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Cannes Cannes - Nono giorno





24/05/2007 08:05a cura di Valeria Chiari e Teresa Lavanga

Per tutta la durata del Festival di Cannes, l'occhio di FilmFilm sarà costantemente puntato sulla Croisette, per carpire umori, opinioni, gossip e tutto ciò che rende il Festival di Cannes un appuntamento tanto atteso da pubblico e critica.








Cannes, caso Litvinenko e Sokurov dà forfait 24 maggio ore 20.30
Al Festival di Cannes le polemiche politiche sono quest'anno in primo piano. Polemiche suscitate dai film presenti sulla Croisette. In primis è stato il documentario Sicko di Michael Moore sul sistema sanitario americano. Il regista a Cannes si è presentato con uno stuolo di avvocati dopo aver ricevuto dalla Casa Bianca una lettera che lo accusava di aver violato l'embargo a Cuba. Poi è stata la volta del film di animazione Persepolis di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud che ha suscitato la protesta del centro di cinematografia di Teheran che ha definito la proiezione una “manovra anti-iraniana”.
Oggi è l'assenza a Cannes del regista Alexander Sokurov a far parlare e discutere. Il suo Alexandra, in competizione, è stato presentato alla stampa stamani ma la consueta conferenza è stata annullata. La direzione del Festival ha motivato la cancellazione per i problemi di salute dell'autore, anche se c'è chi mette in relazione l'assenza di Sokurov con l'annuncio ieri della proiezione a sorpresa prevista sabato del documentario (per l'Italia acquistato dalla Lucky Red) Rebellion: The Litvinenko Case di Andrei Nekrasov e Olga Konskaya sull'ex spia russa Alexander Litvinenko, morto avvelenato con il plutonio. Un chiaro j'accuse al governo di Vladimir Putin che sembra non essere gradito a Sokurov.
(Velino)

Ritorna Lelouch, eterno figlio della Croisette 24 maggio ore 20.22
Era il 1966 quando un quasi sconosciuto giovane cineasta, Claude Lelouch, sbaragliò ogni concorrenza a Cannes, con un film capace di segnare un’epoca come Un Uomo e Una Donna. Alla Croisette Claude Lelouch deve moltissimo come lui stesso riconosce anche oggi e l’aver accettato di presentare la sua nuova opera (realizzata in gran segreto) in anteprima mondiale nel ristretto numero dei film scelti per celebrare il 60/mo anniversario è conferma di questa corrispondenza d’amorosi sensi. Il nuovo film del cineasta corrisponde in buona parte allo “stile Lelouch”, un vero marchio di fabbrica di sapori parigini, atmosfere soffuse, eleganza formale e incroci sentimentali. Il film si intitola Roman de Gare (libro da stazione) ma la versione internazionale ribattezzata Tracks/Binari rende più esattamente lo spirito del racconto. Vi si narra infatti di una scrittrice di successo, femme fatale e creatura pericolosa che erra per la città in cerca di ispirazione e personaggi per il suo prossimo best seller. Judith Ralitzer (sullo schermo interpretata da una radiosa Fanny Ardant) non sa ancora che il suo destino andrà a incrociare pericolosamente quello di un sicario (Dominique Pinon) fuggito di galera e che i fili del fato sono tenuti dalla spaurita commessa di un grande salone da parrucchiere che si troverà a osservare il singolare incrocio di esistenze da una postazione privilegiata quanto pericolosa. Ma tutto ciò che si vede sullo schermo quanto e reale e quanto appartiene all’immaginazione, e dunque al romanzo, di Judith? Da molto tempo in qua Lelouch ama le saghe che si intrecciano, i percorsi degli uomini e delle donne che sono destinati a trovarsi per un attrazione fatale e a respingersi per la stessa, misteriosa, legge della fisica o della chimica. Roman de Gare appare in questo senso una variazione spiritosa e raffinata che utilizza i codici del genere poliziesco, ma in realtà ripropone l’eterno sogno d’amore impossibile a cui l’autore è legato fin dal suo folgorante esordio. Venuto per l’occasione a Cannes insieme alla moglie Alessandra Martinez, a Fanny Ardant (futura protagonista del nuovo film di Vincenzo Marra) e degli altri attori del film, Lelouch dice: '”Ogni volta sono felice come la prima volta; scrivo e riscrivo un pezzo della mia biografia di cineasta innamorato del cinema e ho dichiarato questa verità anche nel cortometraggio richiestomi da Gilles Jacob per il 60/mo del Festival. Quanto al nuovo film, era pronto. Perchè dunque aspettare?”.
(ANSA)

Domani ancora mondanita' con trofeo Chopard e D&G 24 maggio ore20.01
Sarà' Jude Law a consegnare domani sera alla Roserie di Port Canto a Cannes il Trofeo Chopard per i giovani talenti del cinema internazionale. I laureati 2007 sono: l'attore Nick Cannon e l'attrice Archie Panjabi. Sono attesi, tra gli altri, Sir Elton John, Dita Von Teese, Marion Cotillard, Laura Chiatti, Raul Bova, la signora Chopard ossia Caroline Gruosi-Scheufele, Roberto Cavalli, Asia Argento, Anne Parillaud. Ci saranno anche alcuni membri della Giuria del festival, a cominciare dal presidente Stephen Frears, Toni Collette, Maggie Chung, Sarah Polley e Maria De Medeiros. La serata per il Trofeo Chopard aprirà un'altra notte di mondanità al festival di Cannes. Dopo la Roserie di Port Canto, sempre sull'inizio della baia di Cannes, appuntamento a partire da mezzanotte per la discoteca Baoli, luogo del Glamourous party di Dolce e Gabbana.
(ANSA)

Stampa internazionale loda film di Luchetti 24 maggio ore 19.52
Dopo il successo presso il pubblico del Festival di Cannes che lo ha accolto con lunghi applausi, Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti - in concorso nel Certain regard - incassa ora i complimenti dalla stampa internazionale al punto tale da spingersi a fare una riflessione sulla sua mancata candidatura nella sezione concorso. “Si ritrova qui con piacere un genio comico proprio del cinema italiano, un genio tipico delle famiglie eccessive e tenere, che ci fa spesso pensare al Fellini d'Amarcord”, ha scritto Liberation.
Gli fa eco Hollywood Reporter che lo definisce “un raffinato e affascinante studio di due personalità, apparentemente in netto contrasto, che si rivelano terribilmente simili alla fine” definendo inoltre i protagonisti come “immensamente carismatici”. Il prestigioso Variety lo definisce un film “dall'umorismo caldo che illumina il punto di vista di speranza anche quando gli eventi volgono al tragico”. Sulla stessa linea Screen Daily che parla di “un film seducente e energetico che tratta le ingenuità ideologiche degli anni Sessanta con un misto di ironia e nostalgia distinguendosi in modo particolare nel mettere a fuoco la lunga relazione di odio e amore tra i due fratelli”. El Pais conclude la sua entusiastica recensione parlando dei due protagonisti Elio Germano e Riccardo Scamarcio - come di due attori capaci di “travolgere un'intera sala”.
Daniele Luchetti soddisfatto ed emozionato per questa accoglienza sottolinea come “queste recensioni regalino nuova linfa al cinema italiano tutto, rinnovandone la credibilità e l'appeal all'estero”. Il grande successo di critica si è tradotto in un immediato successo commerciale. In attesa della consistente uscita francese il 12 settembre, Mio fratello è figlio unico è infatti già stato venduto in diversi paesi tra cui Inghilterra e Spagna e molte sono le trattative ancora in corso.
(ANSA)

Un'italiana chiude la Semaine de la Critique 24 maggio ore 19.51
C’è un pò d’Italia nella Semaine de la Critique che chiude i battenti stasera travolta da inatteso successo con code interminabili, risse e spettatori rimasti a bocca asciutta per quasi tutte le proiezioni: un fenomeno che è stato l'autentico evento cinefilo di quest’edizione del Festival. E' nata infatti a Roma Cecilia Miniucchi, regista dell’americano Expired, scelto come film di chiusura e interpretato da attori eccellenti e sensibili come Samantha Morton e Jason Patric.
“Ho avuto una storia da autentica giramondo racconta -, sono stata a scuola a Oxford e alla Sorbona, poi sono passata in America a Harward e da lì ho scelto di perfezionare la mia competenza cinematografica iscrivendomi all'American Film Institute. Ho girato cortometraggi e clip, pubblicato poesie, esposte in mostre di fotografia. Prima del debutto come regista, ho lavorato molto sul documentario e l’AFI di Los Angeles ha finanziato i miei lavori su grandi maestri come Lumet, Altman, Bukowski e Philip Glass. Ma dell'Italia mi è rimasta la nostalgia, un forte legame familiare, un certo orgoglio patriottico. Questo mio debutto si deve a circostanze fortunate e grandi amicizie, ma sono contenta che sia stato apprezzato fino al punto di farmi ripassare l’Oceano. Nel mio futuro sogno di portare il prossimo film alla Festa di Roma”.
Expired narra i tormenti amorosi dell'agente del traffico Claire, ragazza sola con madre paralizzata a carico. Quando il destino le affianca come agente in servizio l'espansivo e passionale Jay, Claire deve decidere se dar seguito a una relazione che può scombussolarle la vita o rinchiudersi nel suo guscio protettivo.
(ANSA)

Martin Scorsese dà lezione a Tarantino 24 maggio ore 18.17
E alla fine Martin Scorsese dà una lezione a Quentin Tarantino. E' successo oggi a Cannes durante la tradizionale lezione di cinema nella sala del Grand Theatre Lumiere gremita di giornalisti e appassionati, che quest'anno ha visto protagonista il regista di Taxi Driver mentre in platea c'era Tarantino, che ha presentato in concorso Death Proof. Il regista è partito dalla sua infanzia “segnata da crisi asmatiche che mi hanno impedito una vita normale, ma piena di medicine e inalatori”. Un'età comunque in cui aveva già sviluppato la sua passione per il cinema: “ho visto i film di Fritz Lang a 11 anni e poi quelli di Kazan e Orson Wells. E non mi spiegavo come mai tornavo sempre a rivederli e mi davano ancora tante emozioni. Ero ossessionato - ha continuato il regista - e mi era presa anche la mania di collezionare questi film. A un certo punto ho capito che quelle emozioni dipendevano da tante cose insieme: dalla fotografia, dalla musica, da come era ripresa una scena”.
Il regista, nato nel Queens nel 1942, dopo aver studiato per diventare prete, cambia idea e si iscrive al corso di cinematografia della New York University. “Ma a scuola - dice - non si può apprendere tutto. Per fare cinema bisogna essere ossessionati”. La scoperta del cinema-cinema arriva “con l'innamoramento che ho avuto per la cinematografia francese e soprattutto italiana. Mi piaceva la decostruzione della narrazione utilizzata, ad esempio, ne I vitelloni da Federico Fellini e da Bernardo Bertolucci in Prima della rivoluzione. Era impensabile fare cose così in America. E mi piaceva, sempre di quella scuola, l'utilizzo della cinepresa da parte di Fellini e della Nuovelle Vague. Ovvero una camera che si muove libera, quasi musicalmente”. Scorsese parla poi di Mean Streets (1973), il film che lo ha rivelato insieme a Robert De Niro, del fascino del b/n (“la pellicola a colori tende a perdere di qualità, i colori sono troppo instabili”) utilizzato in film come Toro scatenato (1980) e infine della violenza di cui molti lavori sono pieni. “Quello che mi piace della violenza che ho imparato a conoscere nel quartiere in cui sono cresciuto, è il fatto che può esplodere in ogni momento, che è onnipresente anche quando tutto sembra tranquillo”. Del film Kundun (1997) dice: “c'era un po' l'idea di combinare il documentario e la fiction, un po' come ha fatto Roberto Rossellini ne La presa del potere di Luigi XIV”. Ma la vera ossessione resta sempre la sua World Cinema Foundation, dedicata al restauro e alla conservazione dei capolavori del cinema. “Ormai molti film non si possono vedere più, sono scomparsi e i registi di oggi non si rendono conto che questo destino potrebbe toccare anche a loro. Salvare i film è pensare alle generazioni a venire. Ci sono delle cinematografie di paesi poveri come le Filippine che sono ad alto rischio. Lo dico - conclude Scorsese - perchè attraverso molti film ho scoperto il mondo e io in casa non avevo libri”.
(ANSA)

Ocean's 13, tutti contro Al Pacino 24 maggio ore 14.06
Arriva la vendetta di Danny Ocean (George Clooney) e della sua banda. Questa volta il nemico, e anche il pollo da derubare, è solo uno: il perfido Willy Bank (Al Pacino), ricco proprietario di alberghi con annessi lussuosi casinò. Ocean's 13, l'atteso film di Steven Soderbergh fuori concorso a Cannes, infatti, mette in scena vendetta e gioco d'azzardo.
La vendetta di Clooney-Danny, Matt Damon-Linus e Brad Pitt-Rusty Ryan è per lesa maestà nei confronti di un loro amico, Reuben Tishkoff (Elliot Gould). Il gioco d'azzardo consiste invece nel mandare in bancarotta il casinò di Pacino-Willy Bank appena inaugurato, dopo aver messo in dubbio la qualità dei suoi alberghi. L' impresa è ardua perché il casinò è protetto da una sorta di Grande Fratello che spia i clienti nei minimi particolari e si avvale di uno staff di psicologi pronti a interpretare la genuinità delle emozioni di chi sta davanti al tavolo verde. Ma grazie alla squadra messa su da Clooney-Danny, cui viene in aiuto anche Andy Garcia, la vendetta ci sarà a sarà totale. Ocean e compagni riusciranno infatti a rubare i cinque favolosi premi in diamanti del valore di 250 milioni di dollari attribuiti dalla rivista Royal Board a ciascuno degli hotel di Bank-Pacino. In questo film pieno d'ironia c'è anche una scena in cui Clooney viene scovato nella sua stanza d'albergo da un programma tv del tipo “Carramba che sorpresa”. E' Brad Pitt che lo sorprende, prima ridendoci su, poi unendosi a lui fino a commuoversi. Assenti le protagoniste femminili, come Julia Roberts e Catherine Z-Jones: c'è solo Ellen Barkin nel ruolo della bella assistente di Bank. A scrivere la sceneggiatura sono stati Brian Koppelman e David Levine, che al tavolo da gioco hanno già dedicato le serie tv “Tilt” e “Il giocatore” (con Matt Damon).
(ANSA)

Bellocchio, da Libero su cinema indagini sommarie 24 maggio ore 13.38
Un linguaggio “intriso di maleducazione”. Marco Bellocchio, in giuria a Cannes, replica alle denunce sulle sovvenzioni dello stato al cinema italiano lanciate dall'europarlamentare di Forza Italia Renato Brunetta presentando Cinema Profondo Rosso, in edicola oggi con Libero. “Indagini sommarie”, dice. E sottolinea che alle accuse di Brunetta e Libero sui film flop bisognerebbe rispondere citando tutti i film che hanno beneficiato di sostegni pubblici affermandosi sia sul piano artistico che sul mercato. “In primo luogo - commenta il regista italiano - mi colpisce il linguaggio usato con espressioni come “i film italiani fanno tutti schifo o sono autori marchiati”: mi sembra un linguaggio intriso di maleducazione e che qualche volta richiama addirittura un'idea da razzismo fascista”.
Si continua a lavorare su una parzialità dei dati, fa notare ancora Bellocchio, “si evita di confrontarsi con una legge comunque vigente che è stata anche del precedente governo, si resta nel generico senza mai eventualmente additare responsabilità precise ove provabili”. Bellocchio si dice anche stupito di fronte a quello che definisce un “livore ricorrente, quello che per alcuni sembra ancora un desiderio di rivalsa contro gli ex rossi e mi domando se questo abbia più a che fare con una bassa polemica politica con cui il nostro cinema non ha nulla a che fare o se non sia in parte il sintomo di un'irritazione per una ritrovata unità e capacità di impegno trasversale degli uomini di cinema come si vede in questi giorni nel movimento dei Cento Autori”.
Secondo Bellocchio “si potrebbe persino non tenere conto di sommarie indagini che non guardano nemmeno ai film dal punto di vista della loro completa storia culturale e industriale, se non fosse per la violenza e la maleducazione di queste presunte accuse”.
(ANSA)

Giornata Hollywood con Clooney e i ladri di Ocean's 24 maggio ore 13.20
Hollywood sbarca a Cannes con Ocean’s 13, il terzo capitolo della commedia con i ladri gentiluomini capitanati da Danny Ocean, alias George Clooney.
Oggi al festival e la giornata delle star americane: con George i colleghi Brad Pitt, Matt Damon e le new entry Al Pacino e Ellen Barkin. La montée des marches per Ocean’s Thirteen, che in Italia uscirà l’8 giugno, prevista per le 19,30 è di quelle da non mancare. Arrivati l’altro ieri dagli Stati Uniti o, come nel caso di George Clooney in elicottero da Como, i protagonisti del film sono all’hotel Eden Roc a Cap d’Antibes.
Li sorvegliano 280 agenti delegati alla sicurezza del cast. Finora hanno dato interviste a tv e magazine della stampa internazionale nell’iper protetto Eden Roc e poi hanno fatto beneficenza: due sere fa con una festa a pagamento organizzata da Clooney per raccogliere fondi per la popolazione del Darfhur, ieri partecipando al gala dell’amfAr con Sharon Stone per ricavare sostegno economico alla lotta all’Aids. Gli attori del film di Steven Soderberg sono attesi al Palais du Cinema alle 14,30 per una conferenza stampa, alla quale parteciperanno anche Elliott Gould, Scott Caaan, il produttore Jerry Weintraub. Dopo la prima pubblica del film fuori concorso andranno ad una cena in loro onore organizzata dalla produzione e poi torneranno in albergo senza ulteriori festeggiamenti. I paparazzi sono gia in fibrillazione per scoprire il nome del ristorante, sembra fuori Cannes.
(ANSA)


Tutti gli scandali della Croisette 24 maggio ore 11.45
Non c'è festival senza scandali e naturalmente Cannes non è da meno. Molti i film, in concorso e nelle altre sezioni, che hanno suscitato choc o sollevato polemiche. E se, tra i film in corsa per la Palma d'Oro, si griderà allo scandalo in Iran per Persepolis di Marijane Satrapi e Vincent Paronnaud, il rumeno 4 mesi, 3 settimane & 2 giorni di Cristian Mungiu, ha “disturbato” la platea per il primo piano di un feto senza vita su un pavimento. Ma che dire del film, sempre in competizione, dell'austriaco Ulrich Seidl, Import Export con le scene di sesso esplicito? Nella sezione “Quinzaine des réalisateurs” a far discutere è stato invece Zoo documentario di Robinson Devor che ricostruisce la storia di un manager di Seattle morto in seguito a un rapporto sessuale con un cavallo. E in “Un certain regard”, per il film Pleasure Factory del tailandese Ekachai Uekrongtham, prima pellicola girata nel quartiere a luci rosse di Singapore, i giornalisti hanno ricevuto per gadget un profilattico.
L'elenco potrebbe continuare… Ultimo “scandalo” in ordine di tempo, è in Go Go Tales di Abel Ferrara, presentato ieri fuori concorso. In una brevissima sequenza Asia Argento bacia un cane. E il regista non ha mancato di dedicare la pellicola al quadrupede, morto proprio a causa, ha poi scherzato, dell'approccio con l'attrice italiana: “E pensare che lo volevo portare sulla Croisette”. Un Ferrara esuberante, come al suo solito, nell'incontro stampa. Il regista del Cattivo tenente (1992) e di Mary (2005) si è alzato più volte per salutare gli amici, ha interrotto le domande dei giornalisti, e soprattutto ha mostrato entusiasta il New York Times che ha intitolato a Go Go Tales il titolo: “Mai state così belle le cose viscide”. Al centro del film, di produzione italiana al 100 per cento e girato negli studi di Cinecittà, il locale di spogliarelliste e lap dance Paradise gestito da Ray Ruby (Willem Dafoe). Costretto sul lastrico, Ruby non riesce a pagare le sue ragazze (Asia Argento, Stefania Rocca, Bianca Balti) che sognano un futuro nel cinema e per saldare i debiti cerca un sistema per vincere alla lotteria.”Ray Ruby sono io - ha sottolineato Abel Ferrara -. È un uomo in lotta con il mondo. Lui lotta contro le banche, come io lotto contro le grandi corporazioni per difendere i mie film indipendenti”.
Per questo il cineasta ama l'Italia, “dove si può girare un film senza confrontarti con le banche”. L'amore per il Bel Paese Ferrara lo ribadisce: “Amo Pier Paolo Pasolini, Bernardo Bertolucci, Vittorio De Sica”, e annuncia di voler continuare a girare nel nostro Paese (“il cinema indipendente Usa ormai è defunto, soprattutto dall'11 settembre”). A ispirare Go Go Tales, definito dal regista una “screwball comedy” (ossia un film alla Frank Capra dove alla fine tutto si risolve) due film: “Ho pensato a Broadway Danny Rose di Woody Allen - ha spiegato - e L'assassinio di un allibratore cinese di John Cassavetes”. Nella pellicola molte le presenze italiane: oltre ad Asia Argento, Stefania Rocca (anche lei presente a Cannes) e alla modella Bianca Balti, alla sua prima apparizione sul grande schermo, i cammei di Riccardo Scamarcio, Romina Power e Andy Luotto. Tre infine i progetti annunciati dal cineasta: Pericle il nero, dal romanzo omonimo di Giuseppe Ferrandino, che si dovrebbe girare a Napoli ad agosto e che vedrà protagonista Riccardo Scamarcio. Poi il prequel del suo Re di New York (1990) e la storia di suo nonno che arrivato in America da emigrante, visse come uno schiavo.
(Velino)

Lucky Red acquista 4 mesi, 3 settimane & 2 giorni 24 maggio ore 11.30
È stato venduto in Italia alla Lucky Red, il film rumeno 4 mesi, 3 settimane & 2 giorni di Cristian Mungiu, che non risparmia una scena choc di un feto in primo piano. La pellicola, ambientata durante il regime di Nicolae Ceausescu, ha trovato distribuzione, oltre in Francia, anche in Belgio, Svizzera, Spagna, Grecia, Gran Bretagna, Portogallo, Norvegia, Polonia, Israele, Turchia, Russia, Argentina, Brasile, Messico e Corea. Un bel successo per il film di Mungiu, che in molti vedono premiato con la Palma d'Oro.
In particolare la pellicola sarebbe piaciuta al giurato Marco Bellocchio. Successo anche per L'Orphelinat - El orfanato di Juan Antonio Bayona con Geraldine Chaplin venduto in Svizzera, Canada, Germania, Spagna, Portogallo, Scandinavia, Italia, Gran Bretagna, Russia, Stati Uniti, America latina, Australia, Islanda, Ungheria, Polonia, ex-Jugoslavia, Romania, Turchia, Corea, Hong Kong, India e Tailandia. Il film prodotto da Guillermo Del Toro è passato alla Semaine Internazionale de la Critique.
(Velino)

Shooting Silvio venduto in Francia 24 maggio ore 10.24
Shooting Silvio, il controverso film indipendente che racconta l'ossessione di un giovane che vuole uccidere il miliardario e proprietario di media italiano, l'ex primo ministro Silvio Berlusconi, è stato venduto in Francia.
Lo scrive il daily di Hollywood Reporter. L'accordo è stato firmato dallo sceneggiatore e regista del film Berardo Carboni, che ha venduto il film della durata di 96 minuti alla Artedis Cinema Arts di Pierre-Richard Muller. Il film, al mercato di Cannes, è in trattativa con altri potenziali compratori.
(ANSA)

Gran Galà di Stelle per l'Amfar 24 maggio ore 9.20
Si è svolto ieri sera al Moulins de Mougins il tradizionale gala di beneficenza dell’AmfAR, la fondazione americana creata da Liz Taylor per combattere l’AIDS. Presieduto da Sharon Stone e George Clooney, le partecipazioni sono state brillantissime. Tra i presenti Matt Damon, Maggie Cheung, Michelle Yeoh, Catherine Deneuve, Kylie Minogue, Carla Bruni, Naomi Campbell, Claudia Schiffer, Elle McPherson, Harvey Weinstein, Jean-Paul Gaultier, Roberto Cavalli, Ivana Trump. I 730 invitati non hanno però avuto il piacere di incontrare la fondatrice: la Taylor infatti per il quarto anno consecutivo non è stata in grado di partecipare alla serata per motivi di salute. Dopo i risultati economici ottenuti dalla sfavillante e sempre in forma Sharon Stone con la festa dello scorso anno, oltre 4 milioni di dollari destinati alla ricerca e all’aiuto dei malati, anche quest’anno c’è stato un en plein. I tavoli infatti, sono stati acquistati a colpi di migliaia di dollari, 100mila il più prezioso, mentre le cifre per il posto a tavola si sono aggirate tra i 3000 e i 5000 dollari.
L’avvio dell’asta è stato battuto dalla Stone alle 21.00 e cinque minuti dopo con un vanity case griffato Louis Vuitton si sono tirati su 95mila dollari. Dal canto suo George Clooney ha alzato la posta di 375mila dollari vendendo una settimana di vacanze su uno yacht. La vincitrice del premio ha avuto diritto anche ad uno schioccante bacio sulle labbra dell’attore.

Il programma di oggi 24 maggio ore 8.45
I due film in programma nel concorso ufficiale sono destinati a fare la gioia dei cinefili, ma verranno certamente messi in ombra, sul piano mediatico, da una delle serate più attese del festival, ovvero lo sbarco in massa del cast di Steven Soderbergh con il suo Ocean’s Thirteen. E molto si attende anche da un regista cui la Croisette ha regalato la gloria, ovvero Claude Lelouch che presenta, tra i film del 60/mo anniversario il suo inedito Roman de Gare con Fanny Ardant. Infine toccherà a Martin Scorsese con la sua Lezione di cinema, in cui il grande regista non mancherà di rilanciare l’appello per la tutela del patrimonio filmico mondiale. Tra le sorprese delle sezioni parallele, attenzione all’esordio come regista di Sandrine Bonnaire (alla Quinzaine des Realisateurs) e al film di chiusura della Semaine de la Critique, Expired, dell’italo-americana Cecilia Miniucchi.
Infine per il glamour cannense, consueta serata benefica dell Amraf con la partecipazione di star internazionali.

In concorso: Alexandra di Alexander Sokurov, Russia;
Secret Sunshine di Lee Chang-Dong, Corea

Fuori concorso: Ocean’s Thirteen di Steven Soderbergh, Stati Uniti,

Film del 60/mo: Roman De Gare di Claude Lelouch, Francia

La lezione di cinema: Martin Scorsese

Un Certain Regard: Munyurangabo di Lee Isaac Chung, Randa

Quinzaine des Realisateurs: Elle S’appelle Sabine di Sandrine Bonnaire, Francia

Semaine de la Critique: Expired di Cecilia Miniucchi, Stati Uniti.
(ANSA)