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Dario Argento: la rovina del cinema italiano sono le fiction





24/10/2007 22:10a cura di Marco Massaccesi

Dopo il Black Carpet dell’altra notte Dario Argento parla della sua ultima fatica cinematografica, La terza Madre.







In questo film vediamo una Roma in preda ad un attacco di violenza inaudita, si può cogliere in questo un aspetto sociologico?
Sinceramente no. Questo aspetto io non l’avevo pensato quando ho scritto il film. L’unica cosa che volevo raccontare era il risveglio della Mater Lacrimarum e di come sprigiona la sua malvagità. Mi piaceva il fatto che altre streghe venissero per aiutarla da tutto il mondo in questo gesto. La violenza c’è sempre stata, forse la gente non se lo ricorda perché ha una memoria molto fragile. Il mio non è assolutamente un film politico, ma fantastico. Di solito butto giù la sceneggiatura in maniera automatica mettendoci dentro tutti i miei incubi.

Come è stato il rapporto con sua figlia Asia durante la alvorazione?
Asia ha fatto due film da regista in questi ultimi dieci anni, dall’ultima volta che ho lavorato con lei. L’ho trovata più adulta e consapevole, senza il narcisimo tipico di certi attori.

Come è stata l’esperienza americana con la serie televisiva “Master of Horror”?
Gli americani spendono un sacco di soldi per fare film, noi spendiamo un sacco di soldi per fare fiction. La rovina del cinema italiano sono proprio le fiction. Come fanno gli spettatori a guardarle non lo capisco! Quando ero in America per “Master of Horror” venivano sul set i registi degli altri episodi a vedere. Chiesi allora al mio aiuto regista cosa venissero a fare. Lui mi rispose per imparare, vedere come usi la macchina da presa. Allora li cacciai tutti via, se lo cercassero da soli un modo di girare che non sia il mio! Ma la cosa che non capisco è che io non ho un modo particolare di girare, la macchina da presa è la stessa dappertutto.

Cosa è cambiato nel cinema dai tempi di Suspiria?
Prima non c’erano gli effetti speciali, nella Terza Madre invece, sono moltissimi. In Suspiria dovevo sopperire questa mancanza con una scenografia più vistosa e presente, ora non ce n'è più bisogno.

In questo ultimo film l’elemento sensuale e splatter è più presente che nei precedenti film, come mai?
I produttori di “Master of Horror” mi hanno completamente liberato. Mi dicevano fai tutto quello che vuoi, noi non ti taglieremo niente. Poi, qualcosa hanno tagliato. Ma questo non importa, quando sono tornato in Italia mi sono detto: questo lo faccio a tutta forza.