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Cannes, Cannes - Terzo Giorno





18/05/2007 09:05a cura di Valeria Chiari e Teresa Lavanga

Per tutta la durata del Festival di Cannes, l'occhio di FilmFilm sarà costantemente puntato sulla Croisette, per carpire umori, opinioni, gossip e tutto ciò che rende il Festival di Cannes un appuntamento tanto atteso da pubblico e critica.









Julianne Moore, una diva alternativa18 maggio ore 18.19
Il viso affilato, incorniciato dall'ormai celebre cascata di capelli castani, l'espressione determinata di chi difende a spada tratta un film in cui ha molto creduto, dice, fin dalla sceneggiatura, Julianne Moore che illumina di un divismo alternativo la Quinzaine des Realisateurs e monopolizza l'attenzione d giornalisti e fotografi.
E' arrivata sulla Croisette da protagonista assoluta di Savage Grace, film-scandalo che la riporta alle atmosfere dei suoi lavori con Todd Haynes, vere tragedia americane senza tempo. La storia qui narrata dall'inglese Tom Kalin, ha radici nella cronaca nera, quasi un best seller della stampa all'inizio degi anni '70. Si tratta della vicenda di Barbara Daly, sposata Baekeland (erede della fortuna degli scopritori della bachelite), che entrò in un vortice di disperazione personale, depressione e isolamento fino a provocare un autentico massacro della sua famiglia. Girato tra la Spagna e l'Inghilterra, costruito sulle atmosfere e il viaggio nella psiche della protagonista, Savage Grace farà certamente parlare e qualcuno già lamenta che non figuri nella selezione ufficiale. “E' perfino difficile parlare del mio personaggio come di una creazione di fantasia - dice sommessa Julianne Moore - visto che il rapporto con la realtà filtra da ogni inquadratura. Mi interessava aiutare il pubblico a guardare a questa donna senza partito preso, senza vederla come una spaventosa assassina prima di averne percepito la fragilità, le pressioni a cui era stata sottoposta, il difficile rapporto con il figlio nato da un matrimonio infelice. Spero di aver prestato al mio personaggio la mia sensibilità di donna prima ancora che la professionalità dell'attrice”. Confermato che è felice di essere al Festival e di aver trovato nella Quinzaine des Realisateurs uno speciale calore del pubblico e degli appassionati, Julianne Moore anticipa che presto sarà di nuovo sullo schermo per I'm Not There del suo pigmalione Todd Haynes in predicato per la Mostra di Venezia.
(ANSA)

Barbet Schroeder torna al documentario 18 maggio ore 18.11
E' destinato a fare molto rumore, specialmente in Francia ma non solo, il nuovo film di Barbet Schroeder su Jacques Verges dal titolo L'avvocato del Terrore, proposto oggi nella sezione Un certain regard.
L'autore di film di successo e amato dai critici, da Barfly a Single White Female, ritorna qui a una delle sue passioni originarie: il documentario. Proprio come aveva fatto nel 1974 per realizzare un ritratto da vicino di Idi Amin Dada (uno dei dittatori più sanguinari della storia africana) anche questa volta usa i mezzi della verità cinematografica per indagare il mistero di una figura assai controversa, quella d Jacques Verges. Avvocato penalista, votato alla causa dell'anticolonialismo fin dalla giovinezza quando, durante i giorni i infiammati della rivoluzione algerina ne sposò una delle pasionarie, Djamila Bouhired, Verges fa perdere le tracce per ben otto anni durante gli anni '60. Quando riappare diventa presto un avvocato di grido per la risonanza internazionale dei progetti in cui è coinvolto: difende infatti terroristi d'ogni bandiera da Magdalena Kopp al Comandante Carlos e poi sconvolge la Francia assicurando la difesa del collaborazionista con il nazismo Barbie. Ma chi è veramente Verges, quali connessioni ha messo in luce con la sua opera, cosa vuole dimostrare? “Com'è nella regola aurea del documentario - dice Schroeder - al cineasta spetta condurre un'inchiesta, far parlare i protagonisti e usare le immagini per sottolineare i loro sentimenti e il non detto del loro pensiero. Poi tocca allo spettatore ricostruire la propria lettura della realtà e cercare una plausibile verità”.
(ANSA)

Omaggio a Marlon Brando 18 maggio ore 17.58
Da due registi americani Mimi Freedman e Leslie Greif arriva a Cannes nella sezione classics un omaggio al mito Marlon Brando.
Ben 65 minuti di un documentario inedito che esplora il personaggio, enigmatico e incomparabile. Questo ritratto, tra l'altro, svela il mistero che si nasconde dietro la sua voce inimitabile e parla della sua straordinaria bellezza, eccentricità e personalità.
(ANSA)

Instancabile Asia 18 maggio ore 17.55
Spara e si arrampica come Lara Croft, impugna coltelli, ma è anche una amante capace di forte amore. “Sono una sorta di famme fatale, manipolatrice e allo stesso tempo manipolata. Dura e fragile” dice Asia Argento del suo ruolo nel film del regista francese Olivier Assayas, Boarding Gate, passato oggi a Cannes fuori concorso nelle sezione Mezzanotte.
Un film low cost volutamente ispirato ai B-Movie, girato tra Parigi e Hong Kong, con dialoghi alla Tarantino e pieno di azione e noir. Boarding Gate racconta la storia di Sandra, amante sado-maso di Miles (Michael Madsen) un finanziere per nulla corretto che la usa come escort girl per strappare notizie ai suoi concorrenti in affari. Asia si sfiora le mutande davanti a lui, ci gioca eroticamente cercando di strangolarlo con una cintura, ma poi alla fine l'ammazza senza troppo pensarci. Nel frattempo la dark lady, che ha già una storia con un giovane asiatico Lester (Carl Loon Ng), per sfuggire alla conseguenze del suo omicidio, si ritrova prima a Hong Kong e poi a Shangai (dove si svolge tutta l'ultima parte del film). Ma qui, dove spera di essere raggiunta da Lester, le cose vanno ancora peggio e tra karaoke e coltelli, Sandra si ritrova a combattere per la sua stessa sopravvivenza. Nessun imbarazzo per le scene piccanti: “mi salva anche il mio senso dell'umorismo e il mio amore per il cinema. Entro come in trance e non ho quasi più la percezione di girare”, dice Asia.
Il fatto di essere a Cannes con tre film (Boarding Gate, Une Vielle Maitresse di Catherine Breillat e Go Go Tales di Abel Ferrara) è un onore: “sono tutti i film che ho girato l'anno scorso - dice - e sono molto felice anche per il piccolo ruolo che ho nel film di Ferrara che per me è un grande maestro”. Sui pochi film italiani a Cannes non drammatizza: “sarà capitato anche a Venezia di non avere in concorso nessun film francese”. E' entusiasta comunque dei film d'azione: “non avevamo controfigura e devo dire che mi sono divertita”. Fare sempre ruoli da dura alla fine non le dispiace: “Se il mio destino è quello di sfuggire ai ruoli borghesi delle attrici italiane tutte nevrosi e fare la dark lady lo abbraccio volentieri” dice. E quando le si chiede se mai ci sia un'attrice italiana preferita, dopo averci pensato un bel pò risponde con un solo nome: Valeria Golino.
(ANSA)

Argento a Cannes per i 30 anni di Suspiria 18 maggio ore 17.42
Rilassato, curioso, appassionato: questi sono i tre aggettivi con cui si descrive volentieri oggi Dario Argento, ospite d'eccezione del Festival di Cannes grazie all'iniziativa della sezione Classics che presenta in versione interamente restaurata il suo capolavoro Suspiria a 30 anni esatti dalla realizzazione. “Non so ancora dire granché su questo recupero di una mia opera che peraltro non vedo da tempo - dice - C'erano molti problemi tecnici anche perchè è stato l'ultimo film realizzato completamente con la tecnologia Thecnicolor e la colonna sonora aveva molti problemi. Vedrò stasera alla proiezione ufficiale se il risultato restituisce l'incredibile lavoro fatto allora dai tecnici. C'erano moltissimi effetti speciali e non esisteva il digitale, trionfava l'artigianato. Ed è senz'altro un film importante nella mia storia personale”.
L'attenzione dei cronisti (in Francia tra l'altro Dario Argento è popolarissimo) è rafforzata dall'attesa per il suo prossimo lavoro, La Terza Madre, che in autunno completerà una trilogia incominciata proprio con Suspiria e proseguita con Inferno (1980). “E' un film su cui ho lavorato a lungo, circa un anno - dice il regista pesando le parole - e mi ha dato moltissima soddisfazione lavorare di nuovo con mia figlia Asia, tanto più che sul set c'era una bella rappresentanza di famiglia, a cominciare da mio fratello che ne è il produttore. Racconta la storia della Terza Madre, quella delle lacrime, la più bella e la più mortifera delle tre. Credo che i miei fans troveranno molte cose del mio cinema che amano e io sono abbastanza soddisfatto a mia volta”. Di più non dice e le immagini, sanguinolente e vivacissime del breve trailer mostrato al Marché du Film da Medusa (coproduttore e distributore) non spiegano granchè di più. Il film, tutto ambientato a Roma, è girato in inglese, nel cast figurano anche Udo Kier, Daria Nicolodi e Valeria Cavalli e avrà la colonna sonora di Claudio Simonetti. Rispetto alla sua recente esperienza americana con la serie tv Masters of Horror, il maestro della paura commenta: “Ho lavorato in grande libertà, mi hanno chiesto solo due piccoli tagli per la versione distribuita in America ma nel resto del mondo circola quella originale. Ciò detto la considero una parentesi conclusa, non ne farò altri”.
(ANSA)

La Tres di Cuaròn, Iñárritu e Del Toro firma con la Universal 18 maggio ore 12.50
Firmato l’accordo tra la Focus Features, di proprietà della Universal Pictures, e la nuova etichetta di produzione Tres creata dal trittico di registi messicani Alejandro González Iñárritu, Guillermo Del Toro e Alfonso Cuaròn, in base al quale verranno finanziati cinque progetti cinematografici della Tres.
Tre dei cinque film saranno girati dai tre registi mentre i restanti due saranno realizzati dallo scrittore e regista Carlos Cuaron, fratello di Alfonso, e da Rodrigo Garcia, figlio del celebre scrittore colombiano Gabriel Garcia Marquez.
La Focus - che finanzierà interamente le cinque opere e le possederà in co-proprietà con la Tres, per un budget totale di 100 milioni di dollari - ha portato in pre-vendita al Marché il primo di questi progetti, Rudo y Cursi diretto da Carlos Cuaròn e interpretato da Gael Garcia Bernal e Diego Luna.


Chiara Mastroianni: canto ma non per mia madre 18 maggio ore 12.24
Un musical francese, Le Chansons d'Amour, di Christophe Honoré è in concorso oggi al Festival di Cannes. Cantano canzoni d'amore i protagonisti, a cominciare dal già affermato Louis Garrel, lanciato da Bernardo Bertolucci in The Dreamers, qui nel ruolo di un brillante ragazzo, corteggiato da uomini e donne, sconvolto per la morte improvvisa della fidanzata Julie (Ludivine Saigner). E canta anche Chiara Mastroianni (è Jeanne, la sorella di Julie). In omaggio alla madre Catherine Deneuve, protagonista nel '63 del musicale Les Parapluies de Cherbourg di Jacques Demy? “No - ha risposto sulla difensiva la figlia di Marcello Mastroianni - quando lavoro non ho mai riferimenti familiari”.
Ma quel film degli anni '60 è invece ricordato dal regista, come ammette anche Ludivine Saigner: “amo molto i riferimenti che Christophe ha fatto al film di Demy”. Il film parte come storia di un fidanzamento (tra Louis-Ismael e Julie-Saigner) che va in crisi per il coinvolgimento di Alice (Clotilde Hesme), diventa menage à trois che poi va in frantumi per la morte di Julie. Ismael è sconvolto, i familiari di Julie pure ma non perdono la voglia di aiutare il ragazzo imponendo la propria presenza ovunque. Tra i tanti aiuti che arrivano a Ismael anche quello di un giovane studente, con cui a sorpresa scoppia una passione gay.
(ANSA)

A Cannes arriva Bono in 3D 18 maggio ore 10.24
Non i soliti scadenti occhialini di cartone per vedere i film in 3D, ma veri e propri occhiali stile Ray Ban: così il cantante rock Bono e il suo gruppo, gli U2, è entrato virtualmente stamattina nella piccola sala Bory del Palais di Cannes.
Solo 330 posti e in un orario poco rock (la proiezione è partita alle 8 del mattino) per assistere a U2 3D, documentario musicale del regista americano Mark Pellington e della regista irlandese Catherine Owenns che passa oggi fuori concorso nella sezione Mezzanotte.
Solo 55 minuti in un 3D impressionante - Bono sembrava davvero in sala come le mani dei suoi fan nelle prime fila - per raccontare, con una raccolta selezionata di immagini il Vertigo Tour che gli U2 hanno effettuato in America Latina nel 2006. Brani classici del loro repertorio come "With Or Without You" in uno stadio strapieno in cui campeggiava la scritta Coexista ovvero le iniziali delle principali religioni che dovrebbero appunto, secondo lo spirito di Bono e del suo gruppo, coesistere pacificamente.
Non sono mancati nel concerto gli appelli ai diritti umani di cui il gruppo rock irlandese si è fatto promotore da sempre. Intanto grande attesa domani a Cannes per l'arrivo del vero Bono e dei suoi compagni, The Edge e Adam Clayton. Saranno loro a presiedere nel pomeriggio la conferenza stampa del documentario insieme ai due registi.
(ANSA)

Il programma di film di oggi 18 maggio ore 9.00
Debutta oggi la Francia con il film di Christophe Honoré in Concorso, Les Chanson d’Amour con Louis Garrel, Ludivine Sagnier e Chiara Mastroianni. Una commedia musicale che in qualche modo strizza l’occhio a Jacques Demy, di cui verrà proposta la proiezione speciale proprio de Les Parapluies de Cherbourg, vincitore della Palma d’Oro nel 1964. Presentato oggi anche Izgnanie di Andrei Zvjagintsev, autore de Il Ritorno già vincitore del Leone d’Oro a Venezia nel 2003. Il regista russo, influenzato da Andrei Tarkovski racconta la storia di una famiglia che decide di trasferirsi e andare a vivere in una casa isolata, cambiamento radicale che trasformerà completamente i loro rapporti.

Nella sezione del Fuori Concorso invece ritroviamo Olivier Assayas con il thriller Boarding Gates interpretato da Asia Argento e Michael Madsen. La Argento è interprete di altri due film presenti a Cannes: l’ultimo film di Catherine Breillat, Une Vieille Maîtresse, in competizione e Go Go Tales di Abel Ferrara, Fuori Concorso.

Un Certain Regard presenta invece il documentario The Terror’s Advocate in cui il regista Barbet Schroeder racconta il percorso e la personalità di Jacques Verges celebre per aver difeso il nazista Klaus Barbie e il terrorista Anis Naccache.

La Quinzaine des Rèalisateurs propone oggi due film francesi: La question humaine di Nicolas Klotz con Mathieu Amalric, Michael Lonsdale e Jean-Pierre Kalfon e Un homme perdu di Danielle Arbid con Melvil Poupaud e Alexander Siddig oltre alla coproduzione franco-ispano-americana Savage Grace diretta da Tom Kalin con Julianne Moore e Stephen Dillane.