La migliore risorsa italiana sul mondo del cinema
ricerca film:


Galleria fotografica

Film correlati:

The Constant Gardener - La Cospirazione




Tristi tropici: incontro con Fernando Meirelles





01/03/2006 15:03a cura di Valeria Chiari

Candidato a 4 Oscar, arriva in sala l'ultimo film di Fernando Meirelles, The Constant Gardener - La Cospirazione. Una storia d'amore che denuncia le attività dell'industria farmaceutica nei territori d'Africa. Vincitore del London Critics Circle Film Award e del British Indipendent Film Awards come miglior film, Fernando Meirelles racconta la storia d’amore di un uomo che nel tentativo di svelare il perché della morte della moglie, ne scopre il coraggio e la passione: oltre alla perversa catena di sacrifici umani mandata avanti dalle industrie farmaceutiche nelle regioni d’Africa. "Il film si concentra sugli africani utilizzati come cavie per la produzione di farmaci - ha detto a FilmFilm - Ma il vero problema è che le medicine sono realizzate a costi bassissimi, ma vengono poi immessi sul mercato a prezzi elevatissimi"


Contrariamente ai precedenti, questo film non lo ha anche scritto oltre che diretto. Come si è sentito a realizzare un progetto pensato da altri?





Direi che è stato sicuramente molto più facile. In un film la scrittura come anche la regia non è tutto. La cosa più importante e anche più difficile è trovare i soldi per realizzarlo: trovarmi davanti ad un progetto e dedicarmi esclusivamente alla regia è stata una esperienza non meno entusiasmante. La storia poi era più semplice perchè si trattava di concentrarsi sui personaggi e sulla loro evoluzione. Spero che il mio prossimo film sia altrettanto facile.

Un tratto comune alle opere precedenti direi che sono i luoghi dove si sviluppa la storia…
Si anche in questo film la suggestione dei luoghi è molto forte. Quella dominante marrone della terra viene vivacizzata esclusivamente dalle persone e dai vestiti che indossano. Una cosa che invece non risalta nelle scene girate in Europa. Prima di iniziare le riprese, César (Charlone, direttore della fotografia) ed io abbiamo passato una decina di giorni a studiare ogni scena e il tipo di fotografia e luce che dovevamo utilizzare per rendere il più possibile la forza e bellezza dei luoghi, soprattutto rispetto alle vicende raccontate dalla storia.

Girare un film in cui si denuncia così apertamente l’Industria Farmaceutica è rischioso, no?
Beh, sarebbe interessante se un film riuscisse ad accendere una discussione sul problema, a mio parere gravissimo, del potere di queste industrie. Il film si concentra sugli africani utilizzati come cavie per la produzione di farmaci. Ma il vero problema è che le medicine sono realizzate a costi bassissimi, ma vengono poi immessi sul mercato a prezzi elevatissimi.

Rispetto al libro di Le Carré ha fatto ulteriori ricerche per esplorare meglio questo “mondo del farmaco”?
Ho letto moltissimo sull’argomento, ma non tutte le informazione che ho raccolto sono state utilizzare. Quando ho chiuso con le riprese era un film di tre ore. Ho dovuto quindi tagliare moltissimo e privilegiare la storia d’amore ancor più del thriller e quindi le informazioni sull’industria farmaceutica sono passate in secondo piano.

Il Governo britannico ha in qualche modo collaborato alla realizzazione del film?
L'Alto Commissariato ci ha aiutato molto, in nome del fatto che il Kenya ne avrebbe tratto vantaggio. Ma non erano proprio contentissimi: quando a Nairobi ho parlato con il funzionario che avrebbe seguito la realizzazione del film il suo primo commento è stato "John LeCarré ha scritto tanti libri, come mai ha scelto proprio il peggiore?". Ma l’aiuto è venuto lo stesso.

Le riprese con la cinepresa a spalla e il montaggio molto ritmato aumentano la tensione di alcuni momenti del film. E’ stata una scelta artistica o di produzione?
Una piccola troupe con una piccola telecamera permette di passare quasi inosservati, così ti muovi più agilmente. E in più permette al film di diventare più reale. Come la scena in cui Tessa attraversa il mercato e assiste alla rappresentazione.