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Bob Kennedy…chi era costui?





12/01/2007 11:01a cura di Teresa Lavanga

Domanda più che leggittima dopo l'uscita del film Bobby Dei Kennedy, una delle più influenti famiglie d’America, si sa tutto e niente. Robert Francis Kennedy, candidato democratico alla Casa Bianca, venne ucciso nel 1968 durante la campagna elettorale, suo fratello John Firtzgerald, 35° presidente degli Stati Uniti, era stato assassinato nel 1963 a Dallas. I loro discendenti e parenti più o meno prossimi, sono stati oggetto di pettegolezzi e curiosità morbose, che però hanno tralasciato di approfondire gli aspetti più importanti di ognuno.


Sui fatti relativi ai fratelli John e Robert Kennedy, sono stati versati fiumi d’inchiostro e allestite numerose congetture: mafia, servizi segreti, CIA, colpi di stato. La mancanza di prove, o, in alcuni casi la troppo “casuale” distruzione delle stesse, ha contribuito alla crescita del mito dei due fratelli che, giovani, belli, ricchi, impegnati a favore dei più deboli, sono stati assassinati nel fiore degli anni, proprio quando la nazione aveva più bisogno del loro supporto “illuminato”.






Il minore dei Kennedy era un abile uomo politico, un grande sostenitore dell’integrazione razziale e un forte oppositore della guerra in Vietnam. Aveva avuto 11 figli dalla moglie, Ethel Skakel, ma non aveva disdegnato una relazione, anche piuttosto burrascosa, con la divina Marilyn, quando questa era stata “scaricata” dal fratello John. Secondo alcune congetture, sarebbe stato addirittura lui a scoprire il corpo senza vita della star di Hollywood, altra icona di quegli anni, morta anche lei giovane e bellissima all’apice del successo.

Il film di Emilio Estevez, è il primo che, anche se in modo alquanto indiretto, parla della morte di Bob Kennedy, finita presto nell’oblio.
Mentre nel caso di Dallas, infatti, la cospirazione è ben macchinata e di film ne sono stati prodotti molti (fra i tanti ricordiamo JFK – un caso ancora aperto di Oliver Stone), nel caso dell’Ambassador Hotel di Los Angeles, Shiran ha sparato sotto gli occhi di tutti e quindi non è stato possibile, se non parecchi anni dopo, parlare di complotto.
Ciò che si racconta in Bobby, più che la vita e l’opera del senatore democratico, è la vasta umanità che si trovava la sera del 5 giugno 1968 all’Ambassador Hotel di Los Angeles. Il regista, colpito dalla figura di Robert Kennedy, lo eleva al rango di martire della nazione, di vittima sacrificale, di unico eroe capace di redimere gli Stati Uniti, ma lo lascia lontano dal racconto, quasi come una icona sacra e intoccabile.

I fatti che accaddero realmente quella notte, però, non sono così lineari come a prima vista potrebbero apparire.
Dopo la conclusione del suo discorso di ringraziamento Robert Kennedy avrebbe dovuto raggiungere la sala stampa, ma a causa della folla, il percorso venne cambiato e il senatore passò attraverso le cucine dell’albergo, dove si soffermò a stringere la mano a camerieri e cuochi che lo festeggiavano.
All’improvviso Shiran sparò, Kennedy alzò le mani in un istintivo gesto di protezione, iniziò una colluttazione fra i presenti e l’attentatore; nel frattempo Bob Kennedy finì a terra con tre pallottole in corpo.
Shiran venne subito arrestato e condannato, anche se nel 1978, dopo l’abolizione della pena capitale, condanna a morte venne commutata in ergastolo.
Nel corso del processo, sparirono prove, vennero buttate via armi, cestinate dichiarazioni e testimonianze.
Non si dette peso al fatto che l’abituale guardia del corpo di Kennedy fosse stata sostituita all’ultimo momento da un’altra, Thane Eugene Cesar, che risultò essere un sostenitore di Wallace (candidato presidenziale dell’estrema destra), un dichiarato fiancheggiatore del Ku-Klux Klan e uno strenuo oppositore di tutte le riforme propugnate da Kennedy.
Non vennero prese in considerazione le prove balistiche né il rapporto del coroner, che dimostravano l’assoluta improbabilità che Shiran fosse stato l’unico a sparare e soprattutto ad uccidere il senatore democratico.

La tesi ad oggi più accreditata è che ad uccidere Bob Kennedy sia stato proprio Thane Cesar, l’unico in grado di poter sparare da dietro (Shiran era di fronte a Kennedy), a bruciapelo e verso l’alto (come dimostrano le prove balistiche). Purtroppo la sua pistola (calibro .22 come quella di Shiran) non fu mai esaminata, e poi, scomparve nel nulla!

Negli ultimi anni, tuttavia, si sono fatte strada ipotesi fantasiose, una delle quali parla addirittura di una sorta di “Manchurian Candidate” programmato per uccidere e poi dimenticare tutto.
A supportare tale teoria è il buio totale sui ricordi che lo stesso Shiran sostiene di avere rispetto a quella sera. Shiran non aveva precedenti penali, non aveva motivi particolari che potessero spingerlo all’omicidio di Kennedy, anzi, disse che intendeva votare per lui, ed era astemio da sempre (quella sera fu invece, visto bere una miscela alcolica).
Sotto sua stessa richiesta, è stato sottoposto ad una seduta ipnotica per cercare di recuperare quel vuoto di memoria che va dal suo ingresso all’Ambassador fino al “risveglio” nella macchina della polizia. Nel corso della seduta, mentre alla domanda “parlami di Bob Kennedy” Shiran scrive ripetutamente “Bob Kennedy deve morire” (così come molti testimoni dichiarano di avergli meccanicamente sentito urlare mentre sparava), alla domanda “chi ha ucciso Bob kennedy” egli risponde “non lo so, non lo so, non lo so”.

Qualunque sia la verità, purtroppo, essa è destinata a rimanere sconosciuta. Fatto sta che il 1968 fu un anno cruciale per la storia americana - con il dramma del Vietnam (a cui Kennedy era contrario) e l’esplosione delle rivendicazioni civili e razziali (che Kennedy, insieme a Martin Luther King – assassinato qualche mese prima - rischiavano di unificare) – e la destra poteva davvero rischiare di essere estromessa dal potere per molto tempo. Invece, (chissà perché!) in seguito alla morte di Bob Kennedy, si è aperto un periodo di predominio del partito repubblicano che dura fino ad oggi (a parte le parentesi delle presidenze Carter e Clinton).