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L'incontro con Monicelli apre la Retrospettiva di Mastroianni della Festa del Cinema





13/10/2006 23:10a cura di Pietro Salvatori

Io, lui e la Mangano abitavamo tutti a Roma, a via Taranto – ricorda il regista – e tutti noi sognavamo di fare cinema...


Anche la Casa del Cinema inaugura la sua Festa, che ruota attorno al decennale della scomparsa di Marcello Mastroianni, con una retrospettiva di ben 48 film inaugurata venerdì sera da I Compagni, e introdotta dall’immenso Monicelli, che scherza sul proprio look “da regista” (“Ho forse un abbigliamento non appropriato, un po’ vistoso. Sappiate che lo indosso solo per esibizionismo”), e poi ricorda il Mastroianni uomo, non l’attore, perché “a lui piacerebbe così”.






“Io, lui e la Mangano abitavamo tutti a Roma, a via Taranto – ricorda il regista – e tutti noi sognavamo di fare cinema. Lui era un tipo socievolissimo, e ci facevamo certe cene a parlare di tutto, tranne che di lavoro. Per lui in quelle chiacchierate il lavoro era tabù”.
Alla fine però, Monicelli si lascia andare a qualche considerazione sul Mastroianni attore: “Leggeva le sceneggiature, ma non imparava mai a memoria la parte. Finchè non si trovava sul set e non vestiva i panni del personaggio non si riusciva bene a chiarire qual che doveva fare. Gli piaceva avere una certa freschezza rispetto a quel che doveva fare”.

A pochi giorni dalla scomparsa, poi, il grande regista non può fare a meno di ricordare Pontecorvo. E lo fa con un aneddoto gustoso: “Quando Gillo vinse la Grolla alla carriera mi alzai in piedi, e dissi che non era possibile che lui la vinceva con cinque film alle spalle, e a me che ne avevo fatti 50 non me la davano. Lui stette al gioco e scherzosamente rispose che, con La Battaglia di Algeri aveva vinto più premi che io con tutti i miei film”.
Touchè.