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Cannes Cannes - Undicesimo giorno





26/05/2007 09:05a cura di Valeria Chiari e Teresa Lavanga

Per tutta la durata del Festival di Cannes, l'occhio di FilmFilm sarà costantemente puntato sulla Croisette, per carpire umori, opinioni, gossip e tutto ciò che rende il Festival di Cannes un appuntamento tanto atteso da pubblico e critica.






Primi Premi di Cannes 26 maggio ore 20,00
Domani saranno assegnati i premi del concorso, ma per rendere meno stressante l'attesa sono stati conferiti alcuni premi nelle sezioni parallele del festival.

Quinzaine des Rèalisateurs

Premio Regards Jeunes : Control di Anton Corbijn (Olanda)
Premio Art et Essai : Garage di Lenny Abrahamson (Irlanda)
Menzione Speciale a Control di Anton Corbijn e Gegenuber di Jan Bonny (Germania).
Premio Label Europa Cinéma : Control di Anton Corbijn (Olanda)
Premio SACD (Société des Auteurs Compositeurs dramatiques) per il Miglior Cortometraggio francofono : Même Pas Mort di Claudine Natkin (Francia).


Semaine de la Critique

Grand Prix : XXY di Lucia Puenzo (Argentina)
Premio SACD : Les Méduses des Israéliens di Etgar Keret e Shira Geffen.
Sostegno ACID/CCAS : XXY di Lucia Puenzo
Premio OFAJ/TV5MONDE dei Giovani Critici : Les Méduses des Israéliens Etgar Keret e Shira Geffen.


Altri Premi

Premio France Culture Cinéma 2007 al cineasta Rithy Panh per l’insieme della sua opera.


Premi della CinéFondation

1° Premio a Ahora Todos Parecen Contentos (Ora sembrano tutti contenti) di Gonzalo Tobal (Argentina)
2° Premio a Ru Dao (Uscita) di Chen Tao (Cina)
3° premio Ex Aequo a A Reunion di Hong Sung-Hoon (Corea del Sud) e a Minus di Pavle Vuckovic (Serbia)


Tanti Fischi per la Anderson 26 maggio ore 19,30
Bionda e procacissima, Pamela Anderson a Cannes innervosisce i fotografi arrivando con due ore di ritardo all'appuntamento per il photocall. E così finisce per prendersi un bel po' di fischi: lei resta due minuti, non sorride e neppure saluta andando via. Si è giustificata poi adducendo un inizio di influenza, ma nessuno le ha creduto. Conosciuta dagli organizzatori del festival per i suoi commenti poco gentili nei confronti della kermesse cinematografica tra le più importanti al mondo, la Anderson è stata "aggiunta" nella lista degli invitati all'ultimo momento. Sarà forse stato il desiderio di nemesi che ha spinto l'indimenticabile bagnina ad essere così poco professionale?

Un vecchio e una ragazza per superare il lutto 26 maggio ore 15.11
Che ci fanno un vecchio semidemente e una ragazza sperduti in un fitto bosco? La risposta è nel poetico film La foresta di Mogari della regista giapponese Naomi Kawase, in concorso oggi a Cannes e ieri applaudito alla prima stampa. Il vecchio, Shigeki (Shigeki Uda), è l'ospite ribelle di una casa di cura per anziani e lei, Machiko (Machiko Ono), la sua giovane e triste assistente. Quando il vecchio, per un guasto all'automobile guidata dalla ragazza, si ritroverà ai margini di un bosco non farà altro che entrarci per sparire tra la sua fitta vegetazione. Machiko non potrà che seguirlo nella sua follia. I due si ritroveranno così a vivere la natura come non avevano mai fatto prima, ma anche a solidarizzare fra loro e ad essere felici di questa loro fuga tanto da non richiamare l'attenzione della loro presenza ai soccorsi giunti a salvarli. Il legame che si creerà tra il vecchio e la giovane nasce dal fatto che entrambi hanno un segreto in comune, qualcosa da dimenticare. Ovvero la perdita di un loro caro che gli ha creato un disagio di vivere duro da superare. ''Ora posso dormire sulla terra. Come mi sento bene'', dice il vecchio Shigeki, dopo essersi guadagnato un giaciglio scavato con un bastone. E la ragazza alla fine si metterà accanto a lui perchè come scandiscono i titoli a fine film per loro sta arrivando finalmente il tempo ''della fine del lutto''. Tutto nasce da un esperienza personale della regista: ''sono stata cresciuta da una mia vecchia zia che a un certo punto dava segni di demenza e fu portata in una casa di cura''. Comunque spiega Naomi Kawase che, nonostante i suoi due protagonisti sono entrambi reduci da un lutto: ''non ho voluto giocare su questa cosa. Quello che mi interessava rappresentare era solo un momento straordinario dell'esistenza dove si può arrivare fino al fondo di se stessi. Per un asiatico la morte fa parte della vita e il lutto permette di spogliarsi di molte cose dell’esistenza precedente per andare verso il nuovo, verso l’altro''. Ma Agari nel giapponese antico ''significa appunto la fine del lutto. Una volta quando qualcuno moriva si portava il suo corpo su un montagna e là lo si lasciava. Il cadavere faceva parte integrante della natura anche per farla prosperare. E la natura è una parte importante della nostra religione''.
(ANSA)

Vedova Litvinenko piange, non è facile stare qui 26 maggio ore 14.56
Marina, la vedova di Alexander Litvinenko, l'ex spia russa uccisa dal polonio radioattivo il 23 novembre scorso, non è riuscita a trattenere le lacrime al Festival di Cannes. ''Non è facile per me essere qui. Questo è un festival cinematografico, con le superstar e oggi invece si parla di mio marito. Sono felice - ha detto poco fa la vedova in una conferenza stampa per parlare del documentario Rebellion - che venga mostrato questo documentario su Sascha, che decise di andare in esilio in Gran Bretagna e che fu dipinto in Russia come un pericoloso criminale, cosa che invece non fu mai. Questo film gli rende giustizia. Non l'ho ancora visto e non so se sono pronta a vederlo qui stasera, ma dovrò farlo''.
(ANSA)

Kusturica, la mia umanità non piace a Hollywood 26 maggio ore 13.14
Un nonno affettuoso, un nipote curioso, una casa piena di aggeggi come quella di Archimede pitagorico e poi la musica, il circo, la banda, le pistole, un'esplosione di colori, un'invenzione continua : è il “solito” cinema energetico di Emir Kusturica, oggi in concorso con Promise me this. ''Non posso cambiare il mio cinema ammette il regista, nato a Sarajevo in Bosnia ma serbo per scelta avete presente il mio primo film Ti ricordi di Dolly Bell? Ebbene non è mai finito''. Kusturica a Cannes è di casa, è un regista da record: due palme d'oro, nell'85 con Papà in viaggio d'affari e nel '95 con Underground, e un premio per la regia nell'88 al Tempo di gitani. Ha fatto sette film fino ad oggi, tutti premiati tra Venezia, Cannes e Berlino. E c'è chi dice che Cannes potrebbe domani premiarlo ancora. Lui tra un film e l'altro ha fatto del set della Vita è un miracolo, un villaggio divertimento e ha messo su una piccola industria biologica di succhi di frutta, la Biorevolution, chiamati con eroi di riferimento (da Maradona, su cui sta finendo un documentario che uscirà nel 2008, a Che Guevara). In cima ad una collina isolata tra la campagna serba vivono nonno (Alexander Bercek), il nipote Tsane (Uros Milavanovic) e la vacca Cvetka. Il nonno è un inventore, ha buffe trappole tutto intorno la casa, metodi originali per svegliare il bambino ogni mattina e periscopi per osservare la campagna e la procace maestra della scuola (Liliana Blagojevic), di cui è in realtà innamorato. Sente che morirà presto e si fa promettere dal nipote di andare in città per vendere al mercato la vacca, comprare un'icona religiosa di San Nicola e trovare una sposa, solo così potrà andarsene in pace. Una banda di criminali, una maestra prostituta che cerca di evitare che la bella figlia Jasna divenga una schiava del sesso, due fratelli armati, forzuti ma tanto sentimentali, un capo banda che preferisce le galline alle donne e mille altre invenzioni porteranno all’happy end finale con il nonno che sposa la maestra e il nipote che sposa Jasna. ''Il cinema è sotto lo scacco della tecnologia. Amo ha detto Emir Kusturica - il cinema americano degli anni ‘70 e ‘80, di Taxi Driver e di Toro Scatenato, il cinema degli outsider, dei delusi e dei perdenti, eroi di un cinema che non esiste più , perchè pensa ad accontentare un pubblico giovane globalizzato, ad impressionarlo e a divertirlo. Non sono contrario al cinema che diverte, ma questi film hanno perso di vista l'umanità. Finchè Hollywood non deciderà di mettere al centro domande sull’uomo, registi come me staranno ai margini. Cannes al contrario apre le porte all'altro cinema, è ancora il posto giusto per vedere il mondo. I miei film, pure diffusi in 45 paesi, hanno spesso difficoltà a trovare la distribuzione nelle nazioni di lingua anglosassone. Sono mercati orientati dalla stampa, da Variety. L'aspetto commerciale ha aggiunto il regista - è più importante di tutto: più che registi si rischia di essere manager, produttori più che creativi. Il cinema per me è altro, è poesia, e laboratorio creativo e ha l’essere umano al centro. Alla fine sono ottimista, penso che la tecnologia sarà in futuro ad uso delle storie e non il contrario''. Kusturica, all'epoca della guerra nella ex Jugoslavia, fu al centro di polemiche per la sua posizione considerata filo serba, lui che è nato a Sarajevo. Ha sempre negato ogni appoggio a Milosevic, definito da salotto il pacifismo che accettava le bombe Nato su Belgrado. Certe ferite non si rimarginano facilmente e infatti dice: ''Hitler invase la Polonia per odio, come dico in una scena del film. Oggi le guerre sono fatte per amore. La comunità internazionale è cosi innamorata dei propri paesi che non riesce ad esprimerlo se non bombardandoli. La Serbia e stata un oggetto di quest’amore''.
(ANSA)


Emir Kusturica spera nella sua terza Palma d'oro 26 maggio ore 10.32
Emir Kusturica potrebbe entrare nella leggenda del Festival di Cannes e vincere la sua terza Palma d'oro. Oggi, alla vigilia della chiusura ufficiale del Festival, sarà presentato Promise me this, il film del regista nato a Sarajevo che a Cannes ha già vinto nel 1985 con Papà è in viaggio d'affari e nel 1995 con Underground. Secondo i giornalisti (che hanno già visto il film) e i bookmaker, Kusturica è in cima alla lista dei probabili trionfatori di questa 60sima edizione e potrebbe davvero battere il record. Nessun regista, infatti, è mai riuscito a portare a casa più di due Palme d'oro. In Promise me this Kusturica racconta la storia di un uomo anziano che sente la morte avvicinarsi e prega il nipote di andare in città per vendere l'unico bene di famiglia, una mucca, e riportare a casa una moglie. Il film è ambientato fuori Belgrado, nella regione di Uzice dove il regista vive da molti anni. Gli interpreti di Promise me this sono attori molto amati dal regista: Miki Manojlovic (già interprete di Gatto nero, gatto bianco, film che ha ricevuto il Leone d'argento alla Mostra di Venezia del 1998), Ljiljana Blagojevic e il 15enne Uros Milovanovic che è stato protagonista anche del cortometraggio Blue Gypsy girato da Kusturica nel 2005. A chiudere la sezione in concorso prima della proclamazione domani dei vincitori, sarà oggi la regista nipponica Naomi Kawase (vincitrice della Caméra d'or nel 1997) con il film The forest of Mogari. Il suo film racconta la storia di Shigeki, ospite di una casa di riposo. Per sentirsi di nuovo vivo, l'uomo partirà per una rischiosa avventura in una foresta al fianco della sua infermiera di cui è diventato amico. Sempre oggi, infine, sarà presentato fuori concorso Rebellion: l'affaire Litvinenko di Andreï Nekrassov, il discusso documentario sulla morte dell'ex spia russa Alexandre Litvinenko. Inserito all'ultimo momento nel programma del Festival di Cannes, il film ha già fatto faville sul mercato e molti di distributori internazionali hanno acquistato la pellicola senza nemmeno vederla.
(APCOM)

Vandali in casa regista documentario su ex spia 26 maggio ore 9.00
Dice di essere "un po' preoccupato", ma sulla passerella di Cannes mostra determinazione ad andare avanti Andrei Nekrasov, regista del documentario sulla morte di Andrei Litvinenko, l'ex spia russa uccisa con il Polonio 210 nel novembre scorso a Londra. Alla vigilia del debutto sulla Croisette di Ribellione: il caso Litvinenko, è arrivata dalla Finlandia la notizia che l'appartamento del regista è stato devastato da vandali. "La paura è come una malattia: può avere la meglio" ha detto, "ma amiamo quello che facciamo e dire quello in cui crediamo". Nulla è stato rubato dalla abitazione di Nekrasov a Lappeenrata, vicino al confine con la Russia, ma chi ha fatto irruzione ha distrutto porte e finestre e danneggiato documenti e video.
(AGI)