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Cannes Cannes - Settimo Giorno





22/05/2007 08:05a cura di Valeria Chiari e Teresa Lavanga

Per tutta la durata del Festival di Cannes, l'occhio di FilmFilm sarà costantemente puntato sulla Croisette, per carpire umori, opinioni, gossip e tutto ciò che rende il Festival di Cannes un appuntamento tanto atteso da pubblico e critica.








Catherine Deneuve, una diva che si mette in gioco 22 maggio ore 21.08
Prima mondiale oggi alla Quinzaine Des Realizateurs per il nuovo film di Gael Morel intitolato Apres lui ma interamente dedicato ad un'autentica icona del cinema francese come Catherine Deneuve applauditissima dal pubblico in sala e disponibile, una volta di più a rimettere in gioco il suo carisma per seguire la creatività di un autore appena trentaquattrenne. “Credo mi abbia convinto la bellezza della storia - ha detto Deneuve - ma soprattutto il fatto che dietro la macchina da presa c'era un regista che si è formato da attore e che ha voluto passare la barricata soltanto quando si è sentito maturo per scrivere le sue storie e per condividere con gli attori quella strana magia che solo un set sa creare”.
In effetti il film è scritto da Morel insieme ad un altro ragazzo d'oro del cinema francese, Christophe Honoré che al Festival il suo film da regista in concorso. “Nessuna rivalità fra noi - ha detto Morel - ed è bello che i nuovi registi della mia generazione imparino a collaborare tra loro”. Il film racconta di Camille la cui vita è andata in pezzi per la morte del figlio in un incidente d'auto. Incapace di elaborare il lutto si attacca con tutte le forze a Franck (il migliore amico del figlio) e sfida lo scandalo pur di non perdere il legame con una parte essenziale di sé.
(ANSA)

Toto Palma 22 maggio ore 19.24
Con la discesa in campo oggi di Death Proof di Tarantino (uscirà in Italia con Medusa), del film di Schnabel, The diving bell and butterfly, e del film messicano di Reygadas, Silent light, tutti e tre bene accolti sulla Croisette, le previsioni nel Toto-palma potrebbero cambiare a breve, ma per ora superfavoriti restano sempre due film: il cupo Quattro mesi, tre settimane e due giorni, del romeno Mongiu e No Country for old men, la frontiera piena di sangue, tra Texas e Messico, descritta dai fratelli Coen. E se per il daily di Screen è vero pareggio, per le film francais un leggero vantaggio andrebbe ai Coen.
Le due new entry di ieri, Paranoid Park di Gus Van Sant e Import/Export, di Ulrich Seidl per ora si attestano entrambi a metà classifica. A minacciare il duo, che sembra ancora inossidabile, solo la serial killer story Zodiac a firma di David Fincher.
na curiosità, Silent light di Reygadas, che ha avuto ieri la prima proiezione stampa, nel daily di Screen ha già una collocazione di mezza classifica pur non essendo stato votato da tutti i critici internazionali che curano questa classifica.
(ANSA)

Reygadas: si può essere fedeli sistematicamente 22 maggio ore 18.48
La strada che c'è tra lo scandalo e il miracolo non è poi così lunga. Due anni fa il regista messicano Carlos Reygadas aveva fatto scandalo con il suo film Battaglia nel cielo (dove c'era una scena in primo piano di sesso orale) ora torna a Cannes in concorso con Silent light, un film poetico su una comunità ultra religiosa di mennoniti in Messico. Un gruppo di protestanti che vivono secondo strette regole religiose che scandiscono tutta la loro giornata, in piccole comunità in cui si parla ancora oggi danese. Qui, sotto gli straordinari paesaggi di una natura in cui è più facile credere in Dio, vive la famiglia numerosissima e piena di bei bambini, di Joan (Cornelio Wall Fehr), un uomo mite sposato da sempre con Esther (Miriam Toews), che tra mille sofferenze e sensi di colpa, si ritrova da tempo innamorato di un'altra donna: Marianne (Maria Pankratz), e Joan, che è un uomo davvero pio, non manca di confessare questa sua passione alla moglie, che soffre e prega con lui per questo. Per l'uomo, da una parte questo amore per Marianne “è un grande amore che viene da Dio”, ma, dall'altra parte crede sia una prova del diavolo. E in una società in cui le regole sono davvero forti, il dolore per l'uomo è sempre più grande. Quando la sua dolce e amata moglie, morirà di crepacuore, Marianne, l'amante di Joan, non mancherà di andare a darle l'ultimo saluto sul letto di morte. Non solo, bacerà Esther sulla bocca, che dopo quel bacio si risveglierà, come un miracolo rivolgendosi poi al marito con queste parole: “Povero Joan”.
Essere passato da un registro che poteva essere considerato erotico, come Battaglia nel cielo, a questo Silent light, per Reygadas non è un vero problema: “Per queste cose non ci sono certo strategie, mi interessava solo condividere questa storia”. Il regista, che ha girato il film proprio in una comunità di mennoniti, tiene a dire che “per non disturbare il piccolo villaggio, ha deciso di andare lì tre mesi prima con una piccola equipe che non infastidisse troppo le persone” e alla fine anche la comunità, “saputo il tema della mia storia, ha considerato che questa fosse un buon messaggio da dare”. Fare delle lunghe scene con quegli straordinari paesaggi e lo scandire del tempo così lento “è stata una necessità. Una volta che mi sono ritrovato lì ho capito che non c'era altro modo di girare”.
Reygadas comunque, pur facendo il tifo e condividendo il successo della new wave messicana (Cuaron, Del Toro, e Innaritu) dice: “Sono orgoglioso che si parli tanto della nostra cinematografia, ma non mi sento di far parte di questa onda. Ma in questo senso viva la diversità”. A chi gli chiede se lui è fedele, spiega il regista: “Quando ero giovane credevo che fosse un'imposizione troppo dura la fedeltà. Poi ho cambiato parere. Oggi penso che non si può essere infedeli sistematicamente”.
(ANSA)

Un cartone animato d’altri tempi 22 maggio ore 17.30
Si può essere ironici pur indossando il chador e raccontando le tragedie del regime islamico di Teheran. Si può esserlo con i fumetti e con l'animazione tradizionale, persino in bianco e nero (da cartoon anni '70), di Persepolis, il film che un'artista iraniana non ancora quarantenne, Marjane Satrapi, ha portato in concorso al festival di Cannes, essendo anche autrice di un omonimo libro a fumetti, pubblicato nel 2000 in Francia e noto in tutto il mondo.
L'Iran ha protestato ufficialmente con la Francia per la presentazione al festival del film, definito come “una manovra anti-iraniana”. Chissà che il festival non lo premi anche per questo. Il film, diretto con Vincent Peronnaud, è la storia della stessa Marjane Satrapi. Fa ridere, fa piangere ed emoziona la sua vita, girandola di tragedie di cui lei riesce a mostrare anche il lato comico e paradossale. Ma attraverso la storia della sua famiglia - che prima si oppone allo Scià Reza Palevi e poi, dopo aver partecipato alla rivoluzione, viene perseguitata dal governo religioso islamico - racconta anche la storia dell'Iran dal '78 ad oggi meglio di un libro. La Satrapi non fa sconti a nessuno: al regime che vieta il rossetto e sequestra le cassette degli Iron Maiden, che perseguita gli studenti che non obbediscono e all'Europa che l'ha accolta giovanissima con il pregiudizio che tutti gli iraniani sono fanatici religiosi, terroristi pericolosi e analfabeti. Dietro al velo del chador, che cade immediatamente ogni volta che entra in una casa privata, Marjane nasconde grande talento, due genitori progressisti e una nonna tenerissima e femminista che si profuma di gelsomino ogni mattina e mantiene il seno turgido con il ghiaccio e che si fa promettere di restare sempre integra e libera ad ogni costo. La libertà per Marjane è però una sola ed ha il prezzo della solitudine: trasferirsi in Francia, lasciando la propria famiglia. Impressiona come con un'animazione antica, semplicissima, in bianco e nero (nell'era di Shrek, del 3D e della CGI) riesca ad avere uno sguardo politico sul conformismo e allo stesso tempo poetico ed estremamente sincero sulla vita.
Marjane Satrapi, che è attesa al festival di Cannes domani, è nata sulle rive del mar Caspio nel '69 e ha vissuto bambina a Teheran gli anni della rivoluzione islamica e dell'inutile guerra contro l'Iraq, prima di lasciare il suo paese all'età di quattordici anni prima a Vienna, poi a Strasburgo ed infine a Parigi. Il film in Italia sarà distribuito dalla Bim nella prossima stagione.
(ANSA)

Grandi nomi di Hollywood per documentario sulla Seconda guerra mondiale 22 maggio ore 15.43
Sarà presentato oggi al 60esimo Festival di Cannes, The War 1, il primo episodio di un lungo documentario sull'impatto socio-culturale che la seconda guerra mondiale ha avuto sulla popolazione degli Stati Uniti. Il lungometraggio di Ken Burns e Lynn Novick si compone in tutto di sette puntate e 14 ore di immagini e raccoglie una lunga serie di testimonianze dirette delle persone che hanno vissuto il più grande conflitto di tutti i tempi.
Al progetto ha collaborato anche nomi di primo piano di Hollywood come Tom Hanks che ha prestato la voce insieme con Samuel L. Jackson, Keith David, Josh Lucas e Bobby Cannavale. Il documentario, presentato a Cannes nella sezione dei film per il 60esimo anniversario del Festival di Cannes, racconta la guerra attraverso gli occhi di chi l'ha combattuta e subita, uomini e donne. Davanti alle telecamere, i veterani della Seconda guerra mondiale spiegano con realismo quello che hanno vissuto sul campo di battaglia di Monte Cassino, Anzio e Omana Beach, oppure nel cuore della Foresta delle Ardenne. Battaglie storiche come quelle di Guadalcanal e Tarawa, quelle di Okinawa e dei Vosgi. Le testimonianze, le immagini di archivio e una colonna sonora molto realistica fanno del documentario di Ken Burns e Lynn Novick un lungo omaggio all'intera generazione che è stata protagonista e testimone della Seconda guerra mondiale.
(Apcom)

Nuovo progetto per Lelouch 22 maggio ore 15.40
Presente a Cannes per accompagnare il suo film Roman de Gare, firmato con lo pseudonimo Hervé Picard e interpretato da Fanny Ardant, Michèle Bernier, Dominique Pinon e Myriam Boyer, Claude Lelouch parla dei suoi progetti futuri.
Nonostante il derisorio risultato di pubblico e critica ottenuto con Parisiens nel 2004, il regista francese rivela di essere già al lavoro su un nuovo progetto. Si tratta di L’Aventure, c’est ancore l’aventure, ideale seguito del celebre film del 1971, L’Aventure c’est l’aventure! con Jacques Brel e Lino Ventura, le cui riprese inizieranno il prossimo anno. In una intervista rilasciata ad un magazine francese, il regista ha rivelato di voler realizzare una commedia grottesca che divertirà tutti come l’ora di ricreazione.

La Francia respinge le proteste iraniane 22 maggio ore 15.36
La Francia ha respinto le proteste iraniane per la proiezione al festival cinematografico di Cannes di Persepolis, adattamento a cartoni dell'omonimo libro a fumetti di Marjane Satrapi, che tratta della vita in Iran prima e dopo la rivoluzione islamica.
Secondo Parigi la scelta dell'organizzazione non ha “nulla di politico”. “Il film è stato selezionato dai responsabili del Festival, che non sono evidentemente sottoposti all'autorità del governo francese: le autorità iraniane devono capire che in Francia teniamo molto alla libertà di espressione e artistica”, ha spiegato il portavoce del Ministero degli Esteri francese, Jean-Baptiste Mattei.
La lettera di protesta era stata inviata dalla Fondazione Farabi, un organo governativo che si occupa dell'organizzazione dei festival cinematografici in Iran: nel documento il film - in concorso per la Palma d'Oro - viene accusato di “presentare in alcuni punti un'immagine non realistica dei successi e dei risultati raggiunti dalla gloriosa Rivoluzione Islamica”.
(APCOM)

Tarantino: donne, non ringraziatemi! 22 maggio ore 13.57
“Grazie Tarantino a nome di tutte le donne per averci tolto la paura”. Così una giornalista del Kazakistan si è rivolta a Quentin Tarantino, che stamani ha presentato Death Proof, film in concorso in questa 60/ma edizione del Festival di Cannes e che era nato come un film abbinato a quello di Robert Rodriguez,Planet Terror, già uscito in America, senza successo, con il titolo Grindhouse.
Il regista di Pulp Fiction ha tenuto a sottolineare: “Non è una novità la vendetta delle donne nei film asiatici e cinesi, ma anche in quelli di serie B americani a cui mi sono ispirato per questo mio ultimo film. Solo che nei film asiatici l'arma era il machete o il coltello io invece ho usato come arma un'automobile”.
(ANSA)

Tarantino VS Ferrara 22 maggio ore 12.57
Davvero ricco il programma della settima giornata del Festival di Cannes. Alla Croisette si incontreranno oggi due maestri del cinema statunitense, Quentin Tarantino e Abel Ferrara. Il primo è in concorso con Death Proof, mentre il secondo arricchisce la sezione fuori concorso con Go go tales il film che ha per protagonista Asia Argento. La presentazione a Cannes potrebbe rilanciare le sorti di Death Proof già uscito, con poco successo di pubblico e critica negli Stati Uniti. Il lungometraggio è stato concepito da Tarantino come un episodio di Grindhouse, l’horror-splatter a firmato insieme con Robert Rodiguez che ha diretto l’altro segmento Planet Terror.
Vista anche la tiepida accoglienza in Usa, i produttori hanno deciso di far uscire i due film separatamente sui grandi schermi europei. Death Proof, che vede nel cast anche la bella Rosario Dawson, racconta la storia di Jungle Julia, la ragazza più sensuale di Austin, in Texas. Julia torna tardi ogni notte insieme alle sue due migliori amiche, Shanna ed Arlene. Le tre ragazze, tutte molto carine, si divertono a passare le serate tra due locali di Austin, il Guero's e il Texas Chili Parlor, dove attirano gli sguardi indiscreti degli avventori. Tra i tanti camionisti e motociclisti presenti al locale c'è Stuntman Mike, un killer misogino psicopatico schizofrenico, il cui volto è solcato da una strana e spaventosa cicatrice.
Tarantino incontrerà a Cannes uno dei suoi maestri, il regista Abel Ferrara che, nella sezione fuori concorso, presenterà Go go tales. Il film è ambientato in un nightclub di spogliarelliste di Manhattan. Il proprietario del locale, Ray Ruby (interpretato da Willem Dafoe), è un sognatore costretto a scontrarsi con i debiti e con l'affitto arretrato da pagare. Ruby decide di tentare la fortuna e acquista un biglietto della lotteria. Vince ma non trova più il tagliando. Nel cast anche Asia Argento (che nel film interpreta un’avvenente spogliarellista), Matthew Modine e Bob Hoskins.
In programma oggi anche le proiezioni di due film molto attesi: Silent Night scritto e diretto dal messicano Carlos Reygadas e Le Scaphandre et le papillon dell'artista-regista Julian Schnabel (Basquiat, Before Night Falls e Million dollar hotel) che racconta il coraggio del giornalista Jean-Dominique Bauby, paralizzato totalmente per colpa di un incidente stradale e in grado di muovere solo un occhio con il quale comunica e con il quale riesce a scrivere un libro Lo scafandro e la farfalla.
(APCOM)

Marianne Pearl ringrazia Angelina Jolie 22 maggio ore 10.55
Non c'erano solo Angelina Jolie e Brad Pitt ieri a Cannes per presentare A Mighty Heart, il film di Michael Winterbottom che racconta la tragica fine di Daniel Pearl, il giornalista del Wall Street Journal americano rapito e ucciso in Pakistan nel 2002.
Sulla Croisette ha fatto il suo arrivo anche Mariane, la vedova di Daniel, autrice del libro “A Mighty Heart: The Brave Life and Death of My Husband Danny Pearl” da cui è stato tratto il film. A dare il volto al suo personaggio sul grande schermo è stata la Jolie. “Le sono immensamente grata” ha detto la Pearl ai giornalisti durante l'anteprima mondiale del film. Mariane ha anche confessato di essere stata lei a chiedere alla Jolie di interpretare il suo ruolo nel film dopo aver instaurato un'amicizia con l'attrice.
“Le ho chiesto di vestire i miei panni - ha detto - e sono stata davvero fortunata perché mi ha risposto di sì. Dopo aver visto il film, una delle cose che sento è un'immensa gratitudine verso Angelina, perché penso che mio figlio potrà vedere queste immagini e capire”. Quando rimase vedova, infatti, Mariane Pearl era al sesto mese di gravidanza. Il figlio che diede alla luce non conobbe mai suo padre. E, riferendosi alla scena centrale del film, quando le viene data notizia della morte del marito, aggiunge: “È stato per me un momento di grande dolore rivivere quella scena. Ma questo ruolo è stato interpretato da una persona che mi vuole bene e che ha tutta la mia stima”. La Pearl, che oggi ha 38 anni, nel gennaio 2002 dirigeva la redazione Asia meridionale del Wall Street Journal. Seppe della morte del marito mentre era al lavoro sul caso di Richard Reid, l'attentatore che alla fine del 2001 aveva nascosto l'esplosivo nelle sue scarpe e voleva farsi saltare in volo da Parigi e Miami. La Jolie ha voluto rispondere ai complimenti della Pearl. “Ammiro Mariane da molto tempo ed avevo paura di ricevere un giudizio negativo. Ma alla fine, alla fine della proiezione, le ho chiesto cosa ne pensasse e lei ha risposto che andava bene. E questo per me vale più di tutto il resto”.
(APCOM)

Zhang Yimou presiederà la giuria internazionale di Venezia 22 maggio ore 10.51
Il regista cinese Zhang Yimou sarà il presidente della giuria internazionale di Venezia 64. L'ha deciso il Cda della Biennale di Venezia, presieduto dal presidente David Crof accogliendo la proposta del direttore della mostra Marco Mueller. E' stato annunciato oggi in una conferenza stampa a Cannes. Come già è avvenuto per il cinquantenario, anche per i 75 anni della mostra la giuria sarà composta interamente da registi. A presiederla è stato chiamato Yimou, il cineasta che ha vinto il più alto numero di premi della storia della mostra: quattro volte in concorso, due leoni d'oro, nel '92 con La storia di Qiu yu e nel '99 con Non uno di meno, un leone d'argento nel '91 con Lanterne rosse, oltre a una Coppa Volpi a Gong Li per La storia di Qiu yu.
La mostra del cinema di Venezia si terrà dal 29 agosto all'8 settembre prossimo. “Ti sono grato dell'invito perché tu sei un amico da molti anni, quasi venti ormai”, comincia la lettera inviata da Yimou al direttore Marco Mueller. “Alla mostra del cinema ho ricevuto i più grandi riconoscimenti ed essa riserva a me le emozioni più grandi”, ha scritto tra l'altro il regista oggi a Pechino per gli impegni relativi alle Olimpiadi.
(ANSA)

Il Programma della giornata 22 maggio ore 9.00
Lo scontro tutto americano tra Quentin Tarantino e Abel Ferrara (ma solo il primo è in concorso), il ritorno alla regia di un grande artista multimediale come Julian Schnabel e quello a Cannes del cineasta più originale della nuova onda messicana, Carlos Reygadas, la scoperta di un'altra icona dell'arte visiva come Harmony Korine a “Un Certain Regard”, costituiscono alcuni dei momenti più attesi nel programma di domani sulla Croisette.
Ma la Mostra di Venezia ha scelto a sua volta questo palcoscenico (dopo le serate di Torino e Roma) per annunciare alcuni elementi del suo programma festivaliero del prossimo settembre.

In concorso: La Scaphandre et le papillon di Julian Schnabel, Francia/Usa;
Death Proof di Quentin Tarantino, Stati Uniti;
Silent Night di Carlos Reygadas, Messico.

Fuori concorso: Go Go Tales di Abel Ferrara, Italia/Stati Uniti

Un certain regard: Mister Lonely di Harmony Korine, Francia/Stati Uniti,

Film del 60°: The War 1 di Ken Burns e Lynn Novick, UK,

Cannes classics: Transes di Ahmed El Maanouni (1981) presentato da Martin Scorsese,

Quinzaine des realisateurs: La France di Serge Bozon, Fracia,

Semaine de la critique: Funkue di Yoshida Daihachi, Giappone,
(ANSA)