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Scorsese paladino della memoria storica





16/10/2006 10:10a cura di Rosa Esposito

"Salviamo il cinema". E' questo l'appassionato messaggio che Martin Scorsese ha voluto lanciare dalla Festa del Cinema di Roma. Ospite della manifestazione per presentare il suo nuovo film con Leonardo Di Caprio, The Departed, il regista italo-americano è stato anche protagonista di un incontro con il pubblico condotto dal critico e condirettore della Festa del Cinema Mario Sesti. Preceduto da un filmato con alcune delle sequenze più belle tratte da alcuni suoi film (Alice non Abita Più Qui, Toro Scatenato, Taxi Driver, L'Età dell'Innocenza, Goodfellas - Quei Bravi Ragazzi e The Aviator) e da C'Era una Volta il West di Sergio Leone, Scorsese è stato accolto da una vera e propria ovazione, con un lungo e caloroso applauso e gli spettatori tutti in piedi.


Molti gli ospiti illustri presenti nella sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica, tra gli altri anche Martin Landau ed Ellen Burstyn, in rappresentanza dell'Actors Studio. Scorsese ha voluto dedicare l'intero incontro a un tema che a lui sta molto a cuore: il restauro e il recupero delle pellicole dall'usura del tempo, e alla collaborazione avviata tra la Festa del Cinema e la Film Foundation, da lui creata nel 90 insieme ad altri registi come Woody Allen, Robert Altman, Francis Coppola e Stanley Kubrick.





Sarà proprio il recupero di C'Era una Volta il West il primo atto di questa joint venture (è la prima volta che la Film Fondation restaura un film italiano). "E pensare - ha raccontato Scorsese - che quando ho visto questo film nel 1968 non l'avevo capito. Per me il western era quello di John Ford e Howard Hawk. Solo dopo tre anni e dopo vari passaggi televisivi ho capito quanto il cinema di Sergio Leone fosse innovativo, aveva a tutti gli effetti inventato un nuovo genere cinematografico".

Il regista ha poi spiegato perché ha cominciato a interessarsi al restauro: "Sono stato spinto dalla rabbia e dalla frustrazione dovute all'impossibilità di poter visionare il lavoro di quelli che ho sempre considerato dei maestri. Negli anni '70 era impossibile reperire le copie di film anche importanti come Il Gattopardo di Visconti o lo stesso C'era una Volta il West. Io ho sempre vissuto con accanto i lavori dei miei maestri, mi danno energia per affrontare le difficoltà che ogni giorno si presentano sul set e mi hanno più volte ispirato: i primi minuti di Goodfellas si devono a Jule e Jim di Truffaut e la voce fuori campo è un'idea che ho copiato da Godard. Ma il cinema è un'arte effimera che non può durare nel tempo e noi dobbiamo impegnarci a conservarlo per le future generazioni. Vanno salvati tutti i film, anche quelli piccoli. Come si fa a scegliere?

Tante opere sono state riconosciute come dei capolavori soltanto dopo molti anni". Così, alla fine degli anni '80, Scorsese, affiancato da Brian De Palma e Steven Spielberg, ha cominciato a interrogarsi sul destino degli archivi degli studios hollywoodiani e, armato di pazienza, ha iniziato un'opera di convincimento sui responsabili delle major affinché si rendessero conto dell'importanza di preservare e restaurare i film in loro possesso. "Ce ne abbiamo messo di tempo per convincerli che il cinema è patrimonio dell'umanità e che loro devono sentirsene responsabili, ma alla fine siamo riusciti a coinvolgere tutte le più grosse case di produzione e distribuzione USA: dalla Columbia, la prima a darci ascolto, alla Paramount".

Sono state molte le difficoltà da superare: "All'inizio ci siamo dovuti scontrare con una vecchia mentalità delle major che considerano i film un loro patrimonio, oggi il problema principale è il continuo ricambio ai vertici di queste società, per cui ogni volta dobbiamo relazionarci con nuovi interlocutori e ricominciare tutto da capo". Il regista ha portato alla Festa anche una testimonianza della sua attività in questo campo: la versione restaurata di un suo film di culto, Uomini e Topi, diretto nel 1939 da Lewis Milestone. "Era un film con un senso morale molto forte che ho visto migliaia di volte, perché quando io ero ragazzino passava in tv un giorno sì e un giorno no. Una sequenza l'ho anche inserita in Goodfellas facendola passare in televisione nella scena in cui Jack La Motta si confronta con suo fratello".

A fine incontro la Festa ha salutato Scorsese con un regalo a sorpresa: una copia restaurata da Cinema Forever del Maledetto Imbroglio di Pietro Germi.