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I critici, le mandrie e la Bbbellucci





14/10/2006 16:10a cura di Andrea Monti

Nel bene e nel male la festa è partita. Accreditati molti, stranieri non tantissimi, pubblico immenso, critici tutti. C'è chi non sopporta di fare la fila quando è accreditato con una testata grossa così. Chi si vergogna di essere romano e rimpiange Venezia, dove i criticoni hanno accesso a visioni private, non fischiano in sala, fanno sempre le stesse domande e scrivono le recensioni prima di aver visto il film. Alle nove di mattina parte la prima proiezione e questo è sicuro. La prima conferenza sfora un pochino, poi magari un altro film rallenta, poi si magia un panino con lo sconto del venti per cento senza pallino e del trenta con puntino nero, anche se te lo sei fatto da solo con il pennarello. Mentre mandrie di pubblico pagante pascolano a bocca aperta aspettando di ruminarsi un vip, scuoiarsi una vippa o sorprendere da tergo un pezzo da novanta, i critici, razza caimana, aguzzan l'ingegno e attizzan la canizza, regolando le pupille in cerca di segni che possano dare credito al loro mestiere, qui a Roma, un po' meno omaggiato.


Difficile vedere tanti film come a Venezia: ritira il biglietto prima delle 12, non ti accavallare con il pubblico, segui la conferenza, ritira la posta, prendi l'acqua in sala stampa, il prosecco al mini lounge, il panino all'area food e poi chiacchiera con Tizio, saluta Caio per sentire se ha letto il tuo pezzo e te ne commissiona uno per domani, insomma, anche se non becchi una Sempronia che ti fa perdere il melone, quando riesci a vedere tre film sei stato bravo.






La stampa collabora a descrivere il circo come il domatore vuole che sia. A Roma, però, il pubblico accede alle stesse sale, gode o soffre, ascolta e fa domande, si fa un'idea dei divi, spesso esauriti, che vengono spostati con il joystick da un albergo ad una conferenza, e soprattutto si fa una sua propria idea della festa e degli invitati.

Se volete sapere come va la manifestazione, quali film vedere e come orientarsi in questa valle di piagnoni, non date retta a chi vi dice che è tutto perfetto, ma soprattutto diffidate di chi sputa in aria e spara per terra. Il critico in questione, molto probabilmente, percepisce scarso salario, ha perso qualche privilegio e soprattutto non è disposto, dopo essere stato accreditato in mezzo mondo, a fare una fila rischiando di ascoltare un villico coatto che non sa nemmeno che compra, ma siccome che je piace la Bbbellucci, speramo che se spoja e viva la Kidman pure se nun ce l'ha fatta vede'.