La migliore risorsa italiana sul mondo del cinema
ricerca film:


Galleria fotografica

Artisti correlati:

Giorgio Pasotti

Giorgio Pasotti

Film correlati:

L'Aria Salata




Intervista a Pasotti e al cast dell'Aria Salata





17/10/2006 10:10a cura di Pietro Salvatori

L’obiettivo primario di Angelini è quello ”di raccontare una storia tra padre e figlio, tema a mio avviso universale. Nel farlo ho usato questa situazione estremizzata di un padre carcerato per rendere la storia più dura, più forte, più scomoda, proprio come desideravo".


Una folla di fotografi attende in Teatro Studio Alessandro Angelini, Giorgio Pasotti, Katy Saunders e Giorgio Colangeli, rispettivamente regista e cast de L’aria salata, film accolto con discreto favore dalla critica presente alla Festa.





La Saunders è splendida, sembra uscita da una favola. Le hostess guardano di sottecchi Pasotti, tradendo, sotto un’aria di ostentata superiorità, una certa emozione.
Angelici è alla sua prima esperienza dietro la macchina da presa, ma ha fatto da assistente ad alcuni grandi come Moretti, Calopresti, Rubini.
Si nota già una certa perizia anche se, come dice, “c’era tutta l’urgenza di raccontare la mia storia”.

Così ha incluso, parlando di carcere e carcerati ”un contesto sociale per me molto importante”, anche se l’obiettivo primario era quello ”di raccontare una storia tra padre e figlio, tema a mio avviso universale. Nel farlo ho usato questa situazione estremizzata di un padre carcerato per rendere la storia più dura, più forte, più scomoda, proprio come desideravo”.

Il regista racconta un film sul carcere innovando le modalità narrative: “Il nostro è un film sul carcere, ma abbiamo adottato un punto di vista innovativo, quello di chi il carcere lo vive da fuori, della famiglia del detenuto”.
Detenuto impersonato da Giorgio Colangeli, vera “rivelazione del film, se così si può definire, che si racconta così: ”Il mio è un personaggio indurito, che si è scordato della propria famiglia, e che pensa ad uscire e rifarsi una vita. Il suo progetto viene stravolto dall’incontro con il figlio. Il copione era preciso e ordinato, il regista era sicuro e preparato, così ho accettato di prendere parte al progetto nonostante la complessità della mia parte”.

Vera star dell’incontro, tuttavia, è Giorgio Pasotti: ” Il mio è un ruolo difficile - dice - sono un giovane uomo diviso tra la volontà di iniziare un rapporto com mio padre, e il sentimento del liberarsi dal passato, di andare avanti. Ho fatto un lavoro di implosione di sentimenti, di interiorizzazione. Non è stato facile.