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Cannes Cannes - Sesto Giorno





21/05/2007 09:05a cura di Valeria Chiari e Teresa Lavanga

Per tutta la durata del Festival di Cannes, l'occhio di FilmFilm sarà costantemente puntato sulla Croisette, per carpire umori, opinioni, gossip e tutto ciò che rende il Festival di Cannes un appuntamento tanto atteso da pubblico e critica.









Crialese interessato ad un film collettivo 21 maggio ore 18.30
Dopo Paris, je t'aime, (ancora sconosciuto in Italia) film corale che inaugurò nel 2006 la sezione “Un certain regard” del Festival di Cannes, altre pellicole collettive sono in fase di lavorazione. È il caso di New York, I Love You, progetto di Emmanuel Benbihy. Dal costo di 14 milioni di dollari, il film potrebbe essere pronto per la Croisette il prossimo anno.
Per il daily di Cannes Le film francais, tra i registi interessati ci sarebbe anche Emanuele Crialese, gli altri sono al momento: Yvan Attal, Wang Xiaoshuai, Andrei Zvyagintsev, Mira Nair, Park Chan-wook, Albert e Allen Hughes, Zach Braff e Fatih Akin. Benbihy sarebbe anche interessato a esportare l'idea in Cina.
Si chiamerà invece 8 il film corale che vede riuniti appunto otto registi: Wim Wenders, Jan Kounen, Jane Campion, Gus Van Sant, Abderrahmane Sissako, Sean Penn e Gaspar Noé. L'ottavo autore sarà svelato nel corso del Festival di Cannes. Ricordiamo che in questa edizione è stato presentato il film Chacun son cinéma, a firma d 35 registi per un omaggio ai 60 anni del festival. E ieri durante la conferenza stampa, a un certo punto Roman Polanski ha abbandonato la sala per le”domande stupid” dei giornalisti, come lui stesso le ha definite.
(Velino)

Trent’anni fa i Taviani vincevano a Cannes 21 maggio ore 17.36
Sono passati esattamente 30 anni da quando, sfidando le polemiche e i pregiudizi contro il cinema prodotto dalla televisione, Roberto Rossellini, presidente della giuria, ottenne di assegnare la Palma d'oro a Padre Padrone dei Fratelli Taviani.
Nel giorno che il Festival dedica ai grandi maestri italiani entrati nella storia della Croisette, i due registi ritornano volentieri con la memoria a quel giorno. “Nessuno - dicono - ci poteva credere, né noi né il nostro produttore Giuliani De Negri. Eravamo in competizione con autori del calibro di Altman, Wenders, Saura, Duras, Monicelli, Scola, Angelopulos, Ridley Scott. Quella di Rossellini fu una scelta che superava persino il nostro lavoro, apriva una strada nuova e dettava una linea culturale. Ci sono film che rivediamo con maggiore o minore piacere ma nel caso di Padre Padrone abbiamo ritrovato volentieri la nostra storia. Diciamo che ci siamo specchiati nel nostro itinerario, misurando dove e come siamo cambiati. E crediamo ancora che si trattasse di un film forte, legato all'Italia di allora, alle sue trasformazioni ma ancora capace di parlare all'oggi. Una volta lo abbiamo presentato a una platea di studenti americani di cinema e la maggiore soddisfazione è venuta dal sentirci dire: quel protagonista è un ragazzo oppresso dalla solitudine delle montagne in cui cresce e dalla tradizione a cui si ribella. Ma quel ragazzo siamo noi, oppressi nella solitudine dei grattacieli e prigionieri di tradizioni a cui dobbiamo ribellarci”. Il ricordo del trionfo della Palma d oro comporta anche qualche nostalgia: “Subito dopo quella vittoria dicono i Taviani ricevemmo molte proposte di copioni da tutta l Europa. E tutte riguardavano padri che picchiavano i figli, figli che si ribellavano alla famiglia, insomma delle repliche molto lontane dai nostri interessi. Eravamo perplessi e rilanciammo con altri progetti che ci stavano a cuore fra cui quello de La Notte di San Lorenzo. Ebbene, neppure quelli che ci erano stati più vicini al momento della vittoria si fidarono. Dicevano che erano progetti troppo lontani dal gusto del momento, troppo lontani dall’immagine che avevamo costruito. Fini che partimmo con il film successivo senza la copertura finanziaria, facendo debiti personali insieme al nostro produttore. E tutto questo dopo una Palma d'oro”.
(ANSA)

Sandrelli, 60 anni come il Festival 21 maggio ore 17.19
Stefania Sandrelli ha compiuto 60 anni come il festival di Cannes, “e sono venuta a festeggiarli qui, dove capitai per la prima volta a 16 anni con Divorzio all'italiana di Pietro Germi”. L'attrice, che sta preparando il suo primo film da regista, oggi è a Cannes: “sono stata invitata da Gilles Jacob a partecipare alla cena in onore del cinema italiano e assisterò alla proiezione di A Mighty Heart di Michael Winterbottom”.
La Sandrelli ha tanti ricordi del festival, “ci sono venuta 2 volte con Germi, tre con Scola, tre con Bertolucci, e poi anche con Comencini e in varie altre occasioni. Tutti ricordi belli, magici e anche pazzi come quando un anno ci divertimmo insieme io, Gassman, Tognazzi e Mastroianni”.
(ANSA)

Interesse a Cannes per Notturno bus 21 maggio ore 15.56
Grande interesse a Cannes per Notturno Bus di Davide Marengo, con Giovanna Mezzogiorno e Valerio Mastandrea: al primo giorno di Mercato è stato già venduto in Korea e Inghilterra e si stanno chiudendo le trattative con molti altri paesi. Il film, alla seconda settimana di programmazione nelle sale, resiste con le sue 194 copie ed è il primo titolo italiano del Box Office dopo Spider-Man 3, Zodiac e L'uomo dell'anno con quasi 600.000 euro d'incasso.
(Adnkronos)

Per Olmi all’estero ci sono meno pregiudizi 21 maggio ore 15.54
“All'estero c'è maggiore libertà e meno pregiudizi. In Italia l'obbligo di coabitazione con il Vaticano crea sempre un certo imbarazzo”. Un Ermanno Olmi rilassato commenta così l'accoglienza della stampa estera per il suo film Centochiodi che passa oggi a Cannes nella sezione Omaggio per il sessantesimo anniversario. Insomma, la Chiesa sembra aver pesato meno sul giudizio del film all'estero, anche se il regista ci tiene a dire che “gli attacchi al film non sono venuti tanto dalla Chiesa ma da uomini che praticano la cultura a cui non è piaciuto il fatto che io abbia trafitto dei libri con dei chiodi. Ma - ribadisce Olmi - se un libro non trasforma gli uomini, per me resta un oggetto inutile. Il libro non parla da solo”. E ancora sempre sullo stesso tema: “Tutti i libri del mondo non valgono un caffè con un amico, anzi, oggi direi, tutti i libri del mondo non valgono un caffè neanche con un nemico”. Sulla vicenda di Centochiodi la Chiesa ha dato soddisfazione a Olmi: “ha reagito molto bene. Ad esempio il venerdì santo Raniero Cantalamessa, il predicatore della Casa Pontificia, ha citato proprio il mio libro parlando del valore della carezza”. E il regista tiene anche a difendere la frase che forse ha più infastidito l'ambiente ecclesiastico, pronunciata dal protagonista Raz Degan che dice: “quando ci sarà il giudizio finale sarà Dio a dover dar conto a noi”.
“Bisogna intendersi qual'è il Dio. C'è il Dio del nostro opportunismo. Poi c'è il Dio che ha tentato di separare il bene e il male e che ci ha imposto di fare delle scelte. Ad esempio anche Giobbe chiede a Dio di dargli spiegazioni il giorno del giudizio. Una cosa che ritengo giusta anche per noi”. Infine Olmi ha riconfermato la sua volontà di non fare più film ma solo documentari: “Farò come Turner, che chiuse la sua bottega per intraprendere un nuovo progetto pittorico”. Sulla scelta di Raz Degan dice: “Mi aveva colpito la sua bellezza, anche perchè in questa c'era una ragione perchè fosse tale”.
(ANSA)

Meirelles porta sullo schermo Shakespeare 21 maggio ore 15.17
Inarrestabile Fernando Meirelles. Dopo la ribalta internazionale ottenuta grazie a Cidade de Deus e The Constant Gardener, il regista brasiliano ha annunciato da Cannes (dove è presente in veste di coproduttore per El Bano Del Papa, film selezionato per”Un Certain Regard” e incentrato sulla visita che fece il Papa in una piccola cittadina al confine tra Uruguay e Brasile) che dopo la trasposizione di Blindness dal romanzo omonimo di Saramago, porterà sugli schermi una nuova versione delle “Pene d'amor perdute” di shakespeariana memoria.
“Dopo che avrò raccontato una così cupa vicenda con Blindness - dichiara Meirelles su Hollywood Reporter - dovrò necessariamente riprendermi con una commedia. E' un genere che amo molto, e con cui mi sono spesso confrontato per alcuni prodotti della Tv brasiliana, ma non sono mai riuscito a farne un film per il grande schermo. Dovrei parlarne con il mio psicologo” chiude scherzosamente. La lavorazione del film è prevista per i primi mesi del 2009.
(Adnkronos)

La campagna per il Darfur parte della Croisette 21 maggio ore 14.38
Parte dal Festival del Cinema di Cannes una campagna a sostegno della popolazione vittima di violenze e atrocità nel Darfur. In 150 fra attori, registi, produttori e ospiti internazionali si ritroveranno domani a Cannes per una serata dedicata alla solidarietà. L'evento, voluto da Belstaff insieme a George Clooney, Brad Pitt e Matt Damon, servirà a lanciare la campagna “Not On Our Watch”. Il ricavato (ogni ospite devolverà 25 mila euro) sarà destinato alla causa per il Darfur. Altri eventi del genere seguiranno a Chicago e Las Vegas. “Not On Our Watch” è un progetto voluto e condiviso dal produttore di Ocean's 13 con lo scopo di sensibilizzare l'attenzione di governi e opinione pubblica sulla crisi nel Darfur, regione del Sudan sotto assedio da oltre due anni dove i massacri quotidiani hanno raggiunto lo stato di catastrofe civile. George Clooney in particolare si è impegnato in una serrata campagna politica negli Stati Uniti. Belstaff ha inoltre realizzato una specifica collezione, approvata direttamente dalla fondazione “Not on our watch”, venduta in tutto il mondo per raccogliere proventi destinati al Darfur. La nuova linea sarà presentata domani durante l'evento benefico.
(ANSA)

Adolescenti problematici per Gus Van Sant 21 maggio ore 14.26
Adolescenti problematici, in preda ai sensi di colpa, sono al centro di Paranoid Park, il nuovo film di Gus Van Sant oggi in concorso a Cannes, applaudito alla prima proiezione per la stampa. Il titolo si riferisce al parco più malfamato di Portland frequentato da bande di ragazzi con i loro skateboard. E' il parco che Alex, il sedicenne protagonista del film interpretato da Gabe Nevins, sente di dover prima o poi affrontare anche se non si sente ancora pronto. Un giorno Alex uccide accidentalmente un agente di sicurezza dal quale si sta solo difendendo, ma sceglie di non confessare. La polizia interroga a lungo lui e i suoi compagni di skateboard facendo nascere un profondo senso di colpa, difficile da sopportare in un'età già carica di mille problemi. Ispirato al romanzo omonimo di Blake Nelson, specializzato in storie di adolescenti, il film ne riprende la trama ma ne manipola in più parti l'ordine temporale. Pochi dialoghi, cast scelto su Myspace (“non è stata un'idea mia - dice il regista - ma non credo di essere stato il primo a farlo”) e immagini girate in parte in super 8 (le scene di skateboard) e in parte in 35 mm da un maestro della fotografia come Christopher Doyle, utilizzato spesso da Wolg Kar-Wai. La musica è stata scelta da una radio di Portland ma ci sono anche brani scritti da Nino Rota per Amarcord di Fellini.
Dice Van Sant, Palma d'Oro nel 2003 con Elephant, che lavorare con gli adolescenti è la sua “vocazione” e che “quando si lavora con attori sotto i 20 anni è sempre meglio scegliere quelli non professionisti; se lavori con i professionisti -aggiunge - devi adottare uno stile non adatto a quello che amo fare”. Il film, di produzione totalmente francese, è strutturato secondo un ordine temporale molto originale, pieno di flashback: “ci sono film come Citizen Kane di Orson Welles realizzati come un lungo flashback - dice a questo proposito Van Sant - e del resto penso che i giovani abituati ai videogame si possano muovere con grande facilità su più piani temporali”. Ma perché vede in maniera così pessimistica il futuro dei giovani? “sarà perché da piccolo vedevo gli adulti come se vivessero in una vera giungla e per me crescere significava imparare a difendermi. Oggi a questo si aggiunge per i giovani anche il problema della guerra in Iraq”.
(ANSA)

Goldie Hawn debutta alla regia 21 maggio ore 13.29
Arrivata sulla Croisette insieme al marito Kurt Russell per accompagnare e supportare Death Proof di Tarantino, Goldie Hawn ha annunciato che dirigerà e interpreterà la commedia Ashes to Ashes, prodotta da Michael Shane e Anthony Romano.
Al centro della storia una donna in viaggio attraverso l'India, decisa ad arrivare a Kathmandu per seppellire le ceneri del marito ma costretta a tornare sui suoi passi dopo aver perso i resti lungo il tragitto. Debutto alla regia per Goldie Hawn, che ha scritto anche la sceneggiatura insieme a Jeremy Pikser, e che interpreterà il film insieme al marito Kurt.
La pre-produzione inizierà in autunno e le riprese avranno luogo fra New York e l'India.
(Adnkronos)

I più attesi della giornata 21 maggio ore 11.54
La nuova settimana al Festival di Cannes di apre con l'atteso arrivo di Angelina Jolie sulla Croisette. L'attrice al centro delle cronache anche per il suo impegno umanitario sarà presente alla proiezione di A Mighty Heart , il film di Michael Winterbottom (regista di The road to Guantanamo) sull'uccisione del reporter del Wall Street Journal Daniel Pearl, rapito nel 2002 in Pakistan e decapitato dagli estremisti islamici. La pellicola, presentata fuori concorso a Cannes, vede la Jolie nei panni della coraggiosa moglie di Pearl, Mariane, autrice del libro da cui è stata tratto il film. Tra i produttori, anche il compagno della Jolie, Brad Pitt.
Ma oggi a Cannes sarà anche il giorno di Ermanno Olmi. Il regista presenterà nella sezione fuori concorso per i sessant'anni del Festival la sua ultima pellicola Centochiodi con Raz Degan. Il film, che la critica italiana ha appezzato e discusso, racconta la storia di un giovane ma già affermato professore di filosofia dell'Università di Bologna si rende improvvisamente irreperibile. È infatti ricercato per un reato del tutto insolito: ha inchiodato al pavimento e ai tavoli di una biblioteca gli antichi manoscritti e i volumi preziosi che avevano nutrito la sua formazione. Mentre i carabinieri lo cercano, il professore trova rifugio sulle rive del Po, a Bagnolo San Vito, dove una piccola comunità gli offre riparo e accoglienza. “Tutti i libri del mondo non valgono un caffè con un amico” dirà in una delle più celebri battute del film.
Nella sezione in concorso, invece, oggi è prevista la proiezione di Paranoid Park, l'ultimo film di Gus Van Sant e di Import Export dell'austriaco Ulrich Seidl. Gus Van Sant ritorna alla macchina da presa dopo il successo di Last Days sugli ultimi giorni di vita del musicista Kurt Cobain. Questa volta racconta la storia di un adolescente appassionato di skateboard uccide per sbaglio una guardia di sicurezza. Paranoid Park è ispirato ad un romanzo di Blake Nelson e segna un ritorno di Van Sant nella sua città natale, Louisville nel Kentucky, dove è stato girato il film.
Ulrich Seidl, regista premiato a Venezia per il film Canicola, arriva a Cannes porta un film sul via-vai della frontiera. Import Export ha per protagonista Olga, un'infermiera ucraina disoccupata che tenta la fortuna in Austria, e Paul, viennese senza lavoro prende la strada dell'Est.
(Apcom)

Applausi per Van Sant 21 maggio ore 10.46
Applausi e sala del Grand Theatre Lumiere per Paranoid Park di Gus Van Sant film in concorso a Cannes del regista americano ma di produzione totalmente francese. Il film che sarà distribuito da settembre in Italia dalla Lucky Red racconta in maniera poetica i sensi di colpa di un giovane skateboardista di 16 anni che uccide accidentalmente una guardia giurata nei pressi del parco più malfamato di Portland. Qui si pratica skateboard, ed è appunto il Paranoid Park del titolo.
(ANSA)

Programma della Giornata 21 maggio ore 9.00
In Concorso oggi il film di Gus Van Sant Paranoid Park, ispirato ad un romanzo di Blake Nelson e realizzato nella città natale del regista e Import Export dell’austriaco Ulrich Seidl, ricerca della felicità di una infermiera ucraina in Austria.
Il Fuori Concorso presenterà l’attesissimo Michael Winterbottom, A Mighty Heart, con Dan Futterman e Angelina Jolie nei panni della moglie di un giornalista americano rapito e assassinato in Pakistan nel 2002. Presentato anche <Centochiodi di Ermanno Olmi e Ulzhan del tedesco Volker Schloendorff con Philippe Torreton, Luna Bendandi e Amina Syed. Infine Boxes prova registica dell’attrice/cantante Jane Birkin con una pletora di artisti nel cast come Géraldine Chaplin, Michel Piccoli, Natacha Régnier, Lou Doillon, John Hurt, Maurice Bénichou, Tchéky Karyo, Annie Girardot.

Un Certain Regard presenta La Soledad dello spagnolo Jaime Rosales, El bano del papa degli uruguaiani Enrique Fernandez e César Charlone e Et puis les touristes, del tedesco Robert Thalheim. Nel programma odeierno de La Quinzaine des Réalisateurs ci sarà l’americano Chop Shop di Ramin Bahrani, il francese Après Lui di Gaël Morel e il Thailandese Ploy di Pen-ek Ratanaruang.
La Settimana della Critica si apre con il messicano Parpados Azules di Ernesto Contreras e il debutto alla regia di Gael García Bernal e il suo Deficit.