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Grease





26/04/2005 09:04a cura di Renato Massaccesi

Grease è un film che parla degli anni cinquanta senza esserci dentro (nel 78 con la rivoluzione punk in atto poteva sembrare anche pleonastico tornare indietro di vent’anni)


Che spettacolo gli anni cinquanta visti con gli occhi di oggi! Anche per chi non li ha mai vissuti, resteranno per sempre nel nostro immaginario come un “posto” dove tutto era canzone e ballo, e dall’America che ci aveva “liberato” arrivavano le voci di qualcosa che avrebbe cambiato il corso della cultura popolare. Il rock’n’roll, le gonne a campana, i giubbotti di pelle e quella voglia di ribellarsi a tutto che iniziò una rivoluzione che aveva dell’incredibile.






Forse però non tutto era così. Quella rivoluzione lì passava per la guerra appena finita che faceva ancora male, per la persecuzione razzista che era ancora così opprimente e per un fanatismo religioso che aveva dell’integralismo. Se dovessimo prendere ad esempio film che rappresentino realisticamente quel periodo dovremmo forse rivolgerci a Gioventù Bruciata o a Il Seme della Violenza o ad American Graffiti, film in cui la ribellione giovanile era rappresentata con tinte fosche e violente ma sicuramente più vere. Ma se invece vogliamo guardare indietro con gli occhi del sogno, con gli occhi smaliziati da spettatori di uno spettacolo, allora ci sono altri racconti da poter guardare.

Grease è un film che parla di quegli anni senza esserci dentro (nel 78 con la rivoluzione punk in atto poteva sembrare anche pleonastico tornare indietro di vent’anni), ne parla senza un’analisi critica. Ma d’altra parte il cinema può essere anche spettacolo e basta: è una sua possibilità. E non è facile come sembra fare un film che fondamentalmente è soltanto una storia d’amore messa in musica, senza poi dover arrendersi all’inclemenza del tempo che passa. Grease è invecchiato benissimo (per noi italiani sarebbe invecchiato ancora meglio senza quell’allucinante ridoppiaggio operato due anni fa sulla copia rimasterizzata), e tutto questo per merito di un’alchimia che si verifica raramente. John Travolta (straordinario oggi come allora), Olivia Newton John (questioni infinite quando eravamo piccoli se era meglio la versione “suorina” o quella “fatalona”), caratteristi bravissimi, coreografie eccezionali e canzoni che sfido chiunque con almeno 35 anni a non averne il disco in casa. E poi le icone: la brillantina del titolo, il college, il drive-in e quella thunder road che è chiaro richiamo al film di Nicholas Ray, senza ovviamente la soluzione tragica. Tutto sta al posto giusto, ed è un grande spettacolo. E poi se anche rivoluzione non era perché forse quegli anni non erano proprio così, era bello lo stesso. E’ pur sempre vero che Grease è uno di quei classici film che benché possano non essere considerati capolavori dalla critica “ufficiale”, te li porti piacevolmente dietro come colonna sonora e visiva di un periodo della tua vita. E poi senza voler sembrare un “nostalgico” quando noi eravamo teenagers erano quelli i nostri miti, e obiettivamente tra John Travolta - Olivia Newton John e gente come Costantino o una velina i cui unici pregi sono i panetti degli addominali o due belle cosce c’è una grande differenza. E allora forse era rivoluzione!