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L'Actor's Studio si racconta





19/10/2006 03:10a cura di Marco Massaccesi

Incontro con alcuni degli esponenti del leggendario Actor Studio, la scuola di recitazione più famosa al mondo. In una sala gremita di gente Ellen Burstyn, Lee Grant e Martin Landau hanno raccontato le loro esperienze.


Nell’ambito della prima edizione del Festival Internazionale del Cinema a Roma, grazie a Mario Sesti ed Antonio Donda si è avuto modo di incontrare alcuni degli esponenti della scuola di recitazione più





famosa al mondo, il leggendario Actor Studio. In una sala gremita di gente Ellen Burstyn, Lee Grant e Martin Landau hanno raccontato le loro esperienze di attori dando ottimi consigli a chi si sta incamminando in
questo duro percorso, unico assente Eli Wallach per problemi di salute.
La prima prendere la parola è la presidentessa dell’Actor Studio, Ellen Burstyn , la quale ha ripercorso la storia di questa sorta di istituto e le sue modalità di partecipazione : “ l’Actor Studio non è proprio una scuola, ma in realtà una sorta di laboratorio per attori professionisti. Si entra dopo due audizioni in cui devi portare un testo rigorosamente in inglese che non superi i cinque minuti essendo accompagnato da un partner. Una volta che sei stato scelto diventi membro a vita. Solo ultimamente abbiamo collaborato con degli studenti
portando il progetto nelle università, ma è comunque programma staccato dall’actor studio in sé”.
L’attrice Lee Grant, invece, ricorda gli anni del maccartismo e quali conseguenze hanno avuto sulla sua
carriera. “Bastava poco per essere messa nella fatidica lista nera.

Dopo Pietà per i Giusti avevo vinto un oscar ed ero anche stata candidata a Cannes, ma non potevo più lavorare. Questo silenzio è durato fino a metà degli anni sessanta, quando Norman Jewison mi ha
chiamato per La Calda Notte dell’Ispettore Tibbs. Il mio ritorno sulle scene lo devo tutto a lui”, conclude l’attrice americana.“Ho interpretato più di cento film e serie televisive”, dice Martin Landau, “ed ogni personaggio è differente. Quando intraprendo un ruolo, mi devo chiedere quale è la sua necessità, cosa lo muove interiormente, è come un pezzo di creta che devo modellare, solo così si riesce a fare un buon lavoro. Io vivo in California dove c’è un altro staccamento dell’Actor Studio, e, quando vedo film, o serie televisive, non c’è niente da fare, i migliori attori sono quasi sempre i nostri”.
Alla fine, l’ultima a riprendere la parola è sempre Ellen Burstyn. “E’ molto difficile fare l’attore a Roma così come a New York. Ma la vita, ultimamente, non è difficile solo per gli attori ma per i giovani in generale. La cosa principale da fare è quella di non arrendersi mai.
Non bisogna farsi prendere la mano da questo mondo così commericalizzato. Bisogna essere uniti, afferrare qualsiaisi occasione, andare su un palco e recitare, sempre e ovunque”, conclude così l’attrice de L’Esorcista e vincitrice dell’oscar per l’interpretazione di Alice non Abita più Qui, diretto da Martin Scorsese.