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Richard Gere e il suo 'imbroglio' sbarcano a Roma





15/10/2006 14:10a cura di Pietro Salvatori

"Una cosa che penso abbiano tutti in comune è il mentire. Da questa menzogna, se vogliamo, banale, mi sembra interessante risalire a tutti quei collegamenti con qualcosa di più grande: i soldi, il petrolio, il potere, le elezioni del Presidente… Oggi sono tanti i governi che mentono al proprio popolo..."


Molte delle colleghe presenti nella sala Santa Cecilia sono qui non per scrivere un pezzo, ma per ammirare il sex symbol per eccellenza, un Richard Gere che, dall’alto dei suoi 57 anni, si dimostra in forma smagliante, dimagrito e sorridente.





Gli ruba la scena, per qualche minuto, la “Iena” Enrico Lucci, che inscena dei curiosi teatrini con la security nel tentativo (non riuscito) di avvicinare l’attore.
Allontanato definitivamente il povero Lucci, si può iniziare a parlare di The Hoax, il nuovo film di Lasse Hallstrom che viene presentato in anteprima mondiale a Roma, che racconta la curiosa avventura di Clifford Irving, scrittore che negli anni ’70 si inventò di sana pianta una biografia di Howard Hughes.

Come nasce l’idea per questo film?
Avevo già letto lo script quattro o cinque anni fa, ma all’epoca non se ne fece più nulla. Un giorno, poi, mi chiamò Hallstrom e mi disse che aveva un copione buono per me. Curiosamente era quello che avevo già letto e accettai immediatamente la proposta, sia perché anche all’epoca l’avevo trovato molto buono, sia perché Hallstrom è un regista che riesce a rendere credibili anche le situazioni più complicate.

Che ne pensa dell’idea della Festa, di far scegliere il vincitore a una giuria popolare?
In realtà non sapevo esattamente come funzionasse. Trovo però che l'idea sia interessantissima, e trovo assolutamente giusto che sia il pubblico a giudicare un’arte popolare qual'è il cinema.

Che ne pensa del personaggio che interpreta?
Una cosa che penso abbiano tutti in comune è il mentire. Da questa menzogna, se vogliamo, banale, mi sembra interessante risalire a tutti quei collegamenti con qualcosa di più grande: i soldi, il petrolio, il potere, le elezioni del Presidente… Oggi sono tanti i governi che mentono al proprio popolo.
Comunque trovo fantastico che questo film sia arrivato ad essere presentato proprio oggi a Roma. In realtà non era previsto inizialmente. Il film negli Usa uscirà addirittura ad aprile.

Si considera ancora un sex symbol?
Basta! Ho 57 anni! Fino a che età mi considererete un sex symbol!?

Quanto influisce il suo essere buddista nella sua vita?
Il buddismo è una ricerca interiore. Si deve cercare con tutte le forze di combattere il virus della menzogna che è in tutti noi. Bisogna impegnarsi a lavorare su sé stessi. Io ci provo ogni giorno, anche se è una strada durissima, tutti noi facciamo tante cazzate. In questo il Dalai Lama è una persona eccezionale. Non si può mentire a sé stessi in sua presenza, è come uno specchio, nel quale viene riflessa la tua immagine per quel che sei.

State girando un film nella ex-Jugoslavia (il cui titolo provvisorio è My spring break in Bosnia ndr). Dicono che vi siate allontanati da Sarajevo per motivi di sicurezza. E’ vero?
Assolutamente no. Non abbiamo lasciato Sarajevo per motivi precauzionali. E’ che la produzione ha spostato il set a Zagabria invece che in Bosnia per una maggiore funzionalità logistica. Sarajevo non l’ho percepita come pericolosa. Al contrario, è una città piena di vita!

L’imbroglione finisce imbrogliato nel film. Che rapporti ci sono stati realmente tra Hughes e la famiglia Nixon?
Ci sono molte prove che indicano uno stretto rapporto tra Hughes e i Nixon. Negli Stati Uniti ci sono molti giornalisti e ricercatori che hanno lavorato con serietà su questo argomento. Consideri che quando Irving si mise a lavorare sull’argomento, aveva già l'ossatura della storia con tutti i dati fondamentali. Si limitò a inventare i particolari.