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Playing the Victim, film russo che è piaciuto sia al popolo che agli oligarchi





20/10/2006 15:10a cura di Pietro Salvatori

E’ un film che è piaciuto sia alla gente semplice che agli oligarchi – ha notato con stupore il regista – chissà cosa ne avrà detto Abramovich, anche se non capisco perché una storia così grottesca ma anche così cupa sia piaciuta all’oligarchia russa”.


Incontriamo Kirill Serebrennikov, regista del film russo Playing the victim, presentato in concorso alla Festa del cinema romana.





Serebrennikov ha un background di uomo d’arte e regista teatrale. Ci si chiede il motivo di questo suo approdo al grande schermo. “E’ una vicenda che arriva dalla mia infanzia – risponde – Sono cresciuto a Rostov vicino a un cineclub, dove proiettavano non solo i grandi classici russi, ma anche moltissimo cinema italiano. Mio nonno era un uomo di spettacolo, ma in quegli anni di comunismo non si poteva entrare così facilmente nel Centro di cinematografia di Mosca. Mi sono così iscritto e laureato nella facoltà di fisica. Il teatro è venuto dopo, mi hanno proposto di fare qualcosa e ho accettato. Il mio grande amore, fin da bambino, e comunque sempre stato il cinema. Dopotutto, i giovani registi russi arrivano sul grande schermo percorrendo le strade più assurde”.

Serebrennikov ammette che, a causa di un sistema produttivo “che non ha più voglia di rischiare, perché i film che non sono blockbuster rischiano di vedersi fermata la messa in onda o la distribuzione nelle sale”, è “un miracolo essere riusciti ad arrivare fino qui, a Roma”.
Playing the victim ha sfruttato i più classici canali del passaparola per farsi conoscere, mancando i soldi per una promozione di una certa rilevanza. “Il film che tecnicamente mescola vari generi. Le riprese con la camera amatoriale ci servivano perché le riprese delle scene del delitto che effettua la polizia sono veramente così, amatoriali e continuative. Ho anche collaborato con maestri russi del fumetto, poiché tramite gli inserti animati volevo descrivere lo stato d’animo del mio protagonista”.

“E’ un film che è piaciuto sia alla gente semplice sia agli oligarchi – ha notato con stupore – , chissà cosa ne avrà detto Abramovich, anche se non capisco perché una storia così grottesca ma anche così cupa sia piaciuta all’oligarchia russa”.