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Cannes Cannes - Ottavo Giorno





23/05/2007 08:05a cura di Valeria Chiari e Teresa Lavanga

Per tutta la durata del Festival di Cannes, l'occhio di FilmFilm sarà costantemente puntato sulla Croisette, per carpire umori, opinioni, gossip e tutto ciò che rende il Festival di Cannes un appuntamento tanto atteso da pubblico e critica.








Nicolas Philibert e il suo nuovo documentario 23 maggio ore 20.24
A cinque anni dal travolgente e inatteso successo del suo Essere o Avere, il documentarista francese Nicolas Philibert ha finalmente concluso il suo nuovo film che il Festival di Cannes ospita nelle sue proiezioni speciali in onore del 60/mo anniversario. Si intitola Retour en Normandie e segue uno schema caro ai cineasti che fanno della realtà il proprio punto di riferimento espressivo. Philibert, che nella vita è poi stato un maestro di scuola, da giovane aveva lavorato come assistente alla regia nel film di René Allio intitolato Moi, Pierre Riviere e ispirato a un tragico fatto di sangue nella Normandia d'inizio Ottocento.
Trent'anni dopo, Philibert decide di attingere alla sua memoria personale e torna sul luogo del delitto per ritrovare i paesani del piccolo borgo che, diretti di Allio, erano stati gli interpreti del suo film. Ne pedina le storie, colma i vuoti tra quell'epoca e l'oggi, misura gli effetti che la scoperta del cinema ha lasciato in ciascuno di loro. Viene in mente Abbas Kiarostami con il suo Close Up, senza parlare della celebre esperienza di Farrebique, girato anch'esso tra i contadini.
Ma il viaggio di Philibert rischia più frequentemente l'autoreferenzialità e talvolta sembra rivolta soprattutto a quanti già conoscono il film di Allio e i fatti a cui si era ispirato, un massacro di famiglia che inaugura la moderna cronaca nera transalpina.
(ANSA)

Film a luci rosse sulla Croisette 23 maggio ore 19.29
Passa oggi a Cannes, nella sezione un “Certain Regard”, Pleasure Factory, il primo lungometraggio girato interamente nel quartiere a luci rosse di Singapore, Geylang. Scritto e girato dal regista thailadese Ekachai Uekrongtham di Beautiful Boxer (passato a Cannes nel 2003).
Il film ispirato da una storia vera, racconta la cronaca di una notte di questo popolare quartiere del sesso a pagamento. Tra i protagonisti un impacciato ragazzo alla prova con la sua prima esperienza di sesso; una ragazzina che si vede iniziare alla prostituzione ed una squillo di lusso che si porta a casa un ragazzo che suona ai tavoli dei ristoranti come se fosse il fidanzato. Il film, girato con attori veri e persone che lavorano davvero in quel quartiere, spiega il regista : “vuole mostrare le barriere che impediscono i personaggi di conoscere davvero il piacere. Volevo fare un film profondamente realista e sincero. Che ci si confrontasse con un mondo allo stesso tempo ripugnante e bello, oscuro e luminoso, triste e allegro, rozzo e raffinato”.
Una curiosità la cartella stampa del film è contenuta in una scatola rossa che insieme a immagini di repertorio di Pleasure Factory offre un condom “tuttifrutti” con tanto di indicazioni per l'uso.
(ANSA)

Party di beneficenza per un manipolo di bellissimi 23 maggio ore 18.29
I superbelli di Ocean's 13, che domani avranno tutti i riflettori puntati al festival di Cannes, sono attesi a sorpresa stasera nell'annuale evento di beneficenza amfARs Cinema Against Aids.
George Clooney, Brad Pitt, Matt Damon, dopo una giornata di interviste televisive e ai settimanali di tutto il mondo per promuovere il terzo capitolo del film sulla banda di ladri più sexy mai vista al cinema, si sono dati appuntamento al galà al Moulin de Mougins. Troveranno a fare gli onori di casa Sharon Stone e Harvey Weinstein, l'ex boss della Paramount diventato produttore indipendente. Nella villa sulle colline di Cannes stanno arrivando gli ospiti, pronti a calpestare uno dei red carpet più fotografati di tutto il festival, reso ancora più elettrizzante dalla notizia degli attori del film di Steven Soderbergh. La lista delle star attese è, al solito, impressionante. Tra i tanti Quentin Tarantino con una delle sue attrici, Rosario Dawson, gli stilisti John Galliano e Roberto Cavalli, Ivana Trump, Ellen Barkin (l’unica donna tra i sexy ladri capitanati da Clooney), Casey Affleck, Kenneth Cole, Milla Jovovich, Kylie Minogue, Samantha Morton, la pop star americana di origine iraniana Nassiri, Michelle Yeoh, Diego Luna. Tra gli italiani, la giovane attrice Laura Chiatti. La più attesa però e la sexy regina del burlesque Dita Von Teese, alias Heather Ren‚e Sweet, ex moglie di Marlyn Manson, showgirl nota per i travestimenti e per gli striptease in spettacoli soft-porno fetish, ma anche come icona fashion dalla pelle d'avorio e dalla sofisticata eleganza vintage, capelli anni '30 e labbra rosso lacca. Ora porta nel mondo il nuovo burlsque Lipteese, con cui però manda messaggi sulla prevenzione dell'Hiv e sul sesso sicuro. Allieterà gli ospiti del party di Cannes in un minievento diretto dal caporedattore di French Vogue Carine Roitfeld, avendo come sfondo le gigantesche fotografie di Mario Testino. Per essere stasera nel salone della villa a Mougins bisogna aver acquistato un posto a tavola, tra i 30 mila e i 100 mila dollari, destinati alla lotta contro l’Aids ed essere disposti a comprare all'asta gli oggetti battuti dalla Stone. La serata si replicherà a Dubai a dicembre, perché la fondazione no profit di cui è presidente onoraria Liz Taylor, ha annunciato oggi che per la prima volta sarà presente al Dubai International Film Festival, in programma dal 9 al 16 dicembre. Madrina ancora Sharon Stone che, secondo i gossip, sarebbe stata beccata dai fotografi a prendere il sole in tanga sullo yacht di Cavalli.
(ANSA)

Ferrara dedica il suo film al rotweiler morto 23 maggio ore 14.15
Il rotweiler baciato da Asia Argento in Go Go Tales di Abel Ferrara, film fuori concorso a Cannes, è un protagonista postumo del festival. “Dedico il mio film a lui”, dice il regista newyorkese scherzando ma portandone il nome alla ribalta. E poi rivela nel suo linguaggio sincopato e teatrale: “Dopo quel bacio il cane è morto. Pensare che lo volevo portare a Cannes...”.
Sulla vicenda del rotweiler, aggiunge qualcosa anche Stefania Rocca, una delle protagoniste del film di produzione italiana e girato a Cinecittà, che rivela: “Non era assolutamente nel copione quel bacio tra Asia e il cane. E' stata una sua creazione. Certo ci vuole coraggio”.
(ANSA)

Akin: l'amore abbatte le frontiere 23 maggio ore 14.05
L'accoglienza dell’altro, la coesistenza delle culture, il superamento dei muri , infine l amore: Fatih Akin, il giovane regista tedesco di origine turca, il cui esordio nel 2004 era stato talmente folgorante, con La sposa turca, da vincere l’Orso d’oro a Berlino, ha portato oggi in concorso al festival di Cannes, dopo la parentesi documentaristico-musicale di Crossing the Bridge, un altro film pieno di suggestioni e di riferimenti all’Europa, alla multiculturalità, The Edge of Heaven (in Italia distribuito dalla Bim).
Ammette Akin che si tratta di un film anche autobiografico, del resto nella storia di un giovane professore di seconda generazione, tedesco di origine turca, che pensa che la cultura possa cambiare il mondo e diventare strumento di pace, c’è , ammette, anche la sua storia di regista politico in senso filosofico. La storia e quella di due lutti e del loro superamento attraverso l’amore.
Ali (Tuncel Kurtiz, attore tra l’altro per Peter Brook e Yilmaz Guney) è il 70enne padre del giovane professore universitario Nejat (Baki Davrak). Ha fatto i lavori più umili per farlo studiare. Abita a Brema e la sua solitudine lo porta ad incontrare Yeter (Nursel Kose), una prostituta di origine turca alla quale propone di andare a vivere con lui. Yeter ha in patria una figlia di 27 anni che non vede da molto tempo ma che mantiene agli studi ad Istanbul, celando il suo vero lavoro. La morte accidentale di Yeter, per mano del padre ubriaco, colpisce profondamente Nejat che decide di tornare in Turchia per cercare la ragazza e pagarle gli studi. Non sa che Ayten (Nurgul Yesilcay) è un attivista politica anti-governativa, in un organizzazione anti-americana e para terrorista. Fuggendo dalla polizia turca, Ayten cerca di raggiungere in Germania la madre, non sapendo che è morta. Incontra Lotte (Patriycia Ziolkowska), una universitaria tedesca che viene immediatamente sedotta dalle sue idee e dal suo fascino. La ragazza turca viene arrestata, l’asilo politico rifiutato perchè , dice la sentenza, ormai la Turchia è quasi Europa. Così Ayten viene deportata e imprigionata in Turchia. Lotte non l’abbandona e raggiunge Istanbul dove trova alloggio presso la casa di Nejat. Dopo uno scippo, Lotte muore e Nejat dà ospitalità all’affranta Susanna (Hanna Schygulla). La madre di Lotte diventa il simbolo del perdono: incontra in prigione Ayten, che scopre in lei la madre che non ha mai conosciuto e troverà la forza di ricominciare. Dall’incontro con Susanne anche Nejat capirà la necessita di perdonare e riavvicinarsi al padre Ali, che dopo la prigione in Germania per l’omicidio di Yeter, si è ritirato sulla costa del mar Nero. Questo film ha detto Fatih Akin è la seconda parte di una trilogia sull’amore, la morte e il male. Amore inteso anche come passione, responsabilità , umanità e il male come ignoranza, invidia. La morte è come una porta che mette in collegamento amore e male . Ogni cosa che capita ai protagonisti della storia che Akin ha scritto, diretto e prodotto ci rimanda all’attualità: al fondamentalismo religioso di due turchi a Brema che insultano la prostituta Yeter, alla burocrazia turca, agli applausi della gente di Istanbul per l’arresto di Ayten (accade veramente dice il regista questi giovani sono considerati nemici dello stato, il fascismo e ben vivo in quelle strade), all'allargamento della comunità europea, al discusso ingresso della Turchia in Europa. Ma una nuova generazione è in giro per l’Europa ha detto Hanna Schygulla quella dei giovani di doppia nazionalità, doppia cultura. Sono loro, come i ragazzi turco-tedeschi, la nostra speranza. L’attrice musa di Fassbinder, ha aggiunto di essere grata al giovane Fatik perchè non si e fermato davanti al tabù della morte, raccontando come, pur non potendo fermare il dolore, possiamo ricominciare con l’amore incondizionato per l’altro. Il lutto, ci dice questo film, trasforma tutto in un alchimia d’amore. E’ l’accoglienza, la cura per l’altro l’unica sola via per evitare l’impotenza che sentiamo verso l orrore delle guerre degli uomini .
(ANSA)

I pronostici della stampa internazionale 23 maggio ore 13.30
I Coen e Gus Van Sant verso la Palma d'Oro. Questo il pronostico della stampa internazionale a quattro giorni dalla conclusione del festival di Cannes. A stravolgere le previsioni, che darebbero quindi per favoriti No Country for Old Men e Paranoid Park, potrebbe però essere The Edge of Heaven di Fatih Akin.
Due anni fa Orso d'Oro a Berlino con La sposa turca, il regista incassa per ora il più lungo applauso alla proiezione stampa, col suo attualissimo dramma su integrazione e confronto generazionale.
Complici anche orario e proiezione serale, più tiepida è stata l'accoglienza riservata dalla stampa al film di Bela Tarr. Brillante esercizio stilistico in bianco e nero e senza dialoghi, il regista si cimenta nella difficile trasposizione del romanzo di Simenon che dà il titolo al film: The Man from London. Nel cast anche Tilda Swinton, la storia è quella di uno scambista della stazione ferroviaria di un porto, che si trova ad assistere a un omicidio.
(Adnkronos)

Sokurov assente per motivi di salute 23 maggio ore 12.45
Il regista russo Alexander Sokurov non accompagnerà a Cannes il suo film Alexandra, in concorso domani. Il festival ha comunicato che Sokurov rimarrà in Russia per motivi di salute.
(ANSA)

Scorsese: è doveroso difendere il cinema 23 maggio ore 12.00
Salvaguardare e restaurare le pellicole di Paesi che hanno una scarsa tradizione di tutela e che rischiano quindi di andare perdute. Martin Scorsese che domani terrà la sua lezione, da Cannes ha annunciato la nascita di World Cinema Foundation, associazione internazionale in difesa della memoria cinematografica. Non è un obiettivo nuovo per il regista premio Oscar per The Departed. Già per preservare vecchi film americani aveva fondato un'associazione simile con colleghi quali Clint Eastwood e Sydney Pollack. Naturalmente anche in Wcf, le porte sono aperte a tutti i registi, ha continuato Scorsese che ha sottolineato: “Occorre tenacia e una certa ossessione tipica di chi ama questo mestiere”. Grazie alla notorietà dei suoi membri, la fondazione potrà racimolare sponsor e investimenti. E sul palco, accanto al regista Palma d'Oro nel 1976 per Taxi Driver, anche altri autori: Ermanno Olmi, Wong Kar-wai, Stephen Frears, Alejandro Gonzalez Inarritu, Walter Salles, Fatih Akin e Souleymane Cisse, Abderrahmane Sissako.
Intanto i primi risultati di World Cinema Foundation sono visibili sulla Croisette. Tre prime pellicole “salvate” sono in proiezione: il documentario marocchino Transes del 1981, il film brasiliano Limite del 1931 e il rumeno Padurea Spanzuratilor del 1964 a firma del regista e attore Liviu Ciulei, premiato a Cannes nel 1965 per la regia. Per Scorsese è naturale “prendersi cura” del cinema: “Grazie ai film stranieri trasmessi in televisione, ho potuto nella mia infanzia, conoscere culture diverse dalla mia. Ho conosciuto il mondo attraverso quelle immagini”. Difendere il cinema “è un dovere. Soprattutto per noi autori. Dobbiamo difenderlo perchè è la nostra memoria più preziosa. Parla delle nostre radici e della nostra identità. E grazie al cinema potremo comprendere meglio gli altri e conoscere i punti in comuni con le altre culture”. E il regista Wong Kar Wai ha lanciato un progetto per centinaia di film cinesi, scovati in un deposito di San Francisco, che saranno restaurati dopo aver rintracciato i proprietari.
(Velino)

I più attesi della giornata 23 maggio ore 10.17
Oggi la Croisette celebra il cinema degli esuli, di chi in Europa (in Francia o in Germania) ha trovato rifugio, lavoro e libertà di espressione. L'ottava giornata del 60esimo Festival di Cannes presenta nella sezione in concorso due film molto attesi: Persepolis - il lungometraggio animato prodotto in Francia che per la prima volta porta sul grande schermo i celebri fumetti dell'iraniana Marjane Satrapi - e Auf der anderen Seite del regista turco-tedesco Fatih Akin (vincitore nel 2004 dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino con "La sposa turca").
La partecipazione di Persepolis al Festival di Cannes ha già suscitato le proteste delle autorità iraniane, che con una lettera ufficiale hanno protestato perché il fumetto “presenta in alcuni punti un'immagine non realistica dei successi e dei risultati raggiunti dalla gloriosa Rivoluzione Islamica”. E di glorioso nei racconti della Satrapi, in effetti, c'è ben poco. Persepolis è l'adattamento cinematografico di quattro album a fumetti che l'autrice ha pubblicato tra il 2000 e il 2003 e che l'hanno resa famosa in tutto il mondo. Con la matita, la Satrapi ha raccontato la sua infanzia a Teheran, durante la Rivoluzione Islamica del 1979 che ha portato al potere l'ayatollah Khomeini, il suo primo esilio a Vienna, il suo ritorno in Iran sotto le bombe del conflitto Iran-Iraq, e alla fine la scelta sofferta dell'esilio in Francia. Per portare sullo schermo i suoi disegni, la Satrapi si è affidata a un altro fumettista, Vincent Paronnaud. Al film animato ha partecipato anche Catherine Deneuve che ha prestato la voce alla madre dell'autrice.
Ma oggi sulla Croisette sarà anche il giorno di Fatih Akin, giovane regista nato ad Amburgo da genitori turchi. Dopo il successo con La sposa turca (2004) e con il documentario Crossing The Bridge - The Sound Of Istanbul (2006), Akin torna con un film drammatico che racconta il destino di sei personaggi. Auf Der Anderen Seite si muove tra Germania e Turchia: è qui che si incrociano le vite dei protagonisti che sono alla ricerca di perdono e riconciliazione. Nella sezione in concorso, sarà presentato oggi anche The man from London, il film di Bela Tarr inspirato al romanzo di Georges Simenon “L'uomo di Londra”. Al centro della trama, uno scambista addetto alla stazione ferroviaria di un porto che per caso assiste a un omicidio ed entra in possesso di una grossa somma di denaro. Da quel giorno la sua vita non è più la stessa.
(Apcom)

Indiscrezioni sulle proiezioni, forse sarà presentato un documentario sulla spia russa Litvinenko 23 maggio ore 10.11
Il Festival di Cannes prepara una chiusura a sorpresa per la sua 60esima edizione. Secondo la rivista Variety, infatti, sabato 26 sarà presentato in anteprima mondiale Rebellion: The Litvinenko Case, il film-documentario di Andrei Nekrasov e Olga Konskaya che racconta la vita e la morte (per avvelenamento da plutonio) dell'ex spia russa Alexander Litvinenko. Gli organizzatori del Festival, continua Variety, annunceranno solo oggi la mossa a sorpresa. Il film sarà inserito il film all'ultimo momento nella “Selezione ufficiale” e potrebbe quindi aggiudicarsi la Palma d'Oro di questa edizione. Alla proiezione al Palais des Festival, saranno presenti i due registi del documentario lungo 53 minuti. Nekrasov, un amico di lunga data di Litvinenko, accompagnerà la vedova dell'ex agente segreto russo morto per avvelenamento a Londra. “Fare questo film - ha detto Nekrasov- è stata come una catarsi personale, un modo per affrontare lo shock della perdita di un amico che è morto in maniera terribile davanti ai miei occhi”.
La decisione di inserire il film nel calendario di Cannes arriva ora perché gli organizzatori sono riusciti a ottenere il documentario solo pochi giorni prima dell'inizio del Festival. È fuori di dubbio, aggiunge la rivista Variety, che per ragioni di opportunità politica sia stato meglio tenere nascosta la partecipazione di un film così scomodo.
Nella sezione in concorso, poi, ci sono già due altri film russi: The Banishment Andrey Zvyagintsev e Alexandra di Aleksandr Sokurov. Litvinenko è morto agonizzante in un ospedale a Londra lo scorso novembre. Qualcuno lo aveva avvelenato versando Polonio 210 (sostanza radioattiva) nel the durante un incontro nella capitale inglese dove l'ex spia viveva ormai in esilio da lungo tempo. Dal suo letto di morte, Litvinenko ha accusato il presidente russo Vladimir Putin di aver ordinato la sua esecuzione. Il film di Nekrasov (il cui documentario Disbelief è stato presentato al Sundance Festival nel 2004) ha seguito Litvinenko per lungo tempo, dal suo esilio forzato sino alla sua morte. Il documentarista ha raccolto anche una lunga serie di interviste e di immagini inedite che lanciano un attacco ancor più forte a Putin, alla sua ascesa al potere e alla corruzione che oggi impera in Russia. Il documentario è prodotto dalla tedesca Dreamscanner Prods.
(Apcom)

TotoCannes: i più quotati ai bagarini 23 maggio ore 9.20
Si parlava di TotoCannes già al secondo giorno della kermesse. Allora Tarantino e i fratelli Coen erano tra i favoriti, sebbene non fossero stati ancora presentati al pubblico e tantomeno alla critica.
Oggi, a pochi giorni dalla fine della kermesse più celebre del panorama festivaliero mondiale torna la voglia di scommettere: secondo alcuni giornali del settore a giocarsela sarebbero il film del rumeno Cristian Mengiu Quattro Mesi, Tre Settimane e Due Giorni e quello dei Coen No Country For Old Men.
Una classifica che però prende in considerazione anche il serial killer americano Zodiac oggetto del film di Fincher che in molti considerano “perfetto”. Non tutti i giochi sono fatti, ma con i film in concorso che restano ancora da vedere, forse si.

Programma della giornata 23 maggio ore 9.00
E' la giornata dell'orgoglio francese quella di domani al festival: quasi tutti i film più attesi hanno la loro radice, produttiva o artistica, in Francia. Fa eccezione il tedesco, ma turco di nascita, Fatih Akin che debutta in concorso.

In concorso: The Man From London di Bela Tarr, Francia/Ungheria/Germania;
Persepolis di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, Francia;
The Edge Of Heaven di Fatih Akin, Germania/Turchia.

Film del 60/mo: Retour En Normandie di Nicolas Philibert, Francia.

Un certain regard: Et Toi T'es Sur Qui? di Lola Doillon, Francia, opera prima

Quinzane des Realisateurs: Cruising di William Friedkin (versione restaurata), Stati Uniti.
(ANSA)