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N Io e Napoleone




Napoleone come Berlusconi?





14/10/2006 18:10a cura di Daniele Sesti

Movimentata conferenza stampa dopo la proiezione di N Io e Napoleone, l'ultimo film di Paolo Virzì ispirato al romanzo di Nicola Ferrero, presentato oggi alla Festa del Cinema di Roma. Le similitudini tra i due personaggi sembrano molte (ed anche gli odi suscitati), poi qualche avventore più avveduto ricorda che il film è distribuito dalla Medusa e tutti fanno finta di niente. Meno male che c'è la Bellucci a farci dimenticare le tristi pieghe della politica...


Napoleone come Berlusconi ? Anzi, Berlusconi come Napoleone?





La domanda aleggia nella conferenza stampa del film N Io e Napoleone di Paolo Virzì appena proiettato, per la stampa, nell’ambito della Festa del Cinema di Roma. Un timido applauso ha accolto i titoli di coda. Ma si sa, i giornalisti specializzati non si spellano le mani troppo impegnate, magari, a digitar corsivi corrosivi. I giornalisti, invece, vanno in sollucchero quando Virzì, giocando un brutto scherzo al suo attore protagonista Elio Germano, ci dice che per spronarlo ad odiare il personaggio di Napoleone sul seti gli ha detto di pensare a Berlusconi. Germano si schermisce e subito si difende precisando che lui non odia nessuno, semmai, odia il cosiddetto “berlusconismo”. Quando qualcuno dalla sala gli ricorda che il film è prodotto dalla Medusa – di cui l’ex Presidente del Consiglio è unico azionista- tutti fanno finta di niente e così sarebbe finita se il rappresentante della Casa di distribuzione non si fosse profuso in un panegirico in difesa del pluralismo del suo Presidente. Più realista del re, la sala spernacchia debolmente e l’incidente è chiuso.

Ma se Napoleone non è Berlusconi sicuramente il suo fascino ammaliatore è molto simile. E’ quello che ci racconta Virzì del suo ultimo film descrivendoci il rapporto psicologico tra l’Imperatore ed il giovane Martino interpretato per l’appunto dal bravo Elio Germano. Il libro di Ferrero – al quale il film si ispira – glielo ha fatto conoscere Roberto Benigni e rispetto al libro ha accentuato lo scontro generazionale (trasformando il protagonista del libro in un giovanotto di venti anni) al confronto filosofico più presente nel romanzo.

“Il film ha molte definizioni” continua Virzì, “un noir politico, un film storico in costume, un thriller... fate voi, probabilmente un mio esegeta sarà più bravo di me a trovare la definizione giusta”.
Su Daniel Auteuil (non presente alla conferenza per gravi problemi familiari ndr.)ci dice che è stato molto divertente sentirlo recitare in italiano “con quel buffo ciancicare”.
“Interpreterò Napoleone come un vecchio attore che ha paura di perdere il successo” sembrerebbe aver detto l’attore francese all’accettazione del ruolo.
A proposito di attori, Virzì ne sottolinea la bravura e li ringrazia tutti ricordando come, molti di loro pur non toscani, si siano sforzati ad impararne la colorita cadenza. “Valerio (Mastandrea ndr.) mi telefonava parlandomi con l’accento di uno di Piombino e Sabrina (Impacciatore ndr.) addirittura li ha imparati tutti (i dialetti toscani)”.

Tra il cast presente ovviamente la stella che più della altre brilla ossia quella della Bellucci. In uno stretto decolletè nero si diverte a raccontarci del suo personaggio “godereccia e un po’ mignotta” e ci dice che l’accento “ruspante” in cui si esprime nel film è quello di Città di Castello con qualche contaminazione perugina. Ovviamente, a questo punto, la domanda è d’obbligo: “Ha sentito la sua imitazione nella trasmissione di Fiorello?
“No” risponde ridendo “ ma tra qualche giorno sarò sua ospite...”