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Tim Burton – Siamo tutti un po’ Sweeney Todd





23/01/2008 15:01a cura di Valerio Salvi

A Roma per presentare la sua ultima fatica, Tim Burton ci racconta il suo film, un musical a cavallo tra Edward Mani di Forbice -di cui sembra quasi un sequel ideale- e David Copperfield. In realtà il film è l’incarnazione delle più ancestrali emozioni umane: amore e vendetta – ci spiega il regista di Burbank – come tutte le favole. E’ proprio questo che mantiene la storia attuale a centocinquanta anni di distanza.


“Non è stato facile realizzare questo musical” – ci rivela – “perché volevo ottenere un effetto molto particolare ed unico: una sorta di film muto accompagnato musicalmente. Per arrivare a questo abbiamo dovuto sfrondare tutte le parti tipiche di una produzione di Broadway, come cori, balletti e canti di secondo piano. Inoltre mi sono sforzato di mantenere inalterata la mia cifra stilistica, ovvero una certa ironia di fondo. Se Miss Lovett è un personaggio quasi comico, Sweeney è addirittura tragico nella sua disarmante semplicità, ha un unico obiettivo, la vendetta. Certo le cose che magari io trovo comiche non lo saranno per altri. Ad esempio trovo anche molto attuale il rapporto tra i due protagonisti, quante coppie ci sono oggi che magari stanno nella stessa stanza e nemmeno si parlano? In ogni caso il musical era molto più leggero ed abbiamo dovuto dargli una nota decisamente più dark.”






“E’ un po’ il percorso della vita – aggiunge – le nostre esperienze, accumulate negli anni, ci cambiano e diventiamo più melanconici, più complessi, se vogliamo. Questo stesso film girato magari dieci anni fa sarebbe stato diverso, probabilmente non ci sarebbe stato quel forte senso di perdita che aleggia su tutto. Ne ho parlato anche con Johnny [Depp – N.d.A.] che la pensa come me. Peraltro gli ho inviato la colonna sonora del musical cinque anni fa senza nemmeno sapere che avremmo fatto il film.”

Le nomination all’Oscar non sembrano sconvolgerlo più di tanto. “D’altronde lo sapete bene, Dante Ferretti avrà almeno una ventina di premi nella sua libreria, ormai quando gli dicono che ha una nomination è quasi normale. Per Johnny Depp invece, benché ne sia sicuramente onorato, è quasi un peso. L’idea di dover andare lì, lui che odia il glamour... però è contento, ovvio”.

All’appunto circa il fatto che il film non viene presentato chiaramente come un musical, risponde che in effetti è vero, che il traile è costruito più sul thriller o sull’horror –per una scelta dello Studio- ma che era particolarmente complesso dargli un’identità, anche perché manca la classica canzone “hit” che fa da manifesto al film.

Non ci resta a questo punto che aspettare il suo nuovo progetto, probabilmente qualcosa in 3D, come ci ha svelato, infatti ha due lavori in cantiere anche perché “credo sia una delle nuove frontiere che si svilupperà molto!”