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L'Incendio di Chicago

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Catastrofi e disastri: con il remake del Poseidon, ritorna il disaster movie?





26/05/2006 12:05a cura di Valerio Salvi

Sin dalla sua apparizione il cinema è stato affascinato da tutto ciò che poteva essere fonte di pericolo: un treno che si lancia contro l'obiettivo (e il pubblico), un piroscafo che lotta contro le onde, guerre ricostruite con modellini e finte esplosioni spacciate per attualità. Ma è solo intorno agli anni trenta che lo spettacolo della catastrofe, un evento capace di devastare senza preavviso un mondo, una città, una comunità, diventa un vero e proprio genere. E' un genere che ha vissuto un momento di grande fulgore negli anni settanta, essenzialmente anche grazie all’apporto del produttore / regista Irwin Allen, noto anche come “The Master of Disaster” per l’appunto. Un soggetto capace di sparare colpi di pistola sul set per sorprendere i suoi attori: si lanciò in quest’avventura con L’Avventura del Poseidon nel ’72 per poi concluderla con il giusto epilogo dell’Inferno Sommerso sequel del Poseidon. Oggi, il Poseidon, ritorna in un ambizioso remake. L'occasione giusta per rimettere in fila i capisaldi del "disaster movie". E compilare schedine, referendum tra esperti, liste di immagini, curiosità e ricordi.


Ecco i 15 film che hanno dato vita alle catastrofi più celebri del grande schermo. Terremoti, asteroidi, guasti in volo, tornadi, eruzioni: non c'è cataclisma naturale e meccanico che il cinema non abbia cercato di riprodurre per il nostro corpo di spettatore - che se ne sta beato e al sicuro in poltrona.






Se volete saperne di più, cliccate sul menu di sinistra sui titoli dei film: troverete schede approfondite, cast e credit, curiosità, sorprese, dolcetti. Buon appetito.

Gli Ultimi Giorni di Pompei - 1926
Girato in Italia nel 1926 con didascalie di Alfredo Panzini, è tratto da romanzo di Edward George Bulwer-Lytton scritto nel 1835. 180 minuti di cinema muto ricordati soprattutto per la sequenza della lava che spazza via un circo affollato di spettatori. Critica divisa a metà: chi lo reputò un film ridicolo, chi un capolavoro eterno.

San Francisco - 1936
Tra i più grandi successi degli anni trenta è un'audace ibridazione di melodramma e catastrofico, dalla ricetta praticamente inedita, destinata a essere più volte ripetuta. Ha un montaggio che riproduce il ritmo inarrestabile e cieco delle ondate telluriche, un suono di rovina, gemito e devastazione che ottenne un Oscar.

Uragano - 1937
L’apocalisse arriva dopo settanta minuti e spazza via anche sentimentalismo, cameratismo e azione tipici di John Ford: fu provocata sul set dai potentissimi ventilatori Liberty (con il motore a dieci cilindri) e dalle centinaia di tonnellate di acqua e sabbia che vorticavano di fronte alla cinepresa. Come scrissero all'epoca, il produttore Samuel Goldwyn spese 400 mila dollari per costruire il set - e 150 mila per distruggerlo

L’Incendio di Chicago - 1937
Il film alterna piuttosto energicamente il conflitto sentimentale e psicologico dei due protagonisti con scene di vita collettiva che preludono allo spettacolare finale, quasi mezz'ora di sequenze del catastrofico incendio che costituiscono una pietra miliare nel genere.

Krakatoa a Est di Giava - 1969
Anche se non è certo un capolavoro, gli effetti speciali non erano niente male per l’epoca - anche se oggi fanno tenerezza. Certo non può contare sui personaggi. E nemmeno sulla geografia: Krakatoa, infatti – come notò un recensore – non è a est di Giava.

Airport - 1970
Uno dei film del genere catastrofico più caratteristici del cinema contemporaneo: del resto l'aereo come oggetto di fobie collettive saprà avvantaggiarsi di nuove, irresistibili, calamità terroristiche. La microdrammaturgia corale ne diventerà un elemento tipco quanto il rullio in cabina. Diventerà il bersaglio ideale delle parodie degli anni ‘80

L’Avventura del Poseidon - 1972
Dopo l'uscita di Airport, il produttore Irwin Allen decide di entrare nella scena dei film catastrofici con la tragica vicenda della nave Poseidon, sarà il primo di una serie e contribuirà a definire in maniera più precisa il genere dei "disaster movies" nel corso degli anni '70. Il ritmo sostenuto e la sfiga perenne, rivelano la ricetta segreta del genere.

Terremoto - 1974
Il film di Mark Robson vanta entusiasmanti sequenze del sisma e della rottura della diga (2 Oscar agli effetti), realizzate grazie anche al sensorround - tecnica di breve durata e di scarso successo – che ottengono un ruolo di primo piano nel corso del film. La pallida caratterizzazione dei personaggi, sorta di marionette in balia di una sceneggiatura poco efficace, è un ornamento delle vibrazioni telluriche in sala.

L’Inferno di Cristallo - 1974
Il più premiato "disaster movie" (7 nomination e 3 Oscar) anni '70. Nonostante una regia a quattro mani - Allen ha girato le scene d'azione Guillermin il resto - il film scorre indomito pagando il necessario tributo di sacrifici per mantenere alto il pathos.

The Day After - 1983
Il crollo del muro di Berlino sembrava ancora un’utopia, il proliferare delle armi nucleari era uno dei temi scottanti del pianeta e Nicholas Meyer diede forma a quelle decennali fobie e realizzò un film che fu un’ossessione più dei giornali che del pubblico. Sembra fatto apposta per un dibattito sul piccolo schermo.

Twister - 1996
Raramente un fenomeno atmosferico, il tornado, ha assunto tratti così simili a quelli di un personaggio. Superbi effetti, ritmo impeccabile, un pizzico di sentimentalismo e il trittico Michael Crichton-Steven Spielberg-Jan De Bont ne assicurano l'efficacia.

Dante’s Peak. La Furia della Montagna - 1997
Catastrofe con vulcano, progettata fin nel dettaglio: tanto che si arriva al clou già spompati. Linda Hamilton, veterana di Terminator, è un sindaco tosto e incredulo sui vulcani, Pierce Brosnan un esperto che ha perso, anni prima, una fidanzata che li amava (i vulcani - !!!). Entrambi collaborano senza smancerie al solido mestiere di Donaldson.

Titanic - 1997
Duecento milioni di dollari di budget, 160 giorni di riprese per il maggiore incasso della storia del cinema: 1,8 miliardi di dollari in tutto il pianeta, 11 Oscar (nessuno per le interpretazioni). Il problema di credibilità sta tutto nell’ufficiale a capo del gigantesco transatlantico: è identico a Capitan Findus.

Armageddon - 1998
Il film è l'apice della coppia Bay (regia) - Bruckheimer (produzione) specializzata in blockbusters. Il cast di prim'ordine, guidato dal roccioso Bruce Willis, le musiche roboanti, le inquadrature imperiali e lo humour da caserma cedono ad un finale di patriottismo e sentimentalismo agghiaccianti.

The Day After Tomorrow - L’Alba del Giorno Dopo - 2004
Gli MTV Music Awards del 2005 l’hanno premiato per la migliore “Action Sequence” (la distruzione di Los Angeles), ma quello che più intriga, è che il regista si sia ispirato a “The coming global superstorm”, best seller di Art Bell e Whitley Strieber, dove si ipotizzano le conseguenze estreme del surriscaldamento globale.