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Cannes Cannes - Quinto giorno





20/05/2007 00:05a cura di Valeria Chiari e Teresa Lavanga

Per tutta la durata del Festival di Cannes, l'occhio di FilmFilm sarà costantemente puntato sulla Croisette, per carpire umori, opinioni, gossip e tutto ciò che rende il Festival di Cannes un appuntamento tanto atteso da pubblico e critica.









Sesso esplicito in un film austriaco 20 maggio ore 23.55
Scene di sesso virtuale, masturbazione e anche una fellatio riprese in primo piano nel film austriaco passato questa sera in concorso Import export di Ulrich Seidl. All'inizio del film c'è una ragazza ucraina che lavora in un sito erotico e con la web cam che riprende i suoi giochi con il sesso lavora senza capire molto quello che i clienti le richiedono di fare. La particolarità di queste scene, come anche quella di una fellatio verso la fine del film sono le riprese in primo piano. Il film passerà in concorso domani e questa sera ha avuto la proiezione per la stampa accreditata.
(ANSA)

Alain Delon ruba la scena a tutti 20 maggio ore 20.21
Nella serata che doveva essere dei registi - veniva presentato Chacun son cinema, il film a firma di 33 registi voluto da Gilles Jacob per commemorare il sessantesimo anniversario del festival - Alain Delon ruba la scena a tutti, anche a Sharon Stone, sulla Croisette dove il 24 sarà la testimonial per l'Amfar. Dopo l'impressionante passerella di 30 dei 33 registi autori del film composto da corti di tre minuti dedicati alla sala cinematografica, Delon, arrivato quasi in contemporanea con l'attrice americana, prima perde tempo firmando autografi, poi si lascia andare in un'intervista in cui dichiara che più che festeggiare i sessant'anni di Cannes “festeggio il cinema a cui ho dato tutto e mi ha dato tutto” e, infine, quando la Stone aveva già fatto la montée des marches, prima ha finto di andarsene e solo poi è salito sul famoso tappeto rosso dove è stato accolto, tra gli altri, dal nuovo ministro francese della cultura Christine Albanel vestita di nero. E' l'ultimo ad entrare al Grand Theatre Lumiere dove sta per iniziare la proiezione. Si chiudono così i dissapori dell'attore con il festival che aveva portato qualche anno fa ad una netta rottura. Comunque una montée des marches impressionante e irripetibile. Oltre ai 30 registi tra cui, ricordandone solo alcuni, c'erano da Theo Angelopoulos ai fratelli Coen, dai Dardenne a Manoel de Olivera, da Inarritu a Loach e, unico italiano, Nanni Moretti e sola donna Jane Campion, hanno salito la scalinata del Grand Theatre de Lumieres.
Tra gli italiani Claudia Cardinale e i fratelli Taviani, e ancora Michel Piccoli, Gerard Depardieu, Pedro Almodovar. Tra le curiosità di questa singolare montée de marches l'abbigliamento del regista giapponese Takeshi Kitano, vestito nel tradizionale abito giapponese con tanto di hakama (la gonna-pantalone usata anticamente dai samurai) e l'intervento contro le armi dell'attrice Sara Forestier, che è arrivata sulla scalinata con un abito bianco decorato da pistole nere e con due scritte, una di Amnesty International e un'altra con l'indicazione: “Control arm”.
Dopo la proiezione di Chacun son cinema, una ristrettissima cena al Carlton Hotel, dove per entrare occorre avere rigorosamente un elegante invito nero con palma d'oro.
(ANSA)

Applausi per Olmi 20 maggio ore 19.58
Sala piena, grande attenzione, nessuna fuga diplomatica da parte dei giornalisti esteri e un lungo applauso finale per Centochiodi, il film di Ermanno Olmi che la stampa internazionale ha scoperto stamane nell’anteprima super-protetta e che sarà presentato ufficialmente domani tra le opere scelte per festeggiare il 60/mo anniversario di Cannes.
Ermanno Olmi, che ha confermato di volersi dedicare in futuro unicamente al documentario, sarà stasera tra i protagonisti dei festeggiamenti per il Sessantesimo e verrà ricevuto dal Presidente Gilles Jacob e dal direttore Thierry Fremaux sul Tappeto Rosso del Palais e poi alla cena esclusiva in onore dei registi premiati.
(ANSA)

Roman Polanski stufo dei giornalisti 20 maggio ore 14,30
Roman Polanski si ribella contro la pochezza delle domande dei giornalisti e propone di interrompere la conferenza stampa, organizzata per la presentazione di Chacun son Cinéma, omaggio cinematografico realizzato da 35 registi dietro richiesta del presidente del Festival di Cannes Gilles Jacob per festeggiare i 60 anni della kermesse.

Domande noiose che dimostrano la mancanza di interesse della stampa per il cinema secondo il regista di origini polacche ma naturalizzato francese. “Propongo di abbreviare questa conferenza stampa” ha aggiunto affermando che l'occasione unica di ritrovare riuniti 35 fra i registi più celebri della Settima Arte non trova alcuna giustificazione nelle domande banali dei giornalisti e critici presenti. “Credo che il computer vi abbia portato a questo livello così basso, che non vi interessiate più a quello che succede nel cinema, che trasferiate semplicemente sulla carta l'informazione che ottenete per passarla alla redazione e che è per questo motivo che sapete così poco di tutti noi”.
Alzandosi e lasciando gli astanti stupefatti ha aggiunto “Andiamo a mangiare allora!”.

Attesa per Angelina Jolie 20 maggio ore 11.39
Grande attesa alla Croisette per l'arrivo di Angelina Jolie. L'attrice statunitense sarà domani al Festival di Cannes per presentare A mighty heart, il film di Michael Winterbottom (regista di The road to Guantanamo) sull'uccisione del reporter del Wall Street Journal Daniel Pearl, rapito nel 2002 in Pakistan e decapitato dagli estremisti islamici.
La pellicola, presentata fuori concorso a Cannes, vede la Jolie nei panni della coraggiosa moglie di Pearl, Mariane, autrice del libro da cui è stata tratta la film. Tra i produttori, anche il compagno della Jolie, Brad Pitt. Il regista britannico Winterbottom attualmente è al lavoro su un nuovo progetto tutto italiano. Si intitolerà Genova il nuovo film che inizierà a girare a luglio tra le stradine del capoluogo ligure. Protagonisti della pellicola sono Colin Firth, l'affascinante attore britannico che ha messo su casa e famiglia in Italia, Hope Davis e Catherine Keener. Il magazine The Hollywood Reporter ha anticipato che il casting sarà ultimato entro la fine di giugno e che il film sarà ambientato anche a Boston negli Stati Uniti. Il film, scritto da Winterbottom e Laurence Coriat, racconta la storia di un professore di nome Joe (Colin Firth) che in seguito alla perdita della moglie in un incidente stradale, decide di partire con le due figlie per un viaggio di un anno. Ma liberarsi dal passato sarà più difficile di quello che sembra, perché la minore delle figlie è convinta di vedere il fantasma della madre.
(APCOM)

Oggi celebrazione del 60° del Festival 20 maggio ore 11.07
Domenica di festa sulla Croisette. Proprio oggi sarà celebrato il 60esimo anniversario del Festival di Cannes. Per l'occasione il direttore della storica kermesse, Gilles Jacob, ha voluto produrre un film collettivo Chacun Son Cinema chiamando all'appello 35 registi di tutto il mondo, scelti tra le ex Palme d'oro e gli ex presidenti della giuria.
Da Polanski a Wenders, da Cronenberg a Loach, da Kaurismaki a Angelopoulos, da Zhang Yimou a Inarritu, da Von Trier a Nanni Moretti, unico italiano coinvolto nell'importante progetto, che a Cannes nel 2001 ha avuto la Palma d'oro per La stanza del figlio. A loro, Jacob ha commissionato 33 brevi film da tre minuti l'uno (due sono firmati da una coppia di registi-fratelli, i Coen e i Dardenne). Il tema è per tutti lo stesso: la sala cinematografica, lo spazio buio dove il cinema inizia e finisce di continuo. Ma oggi sarà anche il giorno di Daniele Luchetti e del cast di Mio fratello è figlio unico. Il film che ha per protagonisti Elio Germano e Riccardo Scamarcio sarà presentato nella sezione “Un certain regard”. Prima della presentazione ufficiale, la pellicola di Luchetti ha già ottenuto grande successo sul mercato degli operatori di Cannes. I diritti di vendita internazionali del film che in Italia ha raggiunto un incasso record (5,3 milioni di euro dal 20 aprile) sono stati acquisiti dalla società americana ThinkFilm International, che venderà Mio fratello è figlio unico in tutto il mondo, eccetto Italia, Francia e Benelux. E per la sezione in concorso, oggi sarà presentato Tehilim, il film del regista franco-israeliano Raphael Nadjari. Al centro della storia del film prodotto in Francia, Menachem, 17enne di Gerusalemme, che dovrà affrontare la misteriosa scomparsa del padre.
(APCOM)

Giallo sulla Croisette 20 maggio ore 10.56
Nella lista dei suoi amanti figurano George Clooney, Bruce Willis e il tennista Bjon Borg. Frequentava milionari e altri potenti anche prima di conoscere il marito Conte di Shaftesbury.
Jamila M'Barek si difende così dalle accuse di aver ucciso l'aristocratico compagno, trovato morto nel suo appartamento di Cannes nel 2004. Lo scrive oggi il Mail on Sunday. I tre famosi amanti sono stati convocati da un tribunale francese nel caso dell'omicidio irrisolto del decimo Conte di Shaftesbury. Ex nightclub hostess, più o meno entreneuse in locali notturni, Jamila è accusata di omicidio premeditato. Secondo l'accusa voleva impossessarsi della fortuna del marito 66enne. Nessuna delle star ha intenzione di apparire in tribunale: “Non conosco il nome di questa donna”, ha risposto Borg. “Non la conosco. Non ho mai sentito quel nome prima di oggi”, ha fatto sapere Bruce Willis tramite il suo agente. “Perchè avrei dovuto uccidere mio marito quando avevo tutto ciò che desideravo nella mia vita? Andavo alle feste più belle, avevo la mia villa e la mia auto e una famiglia affettuosa?”, si è difesa la 45enne Jamila, secondo i documenti del processo.
Al tempo Jamila e il marito, che lei accusava di essere un violento e ossessionato dal sesso e dal viagra, stavano per divorziare. Se si fossero separati, lei avrebbe perso i 6 milioni di sterline (8,7 milioni di euro) di eredità, tra cui una vasta proprietà terriera a Wimborne, nel Dorset. Il Conte aveva già un'altra relazione con una nuova nightclub hostess marocchina 33enne, Nadia Orcha, e le aveva chiesto di sposarlo.
(APCOM)

Le critiche all’amministrazione Bush 20 maggio ore 10.54
Le critiche all'amministrazione Bush vengono da Cannes: non solo da un aficionado come il regista statunitense Michael Moore, polemico fino al vetriolo con il presidente degli Stati Uniti in carica, ma da Leonardo Di Caprio che giunto ieri sulla Croisette per presentare il documentario The eleventh hour. Consume Less, Live More (L'undicesima ora. Consuma meno, vivi di più) ha accusato l'inquilino della Casa Bianca di “non aver fatto nulla” per i problemi climatici, mentre gli Stati Uniti sono “la democrazia più potente del pianeta” e dovrebbero “dare l'esempio”.
L'undicesima ora racconta per bocca di numerosi specialisti che la nostra generazione deve invertire la tendenza distruttiva iniziata duecento anni fa con il ricorso all'energia fossile (carbone e petrolio) e passare a forme di energia sostenibile (eolica, solare, biodegradabile) per salvare il pianeta, in tutti i settori. Di Caprio, che ha scritto e prodotto il film e ne è la voce narrante, auspica che la gente esca dalle sale “avendo capito che bisogna fare qualcosa”.
Ha poi ricordato l'importanza di un altro documentario sul clima, l'ormai celeberrimo An inconvenient truth (Una scomoda verità) di Al Gore, che da Bush fu sconfitto nella corsa alla Casa Bianca nel 2000. Secondo Di Caprio, venuto a Cannes con i coproduttori Leila Conners-Petersen e Nacia Connors, e gli esperti Kenny Ausubel e David Orr, il pianeta “vive una sorta di suicidio. Possiamo scegliere: vivere o estinguerci”. E il film propone alcune ricette: consumare meno e soprattutto prodotti locali; vestirsi con fibre naturali...
Ma a Cannes ieri un'altra critica virulenta contro la Casa Banca è giunta da Sicko, il film di Michael Moore (fuori concorso) che denuncia le carenze del sistema sanitario degli Stati Uniti ed ha avuto ieri sera una calorosa accoglienza. Dopo Bowling for Colombine (contro le armi facili) e Farenheit 9/11 (contro la guerra al terrorismo, Palma d'Oro nel 2004), Sicko è piaciuto agli spettatori di Cannes, oltre duemila persone che riempivano il Grand Theatre Lumiere e hanno applaudito fragorosamente. Moore ha assorbito con piacere: “So che a casa mi aspetta una tempesta”.
Il film uscirà ufficialmente alla fine di giugno negli States ma è già sotto tiro dei politici conservatori, in particolare per la sezione in cui il regista porta a Cuba, per curarli, alcuni dei soccorritori che rimasero intossicati nella nube di fumo degli attentati dell'11 settembre 2001 a New York. Quel viaggio a Cuba ha spinto il dipartimento del Tesoro Usa ad aprire un'indagine contro Moore per violazione dell'embargo commerciale e dei trasporti in vigore contro l'isola comunista. “Sono io sotto inchiesta, sono io a rischiare una multa e magari la galera, e non la prendo alla leggera” ha detto ieri Moore. Su consiglio dei suoi legali, ha fatto uscire dagli States uno degli originali di Sicko in caso il governo tentasse di impadronirsi del film. I critici pensano che potrebbe essere un successo di botteghino. Secondo Stephen Schaefer del Boston Herald, potrebbe battere i profitti di Fahrenheit 9/11, che fece 122 milioni di dollari negli Usa. “Questo è un tema che tocca di più la gente: è enorme”. Sicko è esplicito già dal nome: se “sick” significa malato, sicko è sinonimo di “matto, psicotico”. Come il sistema americano con le sue compagnie private di assicurazione, copertura statale solo per i poverissimi, e una larga fetta di cittadini che non può permettersi le prime e non ha i requisiti per la seconda. Moore mostra americani qualunque che raccontano come non hanno ottenuto dal sistema cure cruciali per la loro salute. Inclusi paragoni con i sistemi di Canada, Gran Bretagna e Francia, descritti come paradisi al confronto della realtà statunitense. “Quasi 50 milioni di americani non hanno nessun tipo di copertura sanitaria” ha ribadito ieri il regista. “Questa non è l'America”.
(APCOM)

Il programma della giornata 20 maggio ore 9.00
Per il festival oggi è il giorno del compleanno e il Presidente Gilles Jacob (in inedite vesti anche di produttore) festeggia i 60 anni della sua creatura con l'opera collettiva Chacun Son Cinema, firmata da ben 33 registi vincitori sulla Croisette.
Il solo film in concorso è l'iraniano Tehilin, ma nelle sezioni parallele c'è gloria per Daniele Luchetti con Mio Fratello è figlio unico.
Cannes Classics festeggia il centenario di Sir Laurence Olivier con due suoi film (Amleto e Enrico V), mentre l'India porta a Cannes i colori e le feste del 60/mo anniversario dell'indipendenza nazionale grazie a ben tre pellicole ospitate nella sezione Tous les Cinemas du Monde. Per la stampa internazionale, atteso il film di Ermanno Olmi Centochiodi. Mentre lo scandalo annunciato verrà dalla Quinzaine des Realisateurs.

In concorso: Tehilin di Raphael Nadjari, Iran

Fuori concorso: Chacun son cinema, opera collettiva in onore del 60/mo; Blind Mountain Li Yang, Cina

Un certain regard: Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti, Italia

Quinzaine des realisateurs: Zoo di Robinson Devor, Stati Uniti

Semaine de la critique: XXY di Lucia Puenzo, Argentina.
(ANSA)