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20/10/2006 10:10a cura di Renato Massaccesi

Incontro con Shane Meadows


In una sala gremita ed ancora emozionata per la visione di This is England, il regista Shane Meadows, accompagnato dai bravissimi interpreti del film Thomas Turgoose e Stephen Graham, dal produttore Mark Herbert e da Ludovico Einaudi, ha intrattenuto il pubblico e la stampa parlando un po’ di tutto, dalla genesi del film ai difficili primi anni ottanta.





Prima di tutto la scelta della musica originale composta dal “nostro” Ludovico Einaudi: “Durante un viaggio a Montreal ho sentito alla radio un pezzo di Ludovico Einaudi intitolato “Una Mattina”, e proprio in quel momento sono tornato indietro di più di vent’anni. Sembrava che quel pezzo descrivesse tutta l’emozione di quel periodo. Tornato in Inghilterra ho cercato di trovare quel pezzo ma non ricordavo il nome, fino a quando, circa sei mesi dopo, risentii il brano di nuovo e corsi a comprare il disco. Sembrava come se “Una Mattina”, l’album, fosse la colonna sonora del film, prima che il film stesso fosse realizzato. Tant’è che alcune scene sono state costruite sulla musica e non viceversa.”

E se non bastasse la spiegazione, la parola va al compositore: “ Durante il montaggio, però alcuni pezzi che avevamo pensato fossero efficaci, sono stati cambiati. E benché la base del film sia l’album “Una Mattina”, ho composto della musica nuova per il lavoro di Shane; musica che gli spedivo attraverso internet. La scena finale, violentemente drammatica, è stata la più difficile da commentare. La musica doveva andare parallelamente all’azione e, quindi, doveva esserci un crescendo drammatico eccezionale. Eppure, in un certo senso, improvvisazione su improvvisazione siamo riusciti a trovare la soluzione”. Se la musica originale ha avuto un peso importante nella riuscita del film è altrettanto vero che la musica del tempo è stata altrettanto importante, come Shane dichiara: “Quando ero ragazzo, la musica che ascoltavo era lo ska originale della Trojan (storica casa discografica specializzata in reggae, ska e rocksteady. Ndr) o la musica Oi! (costola del punk settantesettino. Ndr). Anche se andavamo ai concerti vestiti con bomber e Doctor Marteens, anche se molti di noi avevano i capelli rasati, non è vero che quell’ambito era di destra, anzi in un secondo tempo, dopo l’infiltrazione di quelli della destra estremista, si è cercato di combattere il razzismo che gli elementi del “National Front” cercavano di inculcare nelle teste. Gli Skinheads, quelli originali, cercavano di mescolare le razze, per rompere tutte le barriere. Ricordo che c’era un ragazzo skinhead con cui mia sorella usciva: era una persona squisita e carismatica”.

E se la musica è la stessa che il regista ascoltava è ancora più efficace il parallelo tra la vita di Shane e quella di Thomas (il piccolo personaggio del film): “La storia di Thomas ha molti punti in comune con la mia. Avevamo tutti e due bisogno di modelli positivi, e benché mio padre non fosse andato in guerra, era spesso assente per lavoro. Lo sguardo in macchina di Thomas alla fine del film è un mezzo per eliminare il confine tra il dramma e la realtà. Ho voluto fare un film fortemente personale, tant’è che se in nell’idea originaria il film doveva finire in una specie di battaglia che coinvolgeva tutti, nella realizzazione si è preferito dare un tocco più intimista e lasciare il campo al personaggio principale”.

E se nella realizzazione conta la storia è pur vero che l’ambientazione ha un ruolo essenziale: “La cosa più difficile è stata trovare le location più adatte. Ma sebbene siano passati solo vent’anni il paesaggio urbano è cambiato notevolmente, ad esempio non esistono quasi più porte a due ante e le parabole dei canali tv sono presenti dappertutto. Mike Leigh raccontava che per girare un film ambientato negli anni quaranta ha dovuto fare i salti mortali. Al di là dell’inquadratura c’erano Mac Donald’s e cose del genere. Anche l’uso della bandiera con la Croce di San Giorgio al posto della Union Jack è un elemento veritiero. E comunque la cosa più difficile è stato trovare le automobili. Affittarne una costava sui quattrocento euro al giorno è ovviamente le macchine da affittare erano molto più di una. Allora abbiamo deciso di comprarle su EBay: ci è convenuto. Dopo il film le abbiamo potute rivendere e abbiamo fatto buoni affari”. Niente male e complimenti per il film!