento per il programma berlinese di quest'anno poiche', dall'altro capo del mondo, ad Hong Kong, ispira anche Johnnie To che mette a sua volta i passeri nel titolo, si deve scommettere su un innamoramento collettivo per pensare che il film iraniano si ritrovi, all'ultimo giorno del festival, nella lista dei premi. C'e' infatti poco di nuovo in questa storia di disagio metropolitano che ruota intorno alle traversie del buon papa' Karim, costretto a cercarsi una casa e un lavoro dopo che e' stato licenziato nella pescheria in cui aveva passato la vita.
Alle prese con il sordo livore della moglie e lo sbandamento dei bambini che rischiano di non avere piu' un tetto sulla testa Karim cerca la sua strada e una forma di riscatto sociale e personale. Ma i veri protagonisti della storia sono, una volta di piu', per Majidi, i piu' piccoli, gli indifesi della storia, che nulla sanno del boicottaggio occidentale all'Iran e della crisi finanziaria in cui versa il Paese. Il regista gioca tutte le sue carte sul loro sguardo indifeso e sull'eleganza di uno stile collaudato che ne fa ormai un veterano ortodosso al regime attuale. Infatti nel presentare il film alla stampa l'autore si e' tenuto prudentemente a distanza da ogni tipo di dichiarazione sulla liberta' degli intellettuali nel suo Paese che potesse suscitare qualsiasi polemica.
(ANSA)

Ore 18.46 BATTESIMO INTERNAZIONALE PER ELIO GERMANO
Salira' domani sera sul palcoscenico della Berlinale, insieme a otto grandi promesse del cinema europeo l'italiano Elio Germano, che rappresenta il nostro cinema in uno dei piu' ambiti programmi speciali del Festival intitolato Shooting Stars promosso dalla EFP (European Film Promotion).
''Sono arrivato solo ieri al Festival ma non possono negare di considerare la mia selezione un grande onore personale e spero che serva anche al cinema italiano - dice Elio Germano - sottolineando la sua partecipazione come ''uno dei momenti piu' emozionanti e appassionanti della mia ancora fresca carriera''. Per l'attore gli appuntamenti si susseguono a ritmo serrato, ''con i migliori Casting Directors europei, con i membri della giuria che mi hanno votato, con i miei colleghi di cui ho scoperto il lavoro e la straordinaria professionalita' nei giorni scorsi. E' come essere a un festival per la promozione di un film ma con la differenza che non ci si sente parte di un semplice meccanismo di promozione e invece la sensazione di fare qualcosa di bello, inedito e forse utile anche per la nostra carriera''.
Elio Germano e' stato scelto fra i nove campioni del giovane cinema europeo grazie alla sua interpretazione, pluripremiata, nel film di Daniele Lucchetti Mio fratello e' figlio unico. Da quest'anno infatti il meccanismo di selezione del programma 'Shooting Stars' prevede che ogni nazione presenti una candidatura (erano in tutto 22) e che poi una giuria qualificata di grandi professionisti europei individui i nove campioni dell'anno. Geramano divide questo onore e ricevera' nell'occasione un piccolo Orso d'oro dalle mani del direttore del Festival insieme a colleghi dalla Svizzera, Francia, Danimarca, Olanda, Germania, Slovacchia, Romania, Ungheria.
''Mi ha colpito che la selezione sia stata fatta su criteri di passione e di merito - dice Elio Germano - cui certamente contribuisce la qualita' dei film con cui ciascuno si presentava. Non ho invece ritrovato i meccanismi tradizionali della rappresentanza o della geopolitica ma sono particolarmente fiero di dividere questo onore con protagonisti gia' affermati''. E' il caso della tedesca Hannah Herzsprung applaudita in Quattro Minuti, della rumena Anamaria Marinca scoperta da Coppola nel suo ultimo film della danese Stine Christens che alla festa di Roma aveva portato Dopo il Matrimonio.
''In questa occasione voglio dire grazie anche all'agenzia di promozione Filmitalia - dice Elio Germano - che mi ha consentito di candidarmi e ha sostenuto il mio lavoro nel quadro piu' ampio di una rinascita del cinema italiano che, come sto notando in questi giorni, trova un concreto riconoscimento anche su scala internazionale. Ciascun attore - prosegue - fa scelte legate alla propria passione e alle necessita' del mestiere ma mi colpisce vedere la straordinaria professionalita' e il coraggio dei miei colleghi europei che affrontano film spesso non facili lasciando un segno profondo ed e' bello che qui si possano riunire tutti insieme perche' nei vari Paesi poi non tutti hanno il giusto riconoscimento. Mi piacerebbe sognare un'opportunita' simile anche in Italia per le nostre migliori speranze che magari si affermano nei Teatri Off o nelle produzioni indipendenti ma fanno ancora fatica ad emergere e farsi conoscere. Domani sera guardero' il pubblico della Berlinale e sentiro' che sono davvero un uomo e un artista fortunato''.
(ANSA)

Ore 18.20 CRUZ, LA MIA CONSUELO TANTE DONNE IN UNA
''Ho letto il libro di Philip Roth sei anni fa e mi sono innamorato di Consuelo. Ho sempre immaginato di poterlo interpretare: un ruolo difficile pieno di emozioni. Una donna che non puoi chiudere in una scatola, ma tante donne in una: onesta, selvaggia e imprevedibile''. Cosi' Penelope Cruz parla del personaggio che interpreta in Elegy ultimo film della regista spagnola Isabel Coixet passato oggi in concorso alla Berlinale e con nel cast Ben Kingsley e Dennis Hopper.
Tratto dal libro di Roth The Dyng Animal, il film racconta di un carismatico professore universitario ultrasessantenne David Kapesh (Kingsley) che, con la determinazione di un intellettuale pieno di ragioni e riferimenti, fa suo il motto: non avere mai una relazione stabile con una donna. Amico di un altrettanto disincantato collega (Hopper), Kapesh (uno che presenta i suoi libri in tv come 'American hedonism') ha insomma le sue storie d'amore, ma in maniera del tutto libera da impegni. Un giorno pero' piomba nella sua aula di critica letteraria Consuela Castillo (Lopez), una ventiquattrenne cubana troppo bella per non entrare nella sua rete, ma non senza sorprese per lui. Consuelo, onesta, determinata, lo mettera' di fronte alla sua incapacita' di amare davvero, smantellera' poco a poco le ragioni del suo cinismo e provochera', infine, anche tutta la gelosia di cui e' capace la fervida immaginazione del professore. La vecchiaia, la morte, ovviamente l'amore, il sesso e la differenza di eta' entrano in questo film della Coixet che alla fine ha una deriva melodrammatica (Consuelo si ammala) che porta il professore a rivedere il suo modo di vedere il mondo.
Isabel Coixet (La vita segreta delle parole) non ha volutamente calcato nel film sulla forte presenza erotica presente nel libro di Roth:''ho fatto molte scene erotiche nei mie film senza alcuno imbarazzo, ma abbiamo pensato che non fosse importante ai fini della storia''. Certo aggiunge:''Elegy e' un film che parla di malattia, di amore, di vulnerabilta', di sfide, di morte, insomma non e' certo una commedia''. La forte differenza di eta' che divide i due protagonisti per la Cruz ''non e' comunque il soggetto del film. Anzi devo dire che io non ho paura di invecchiare. E' invece un'esperienza che voglio fare. Per Kingsley invece il film si gioca non tanto sulla differenza di eta': ''quello che divide davvero Kapesh e Consuelo non e' l'eta', ma piuttosto la sensibilita' culturale. Una cosa molto piu' difficile da superare''. A fine conferenza stampa la Cruz smentisce di aver mai detto di aver avuto un inizio di carriera pieno di compromessi, ma favorito dalla sua bellezza:''e' una bugia. Sono stata fortunata. Ho cominciato a lavorare gia' a 17 anni. Non ho mai fatto la vittima''.
(ANSA)

Ore 10.40 GLI STONES A AMY WINEHOUSE,LASCIA PERDERE LA DROGA
Il chitarrista dei Rolling Stones ed ex tossico Keith Richards consiglia alla cantante inglese Amy Winehouse di lasciar perdere con la droga. ''Ti devi svegliare e smetterla'', ha detto Richards al Festival di Berlino, dove e' stato presentato il documentario (Shine a light) di Martin Scorsese dedicato proprio ai Rolling Stones.
''A parte questo, non ho altro da dire a quella stronza'', ha aggiunto Richards. Anche il frontman dei Rolling Stones, Mike Jagger, non certo estraneo ad esperimenti farmaceutici, ha fatto poi una comparazione tra i problemi della droga che ci sono oggi tra le rockstars britanniche, come la Winehouse e Pete Doherty, e i suoi tempi, quando la droga era una parte integrale della scena della pop music.
''Quando noi usavamo le droghe si sapeva poco dei loro effetti'', ha detto Jagger. ''Ai nostri tempi non c'erano centri di riabilitazione come oggi. Comunque, io non li ho mai frequentati''.
Facendosi forte del suo ruolo di sessantenne e di nonno, Jagger ha poi aggiunto che non capisce davvero come questa nuova generazione, conoscendo i danni delle droghe, continui ad usarle.
(ANSA)