La migliore risorsa italiana sul mondo del cinema
ricerca film:


Galleria fotografica




Donne assassine, crime-movie in anteprima a Roma





08/10/2007 12:10a cura di Teresa Lavanga

Le assassine legate da un amore lesbico che uccidono il perbenismo in tv andranno "in onda" per la prima volta il 20 ottobre alla Festa del Cinema di Roma.


Sono le protagoniste di Donne assassine il crime-movie di Herbert Simone Paragnani ispirato alla vera (e tragica) storia d'amore tra una suora e un'attrice.





Episodio pilota del serial prodotto da Fox International Channels Italia e voluto dal direttore Mario Sesti nella sezione Extra, Donne assassine ha per protagoniste Marta e Veronica, interpretate da Donatella Finocchiaro e Sabrina Impacciatore: una (quasi) suora e un'attrice (quasi) fallita, due femminilità agli antipodi che dimostrano la ricchezza di sfumature dell'essere donna.
Un patrimonio di psicologie e contraddizioni che spesso la televisione, abituata a declinare il femminile solo nei ruoli di figlie, mogli e madri, dimentica.
"I committenti di Fox - dice Paragnani - volevano da noi un prototipo televisivo che avesse la qualità di un prodotto cinematografico. Serial come "Lost" o "24" dimostrano di non aver nulla da invidiare al cinema, in termini di regia e interpretazione. E con Fox è stato un amore a prima vista: ho iniziato a lavorare al progetto di una sit-com, anche sull'onda del successo di "Boris", e poi a Donne assassine: naturalmente gli standard qualitativi imposti dalla rete sono altissimi, però è grazie a committenze come queste che oggi il grande cinema si vede in televisione".
"Nel mio film - continua il regista - si parla di un amore lesbico, e di un delitto efferato che coinvolge una donna di Chiesa. Tutti tabù che nessuna rete in chiaro sarebbe disposta a infrangere. molto tempo che lavoro per il piccolo schermo, e l'esperienza mi ha insegnato che la tv generalista rifiuta il concetto di autorialità. Più che una critica, è una constatazione: i prodotti televisivi italiani si somigliano tutti, sempre alla ricerca di un tocco di mélo, persino nelle sit-com".
Secondo Paragnani "la femminilità in tv è sempre rassicurante: la donna è soltanto madre, o moglie, in qualche caso amante. C'è tutto un mondo, di donne omosessuali, o di sessualità represse, di altri modi di vivere la propria femminilità, che la tv e il cinema hanno rimosso. La sfida del mio film - spiega - è anche questa: proporre a una platea televisiva fatta per lo più di donne (così dicono le statistiche) una storia fuori dagli schemi. E i primi test-screening sono incoraggianti: il pubblico femminile dimostra di apprezzare il film proprio perché racconta senza censure un tipo di sessualità escluso dall'immaginario collettivo descritto dalla tv".
(ANSA)