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Il libro dei sogni di Fellini in mostra





04/10/2007 08:10a cura di Teresa Lavanga

Le suggestioni e le immagini, in gran parte inedite, con le quali Federico Fellini per trent'anni ha messo su pagina nel suo famoso "Libro dei sogni" il proprio universo, fra incubi, ritratti e idee per nuovi film, saranno l'anima di Fellini Oniricon.


Il libro dei miei sogni, la mostra a ingresso libero allestita in occasione della Festa del cinema di Roma, nello Spazio Risonanze all'Auditorium Parco della Musica, dal 17 ottobre al 7 novembre. L'esposizione, presentata dal presidente della Fondazione Cinema per Roma, Goffredo Bettini, Vincenzo Vita (Assessore alle politiche culturali della Provincia di Roma) e dai curatori Tullio Kezich e Vittorio Boarini, direttore della Fondazione Federico Fellini, proporrà cento disegni tratti dai due tomi del diario felliniano.





Il Libro dei sogni (il cui valore è stato stimato intorno ai 750.000 euro), è rimasto chiuso per anni nel caveau di una banca, e solo in seguito alle lunghe trattative con i sei eredi del regista e di Giulietta Masina, finalmente arriva al pubblico.
I due volumi del 'Libro' (il primo, di formato più piccolo, va dal 1960 al 1968, il secondo più grande, dal 1974 al 1990) contano in tutto 400 pagine zeppe di almeno altrettanti schizzi (realizzati a pennarello, tempera e pastelli) e racconti del regista.
Doveva esistere anche un altro diario "per il periodo dal 1968 al 1974 - ha spiegato Boarini -Fellini prima ha detto di averlo prestato a degli psicanalisti americani che non gliel'avevano mai restituito, poi di averlo perso in un trasloco... Probabilmente, vista la tendenza di Federico a inventare, non era vera nessuna delle due spiegazioni"
La mostra sarà articolata in otto sezioni: da Alter ego, amici e rivali, dove ha uno spazio d'eccezione Marcello Mastroianni, ai disegni della compagna di una vita, Giulietta, e l'omaggio al mondo femminile di Tutte quelle signore; passando per Amarcord, Rimini e la famiglia, Notti da incubo, I famosi, da Giovanni XXIII a Renato Vallanzasca, Filmare e sognare.
A chiudere il tragitto, arricchito da tre video, cinquanta fotografie (provenienti dagli archivi di Reporters associati, Ansa e Cineteca di Bologna) e oggetti di scena, ci saranno i tomi originali del 'Libro', protetti in una teca, e aperti ogni giorno ad una pagina diversa. Dell'opera già si conoscevano alcune pagine, perchè pubblicate da Fellini sulle riviste di fumetti La dolce vita e Il grifo, o 'tagliate' dal cineasta e regalate ad amici (molte di esse sono alla mostra), ma "il corpo del testo era stato per anni un mistero - ha ricordato Boarini -. E' una miniera di informazioni, notizie, e un'apertura per un'osservazione più attenta dell'opera del regista, che cominceremo con un convegno internazionale il 9 e 10 novembre a Rimini".
Secondo il critico Tullio Kezich, amico e biografo di Fellini "dal Libro dei sogni esce il ritratto di un singolare modello umano, un prototipo, un maestro naturale che non ha mai avuto la pretesa di insegnare niente".
Parallelamente all'apertura della mostra il 'Libro' esce, edito da Rizzoli in due versioni cui hanno collaborato Kezich, Boarini e Vincenzo Mollica: una più grande, in copia anastatica (dal peso di otto kg), in edizione limitata di 1000 copie, al prezzo di 300 euro e l'altra dal costo di 95 euro. Presto verranno realizzate anche edizioni in lingua inglese, tedesca e francese.
"Ognuno di noi vive due vite, una ad occhi aperti ed una ad occhi chiusi - ha spiegato Mollica - credo che la magia di Fellini sia stato viverle entrambe contemporaneamente".
(ANSA)