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Jeff Bridges: "Io, Lebowski, tre figlie e tante donne senza mutande"





07/06/2005 12:06a cura di Renzo Fegatelli

"Avevo venti anni quando lavorai con Huston": Jeff Bridges, una delle facce più affidabili del cinema americano dagli inizi degli anni '70, interprete del Re pescatore e Il grande Lebowski, ha ricevuto a San Sebastian il Premio Donostia del 52º Festival Internacional de Cine, dalle mani della bellissima Maribel Verdú (Y tu mama tambien). Disteso e sorridente, parla della fortuna di aver avuto un padre celebre quale Lloyd Bridges ("recitavo con lui da piccolo così non andavo a scuola", della sua già sterminata carriera e di The Door in the Floor, il film che ha interpretato insieme a Kim Basinger. Servizio esclusivo del nostro inviato Renzo Fegatelli.


SAN SEBASTIÁN - Premio Donostia del 52º Festival Internacional de Cine ricevuto dalle mani di Maribel Verdú, Jeff Bridges, il famoso interprete di Il re pescatore e Il grande Lebowski, si trova completamente a suo agio. Disteso e sorridente, parla del suo lavoro e della fortuna di aver avuto un padre celebre quale Lloyd Bridges. E sottolinea che generalmente predilige gli ultimi film che ha girato, includendo The Door in the Floor, il film di Tod Williams dal romanzo "A Widow for one Year" di John Irving che ha interpretato insieme a Kim Basinger.






Da mio padre ho imparato che per saper recitare bisogna saper ascoltare, e ho imparato anche che non bisogna accettare sempre lo stesso ruolo. Lui, infatti, dopo alcuni successi internazionali, (Tutti gli uomini del re), ha interpretato una serie televisiva di successo nella quale gli riuscí tanto bene il personaggio che interpretava a bordo di un sottomarino che molti credevano che fosse un marinaio. Poi col successo arriso alle commedie (demenziali) sugli aerei (piú pazzi del mondo) gli offrirono numerosi personaggi comici. Lui aveva una formazione shakeasperiana, aveva recitato a Broadway e soffrì molto di non potersi liberare dei ruoli comici. Ricordo che in un film che dovevo interpretare c'era la parte per uno zio. E io suggerii il nome di mio padre che sarebbe stato perfetto in quel ruolo, ma i produttori lo ritenevano attore di film comici e non lo presero.

E’ già stato in Spagna ?

Ho visitato Madrid 35 anni fa. Abitavo a Los Angeles e il mio agente mi contattó per un incontro con John Huston che stava preparando un film. Chiesi l'ora e il luogo dell'incontro e mi disse che Huston mi aspettava a Madrid. Ci siamo incontrati al Museo del Prado che percorremmo insieme mentre lui mi spiegava i quadri di Velazquez e Goya. Parló di pittura , non di cinema, e ci lasciammo all'uscita del museo. Pensai che non se ne sarebbe fatto niente. Sei mesi dopo, invece, mi chiama per farmi interpretare Fat City .

Ha incominciato presto a recitare?

Avevo venti anni quando lavorai con Huston, ma io ero giá apparso sugli schermi all'etá di sei mesi, in braccio a Jane Greer in un film di John Cromwell (The Company she keeps). Da bambino sono stato contagiato dall'amore per il cinema che mio padre sentiva molto. Ricordo quando mi chiese di partecipare a una serie tivú alla quale lavorava. Accettai perché mi permetteva di non andare a scuola.

Aveva giá lavorato con Kim Basinger ?

Diciotto anni fa. Nel film eravamo marito e moglie e fu un'esperienza meravigliosa. Ora siamo di nuovo insieme, e ancora nei panni di marito e moglie, e parlando abbiamo avuto la sensazione che questi diciotto anni siano stati soltanto un lungo weekend.

Lei è felicemente sposato ?

Da 28 anni. Ho una moglie e tre figlie meravigliose, anche se mi capitó di portarle sul set di Il grande Lebowski proprio il giorno che giravamo la scena del sogno. Me ne ero completamente dimenticato e ricordo che mi misero pancia all'aria sdraiato su un pattino che circolava tra le gambe di tante ragazze. Il copione mi imponeva di tenere gli occhi aperti e di guardare in alto. Cosí vidi tante intimitá femminili villose, sempre piú villose di ragazze che non portavano biancheria intima e che mi spiazzarono completamente. Finita la lavorazione mi dissero che erano pubi e peli finti, indossati per esigenze di copione.