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Incontro con Mortensen e Lo Verso per Alatriste





22/06/2007 11:06a cura di Valerio Salvi

Incontriamo Viggo Mortensen in compagnia del suo “nemico” Enrico Lo Verso pronti a spiegarci il “loro” Alatriste. Un progetto che inizialmente ha visto qualche difficoltà, essenzialmente linguistica, ma che poi si è trasformato in un indimenticabile viaggio nella cultura spagnola e nel loro modi di viverla, perché non bisogna dimenticare che il capitano Alatriste è uno dei personaggi letterari (creato da Agustin Diaz Yanes) più fortunati e famosi della penisola Iberica. “IL destino di un soldato” (titolo liberamente adattato dalla distribuzione italiano) non è quello di nessuna delle novelle, ma d’altronde nemmeno questa è la trasposizione di uno dei libri, piuttosto un sunto concentrato della vita di Alatriste.


Mortensen non certo nuovo a vestire i panni del guerriero solitario visto che è stato il tenebroso Aragorn del Signore degli Anelli ci confida che l’aspetto più affascinante del suo personaggio è stato proprio il suo essere così reale, quasi dimesso, ma soprattutto la complessità. Non è un uomo perfetto tutt’altro, è un assassino a pagamento, è orgoglioso, rissoso a volte incostante, ma ha un suo ferreo codice d’onore a cui si attiene sempre.





E’ questo il bello di un film che non si limita ad essere una semplice storia di cappa e spada, ma un intrigo pieno di ombre e di personaggi con molti lati oscuri.

L’orgoglio è proprio la chiave di lettura del lungometraggio- ci spiega l’attore – la Spagna era un impero immenso che si estendeva praticamente su tutto l’orbe terracqueo, e proprio la sua voglia di imporsi e l’orgoglio di essere spagnoli era il collante del tutto, ma allo stesso tempo la causa del futuro disfacimento. “Questa è una delle cose che mi è restata da quest’avventura” ci spiega Viggo “l’aver conosciuto nuove persone, ma soprattutto l’essermi potuto avvicinare ad una nuova cultura. E poi loro ci mettono una passione incredibile per rendere il tutto molto reale. Ecco il bello del film è che puzza! Come la vita. E’ un kolossal realizzato come fosse un pezzo d’artigianato”.

Anche Lo Verso è rimasto affascinato dalla passione iberica per questo progetto, che peraltro gli ha consentito di imparare anche lo spagnolo. “Mi è piaciuto molto partecipare come Malatesta, il mio personaggio, che è un cattivo DOC” ci spiega l’attore siciliano “Non si tratta di una figura monodimensionale, ma di un uomo spietato, come molti all’epoca, che ha come compagna solo la sua spada. Potenzialmente potrebbe essere un ottimo amico del Capitano Altariste, ma sono su due fronti diversi anche se il rispetto tra loro è palpabile. La scena che preferisco, infatti, è quella dove non ci sono, quando mia moglie porta la mia spada ad Alatriste, è la summa del nostro rapporto.”