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I migliori catastrofici per i critici italiani





28/05/2006 20:05a cura di Rosa Esposito

E' The Day After Tomorrow il miglior film catastrofico della storia del cinema. Ad incoronare il kolossal diretto dal tedesco Roland Emmerich è un sondaggio che abbiamo condotto tra i critici e i giornalisti cinematografici italiani, in occasione dell'uscita in sala del remake di Poseidon di Wolfgang Petersen. Al secondo posto un ex aequo per L'Avventura del Poseidon di Ronald Neame (1972) e L'inferno di cristallo di John Guillermin e Irwin Allen (1974).


Campione d'incassi del 2004, The Day After Tomorrow – L’Alba del Giorno Dopo racconta la distruzione della Terra a causa di improvvisi stravolgimenti climatici che la fanno piombare in una nuova Era Glaciale.





Tra i sostenitori del film di Emmerich, Marina Sanna della Rivista del Cinematografo, Enrico Magrelli di Film TV, Fabio Ferzetti de Il Messaggero e Francesco Alò di Radio 24, che spiega di aver scelto The Day After Tomorrow “perché la catastrofe raccontata è frutto di una politica incosciente e antiecologista da parte della nazione più potente del mondo: gli Stati Uniti. In questo caso il cinema della catastrofe incontra quello dell'impegno civile”.

Per Ferzetti, tuttavia, “i migliori film catastrofici oggi si fanno in 3D, per questo propongo anche Dinosauri della Disney, che considero un film catastrofico a tutti gli effetti almeno nel prologo”.
“Il catastrofico è un transgenere, più che un genere. Più pragmatici gli angloamericani lo chiamano disaster-movie” precisa il decano Morando Morandini (autore anche dell'omonimo dizionario cinematografico) che ha votato per L'inferno di Cristallo anche se, in una sua personale classifica, pone in testa Uragano di John Ford (1937) seguito dal Dottor Stranamore di Stanley Kubrick (1974).
Con lui nella scelta dell'Inferno di Cristallo anche Oscar Iarussi della Gazzetta del Mezzogiorno e l'autore dell'altro prestigioso dizionario cinematografico, nonché firma del Corriere della Sera e della rivista Ciak, Paolo Mereghetti: “In una lettura tradizionale del termine - precisa - direi L’Inferno di Cristallo, in una lettura un po' più ambigua Titanic di James Cameron”.

Promuovono Le Avventure del Poseidon, l'originale di cui è remake il film di Petersen, Luciano Barisone, direttore dell'Infinity Festival e firma del mensile I Duellanti, Marco Spagnoli del Giornale dello Spettacolo e Leonardo Jattarelli de Il Messaggero. Per quest'ultimo è pari merito tra Le Avventure del Poseidon “del quale ricordo la straordinaria interpretazione di una Shelley Winters energica e commovente” e Airport “film che apre uno dei filoni più ricchi e appassionanti del genere catastrofico, quello sugli incidenti aerei. Entrambi - spiega - possiedono un segreto che, forse involontariamente, li rende più d'impatto e verosimili rispetto agli ultimi hollywoodiani: l'artigianalità degli effetti speciali che crea nell'immaginario dello spettatore una sorta di effetto realtà dirompente”.

Decisamente più originale la scelta di Steve Della Casa conduttore del programma de La7 "La 25ma Ora": “King Kong perché parte con un mendicante che chiede l'elemosina per le strade di New York e si conclude con la città più moderna del mondo che viene presidiata e distrutta da uno scimmione”. E altrettanto originale la decisione di Silvio Danese del quotidiano Il Giorno di votare per una parodia del genere catastrofico firmata dai fratelli Zucker e da Jim Abrahams L'aereo più pazzo del mondo (1980).

Per Alberto Crespi de L'Unità il miglior film catastrofico della storia del cinema risale al 1936 ed è San Francisco, mentre Roberto Nepoti di La Repubblica sceglie Uccelli di Hitchcock. “Il film catastrofico secondo me, funziona quando riesce a terrorizzare ogni altra logica - spiega invece Oscar Cosulich del settimanale L’Epresso - quindi non posso fare a meno che ripescare il trauma infantile di Krakatoa Est di Giava di Bernard L. Kowalski. L'ho visto quando avevo dodici anni, me lo ricordo ancora. Probabilmente se lo rivedessi ora non mi farebbe nessun effetto, ma quell'eruzione, nella mia memoria, si mangia migliaia di raffinati effetti speciali successivi”.