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Sam Raimi: Fare un DVD? E' come rigirare il proprio film. Bellissimo. E faticoso





30/04/2005 13:04a cura di Mario Sesti

In esclusiva a FilmFilm, il regista di maggior successo del cinema americano delle ultime stagioni, arrivato al romanticismo del supereroe in tuta dopo aver battuto l'horror e al cinema tratto dal fumetto dopo aver fatto straordinari fumetti al cinema (Darkman, L'armata delle tenebre), parla delle opportunità offerte ad un autore dal DVD. Ma anche del suo amore per Dario Argento, Mario Bava e Fellini. Aspettando Spiderman 3 su cui sta lavorando (e pensando, forse, anche al 4 e al 5)


“L’esperienza del cinema è una esperienza di comunità: quante volte ci capita di ridere o di provare tensione o sollievo semplicemente perché al cinema sentiamo che questi sentimenti si diffondono collettivamente o ne vediamo gli effetti su chi ci è vicino, addirittura anticipandolo su di noi? E’ chiaro che quando vedo i film in DVD, da solo a casa mia, non ho le stesse chance di reagire insieme ad altri, ma l’opportunità che oggi il DVD ci offre di vedere un film con il massimo di luminosità ed una perfetta riproduzione del suono, è una “seconda possibilità” che offriamo al film che sta diventando particolarmente decisiva: per certi versi, il DVD, offre anche maggiori possibilità, a chi fa i film, di ripagarci del gran lavoro che facciamo sul suono e sulle immagini”: Sam Raimi, il regista del più grande successo di Hollywood degli ultimi anni, Spiderman, che abbiamo intervistato in esclusiva parla del lavoro sul DVD del suo sequel ancora più fortunato al box office – che è stato uno dei DVD di maggior successo degli ultimi mesi (Sony Columbia), anche in Italia.






Raimi, appartiene ancora alla generazione di quelli che vivevano la propria passione al cinema, più che di fronte ad uno schermo al plasma. Ciò non significa che debba fare i conti proprio con il fatto che il digitale impone ad ogni regista, praticamente, di fare due film. Quello per le sale e quello per il DVD, dove gli approfondimenti (extra), i documentari, lo svelamento dei trucchi e della bottega, aggiungono ore e ore di materiale intorno al film originario. Sam Raimi, infatti, racconta che si tratta di un lavoro impegnativo quasi come quello che fa nascere il film. “Mai come per questo film, ad esempio, il lavoro di riversamento su digitale, mi ha consentito addirittura di migliorare suono e immagini sfruttando al massimo le qualità del negativo originale del film dal quale viene effettuato il trasferimento su DVD”

Vuol dire davvero che ha controllato personalmente, in ogni dettaglio, tutte le versioni in cui esce il DVD di Spiderman 2 ?
“Ho controllato personalmente il riversamento di ogni singolo fotogramma dalla pellicola al DVD, in tutti i suoi formati, nella versione americana e in quella europea: e le assicuro che è un processo tremendamente lungo e noioso. Non ho diretto io gli extra ma sono stato una sorta di supervisore. Soprattutto sono stato molto attento nell’impostazione dei menu e della navigazione. Non mi piacciono i menu troppo complicati e talvolta tendono ad assumere un carattere un po’ troppo da ‘advertising’. Da questo punto di vista ho lavorato sul DVD non meno che sul film”

Quando girava film horror al college costruendosi da solo con rami e legno i supporti per far muovere la macchina da presa nella foresta infestata da presenze maligne della Casa, avrebbe mai pensato di dirigere un blockbuster di questo tipo che è come dirigere un’azienda con migliaia di persone?
“Assolutamente no. Ciò che sognavo era però di realizzare film di grande impatto emotivo, emotion pictures. Spiderman è un film del genere con in più la fortuna di avere a disposizione straordinarie risorse per realizzarlo”

Il “New York Times” ha scritto che il segreto del successo di Spiderman 2 è di essere un film per teenager scritto da un settantenne (Alvin Sargent). E’ d’accordo?
“Assolutamente. Spiderman è un romanzo di formazione. Prima ancora di realizzare grandi scene d’azione, di mettere a punto un design visivo originale e impressionante o di elaborare innovativi effetti speciali, il problema che dovevamo risolvere era squisitamente romanzesco. Qual è il viaggio che Peter Parker doveva compiere con questo secondo film? Che tipo di crescita? Una volta stabilito questo, ciò che ho cercato di fare è esplorare l’equilibrio complicato che lui doveva raggiungere tra il suo impegno come supereroe a favore del bene e la sua ricerca di essere felice in quanto essere umano. Alvin, come tutti gli altri sceneggiatori, è stato decisivo”

Ha firmato già per realizzare Spiderman 3. E’ vero che state già pensando a Spiderman 4 e 5?
“Sto scrivendo la sceneggiatura del terzo, ma non mi occuperò degli altri se non sarò sicuro che Peter Parker, e i suoi problemi come essere umano, rimarranno al centro della storia”

La prima volta che venne in Italia raccontò che una volta aveva visto Suspiria di Dario Argento in un cinema americano e la sala era così eccitata che i pop corn saltavano in aria tutte le volte che gli spettatori balzavano sulla sedia
“Ho visto Suspiria che ero un teenager e fu un esperienza emotiva straordinaria: l’ho rivisto qualche anno fa, da quarantenne, ed è stata un’esperienza altrettanto intensa. Argento è un grande regista e così Mario Bava, che ho scoperto solo quando sono venuto per la prima volta in Italia. Ma la mia più grande esperienza con il cinema italiano è stata all’università quando per un intero semestre abbiamo visto tutti i film di Federico Fellini: tutti i suoi film li vedevamo due volte a distanza di un giorno. E’ incredibile quante cose scopri nei film di un grande regista quando rivedi lo stesso film a distanza di poco tempo. E allora non c’erano ancora i DVD"