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Secondo giorno: Oggi è la volta de Il petroliere





08/02/2008 12:02a cura di Teresa Lavanga

Dal 7 al 17 febbraio la nostra home page sarà interamente dedicata al primo grande Festival Cinematografico dell’anno. Per tutta la durata della Berlinale, infatti, troverete, aggiornati in tempo reale, gossip, anticipazioni e tutto ciò che ruota intorno alla grande manifestazione tedesca.








15.40 DOPO JAGGER, OGGI E' STATO IL TURNO DI NEIL YOUNG
I Rolling Stones sono appena usciti dal palcoscenico al 58mo festival cinematografico di Berlino, da loro inaugurato con successo con il documentario Shine a Light di Martin Scorsese, e i riflettori di Berlino si sono accesi su una nuova leggenda della musica rock: Neil Young, veterano di Woodstock di 62 anni, il quale ha annunciato ''l'epoca della musica che puo' cambiare il mondo e' finita''.
''Questa e' la realta', il mondo oggi e' diverso da prima'' ha detto oggi a Berlino il musicista canadese, per presentare il suo film documentario CSNY: Deja Vu, da lui girato sotto lo pseudonimo Bernard Shaker, e dedicato alla tourne' ''Freedom of Speech'' del ''supergruppo'' Crosby, Stills, Nash e Young del 2006, per la parte relativa al Nordamerica. Il film di 96 minuti, un po' provocatorio, non e' strettamente solo un concerto. C'e' tutta la musica che si vuole, insieme con digressioni sulla storia, sui veterani della guerra in Iraq. Le riprese sono di Mike Elwell, il film e' stato proposto gia' il 25 gennaio 2008 al Sundance Film Festival. A Berlino Young ha scelto di essere diplomatico: decenni dopo avere fornito la colonna sonora per le proteste contro la guerra in Vietnam, oggi ha risparmiato critiche al presidente George W. Bush. Qualcuno gli ha chiesto cosa non gli piace in Bush: ''Non posso rispondere - ha detto Young - altrimenti sarei qui una settimana. Faccio prima a dire cosa mi piace di Bush: il presidente si presenta fisicamente in forma''.
''Fanno male comunque, non importa quale sia la guerra'' ha poi detto Young. Il musicista in divisa da rockstar, compresi gli occhiali scuri, agli ascoltatori non ha voluto indicare cosa ne pensa neanche della campagna elettorale per le elezioni degli Stati Uniti: ''Io sono sempre ottimista e quella e' una societa' democratica'' ha spiegato. Per la parte musicale della Berlinale, il prossimo appuntamento sara' Patti Smith, il mito di tutti i punks, che presenta domani il suo film, e poi mercoledi' prossimo arrivera' Madonna con Filth and Wisdom (Sporcizia e Saggezza).
(ANSA)

Ore 15.01 RAGAZZI,CONFINI E SESSUALITA' NEI FILM DI FORUM
Confini reali o immaginari, dalla diversa ottica di Oriente e Occidente, ricchi e poveri, guerra e pace, ma anche il difficile mestiere di crescere e la sessualita' nelle piu' diverse declinazioni. Sono alcuni dei temi dominanti tra le pellicole provenienti da 33 nazioni, di Forum, la sezione della Berlinale da sempre attenta al cinema piu' giovane (16 le opere prime), provocatorio e sperimentale, e alla contaminazione fra le arti.
La parte principale di Forum, che presentera' 36 film di cui 32 in anteprima mondiale o internazionale, sara' aperta da My Winnipeg dell'iconoclasta Guy Maddin. Il film e' un mix fra documentario, diario, e viaggio onirico che fonde traumi infantili, ricordi visioni freudiane, miti locali. Abbinati alla pellicola saranno presentati i corti firmati da Isabella Rossellini, Green Porno, nei quali l'attrice, in veste di insetto, esplora la sessualita' in chiave entomologica. L'attrice (che rappresenta l'Italia in questa sezione, insieme all'opera prima di Nello La Marca, La terramare) riproporra' le sue miniopere anche come performance artist nello spazio aperto alle sperimentazioni di Forum Expanded. Ragazzi cresciuti in famiglie disfunzionali, adottati dalle gang o che faticano a sopravvivere fino a fine giornata, sono al centro, fra gli altri, dei filippini Slingshot di Brillante Ma. Mendoza, Balikbayan Box di Mes De Guzman e Tribe di Jim Libiran. Restando fra protagonisti adolescenti o poco piu', la subcultura giovanile delle banlieue ha ispirato a Audrey Estrougo, Ain't Scared, nel quale vanno in scena 24 ore vissute da un ragazzo e una ragazza schiacciati dalle costrizioni sociali. In Just anybody di Jacques Doillon e' la storia d'amore con uno sconosciuto, la strada scelta da una ragazza di provincia per sfuggire alla sua vita borghese. Inoltre il film di cinque ore ...they're living happily ever after di Winfried e Barbara Junge conclude la cronaca, durata 46 anni dal 1961 (anno di costruzione del Muro) ad oggi, della vita dei Bambini di Golzow, una piccola comunita' dell'ex Germania Federale, situata al confine con la Polonia. Il documentario, giunto al suo 19mo e ultimo capitolo, costituisce il piu' lungo progetto di osservazione filmata nella storia del cinema, quasi un saggio scientifico. La violenza, soprattutto sui piu' piccoli, mostra il suo volto in pellicole come Son of a lion dell'australiano Benjamin Gilmour, su un bambino pachistano che cerca di sfuggire alla sua societa' arcaica e Night Before Eyes (Germania) di Brigitte Bertele, su stress post-traumatico sul fratellino di otto anni. In United Red Army, la storia dell'omonimo gruppo terroristico giapponese e' rievocata dal cineasta indipendente Wakamatsu Koji, cui verra' anche dedicata una retrospettiva. La difficolta' di vivere la propria sessualita' in modo libero e' protagonista nel documentario iraniano Be like Others di Tanaz Eshaghian, sul gran numero di gay che ogni anno, in Iran si sottopongono all'operazione per cambiare sesso. Punta sulla provocazione invece il filippino Khavn De La Cruz, che in The Muzzled Horse of an Engineer in Search of Mechanical Saddles (in programma tra le proiezioni speciali di Forum), con musica a massimo volume, immagini pornografiche e l'ossessione voyeuristica per i cavalli, traccia la perdita di controllo da parte di un uomo licenziato da poco che vaga fra le strade di Manila. Torna inoltre al festival, a 37 anni dal debutto, il pluricensurato W.R. - The Mysteries of Organism di Dusan Makavejev. Il film propone un originalissimo e brillante montaggio di materiale documentario (sulla falsariga delle idee del controverso psicanalista Wilhelm Reich, padre adottivo della rivoluzione sessuale). Alla base della pellicola, c'e' la convinzione che una libera societa' comunista e' inseparabilmente intrecciata con quella di amore libero.
(ANSA)

Ore 13.12 STAMPA STRONCA FILM SCORSESE, "NO SATISFACTION"
Il film di Martin Scorsese sui Rolling Stones non e' piaciuto alla critica tedesca, che lo ha stroncato senza pieta'. La "Berliner Morgenpost" scrive che "i piu' famosi operatori del mondo sono stati chiamati per fissare le immagini dei concerti, ma chi finora non era un fan degli Stones, non lo diventera' dopo questo film. Chi ne voleva sapere di piu' e' rimasto deluso". Secondo il quotidiano, i "sette decimi del film sono semplicemente un montaggio del concerto e lo sguardo dietro le quinte dura solo pochi minuti". La Morgenpost sottolinea che Shine a Light "rimane purtroppo solo un film di un fan per i fan. Gli Stones vengono lodati, idolatrati, un atto rituale che non mette in discussione il loro culto".
"Un grosso Big Bang sulla scena, ma un piccolo bang sullo schermo", infierisce il giornale, che, facendo un gioco di parole su "Satisfaction", la storica hit della band inglese, conclude che il film di Scorsese "e' un must per i patiti del rock, ma 'no satisfaction' per i cinefili".
Il giornale critica anche il direttore della Berlinale, Dieter Kosslick, che, scegliendo di proiettare il film in apertura di rassegna, ha solo cercato di "creare un evento con una grande grancassa".
"Che cosa rimarra' di questo film?", si chiede la "Frankfurter Allgemeine Zeitung". "Scorsese non ha raggiunto il livello del suo precedente film su un concerto, Last Waltz, ma ha regalato alla Berlinale un'apertura su misura".
Anche per "Der Spiegel" il film sugli Stones e' soltanto una "diligente nostalgia ad alto livello, ma purtroppo completamente priva di sorprese".
(AGI)

Ore 9.35 SCORSESE DOPO I ROLLING STONES PENSA A BOB MARLEY
Ha appena presentato in prima mondiale alla Berlinale Shine a Light documentario dedicato ai Rolling Stones e gia' Martin Scorsese ha in progetto un altro lavoro dedicato al padre del reggae Bob Marley che sara' prodotto dalla Tuff Gong Pictures e la Shangri-La Entertainment. Il docu che non ha ancora un titolo dovrebbe comunque uscire entro il 6 febbraio 2010, il 65mo anniversario della nascita di Marley. Il film avra' comunque l'appoggio della famiglia di Marley e Ziggy, suo figlio, e' tra i produttori esecutivi. Bob Marley mori' di cancro nel 1981 all'eta' di 36 anni. Molti progetti cinematografici hanno tentato di portare sullo schermo la sua vita. Tra questi uno di lunga gestazione dal titolo The Bob Marley Story e' stato gia' allestito dalla Warner Bros con la produzione di Jerry Weintraub e Rita Marley produttore esecutivo.
(ANSA)