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Cappa e spada addio, ormai imperano i wuxia film





10/04/2005 18:04a cura di Valerio Salvi

"Il dovere mi costringe in catene che vorrei spezzare, ma che il mio senso dell’onore mi impedisce di fare." E' una delle tante frasi dell'ultimo wuxia film, i film cavallereschi in costume dell'estremo oriente. Dopo Hero e La Foresta dei Pugnali Volanti ecco il coreano Sword in the Moon . Questo genere ha ormai soppiantato gli amati film di cappa e spada? E se sì,con quale merito?


Leggerezza, agilità e tecnica contro brutalità e forza. Questa è la differenza essenziale tra un guerriero medioevale dell’estremo oriente ed uno europeo. Non si può dire altrettanto sui film orientali rispetto a quelli occidentali. Una certa moda, che ricalca parzialmente i primi anni ottanta in cui le emittenti private propinavano continuamente film d’arti marziali, ha riportato in auge i “wuxia”, sull’onda del successo di Hero e La Foresta dei Pugnali Volanti, ma non tutti hanno il tocco magico di Zhang Yimou ed i limiti strutturali escono fuori tutti non appena si gratta la superfice.






Kim Ui-Seok, regista coreano con trascorsi internazionali, ci propina il più classico dei polpettoni a base di amicizia e vendetta girato all’insegna del primissimo piano e delle lunghe pause drammatiche.

Il dovere mi costringe in catene che vorrei spezzare, ma che il mio senso dell’onore mi impedisce di fare. Un “misterioso” assassino si rivela però essere qualcuno che conosco e quindi anche la mia amicizia verso di lui è uno di questi legami, quindi che fare? Mi sento dilaniato da questo dualismo e solo un tragico epilogo potrà riscattare la mia vita.

Questo l’innovativo tema propostoci privo anche di una qualche ironia o quanto meno di salaci battute che potrebbero stemperare il clima opprimente.

Un montaggio da dimenticare in cui i salti narrativi sembrano riecheggiare le evoluzioni degli improbabili guerrieri volanti, si accomuna ad una fotografia che vorrebbe mettere in scena dei drammi notturni, ma che si scontra con tutti i suoi limiti, restituendo dei quadretti in cui la nebbia grigia della sfocatura nasconde quei contrasti ai quali invece vorrebbe dare una maggiore evidenza estetica.
Alla fine sorge spontanea una domanda: perché?

La frase: “Noi viviamo e moriamo continuamente, niente cambia mai, ma speriamo sempre in un mondo migliore.”

Indicazioni: solo per fans.