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La vera storia di Johnny Cash e June Carter





11/02/2006 21:02a cura di


Johnny Cash nacque come J.R. Cash in una baracca di Kingsland, in Arkansas, il 26 febbraio del 1932. I suoi genitori erano dei coltivatori di cotone in difficoltà quando, nel 1935, nel pieno della Grande Depressione, trovarono riparo grazie ad un programma del New Deal, che portò la sua famiglia nella colonia Dyess, vicino al fiume Mississippi. Qui, J.R. è cresciuto ascoltando ogni genere di programma di intrattenimento alla radio, da quelli dell’estremo nord di Chicago al sud profondo del Messico. Si è innamorato della musica, in particolare dello spiritual della famiglia Carter, dello swinging blues di Sister Rosetta Tharpe e delle canzoni di frontiera di Jimmy Rogers. Tutti questi artisti lo hanno ispirato nei suoi primi tentativi di comporre delle canzoni.





Quando J.R. era appena dodicenne avvenne una tragedia, perché il fratello maggiore, che aveva sempre ammirato per la sua condotta morale, morì in seguito ad un terribile incidente con una sega circolare. Fu un momento che Johnny Cash avrebbe in seguito ricordato come quello che rese il suo mondo più oscuro, ma anche in grado di intensificare la sua fede. Da giovane, J.R. si arruolò nell’aviazione degli Stati Uniti e venne trasferito a Landsberg, in Germania dell’Ovest, come operatore radiofonico. Mentre era lì, Cash iniziò a registrare alcune sue composizioni. La visione di un film chiamato Tortura (Inside The Walls of Folsom), lo ispirò a scrivere il suo futuro successo ‘Folsom Prison Blues’, con l’indimenticabile e agghiacciante frase di un prigioniero depresso: “Ho sparato a un uomo a Reno solo per vederlo morire”. Nel 1954, ritornò negli Stati Uniti e sposò il suo primo amore, Vivian Liberto.
I due si trasferirono a Memphis, dove Cash cercò di far quadrare i conti lavorando come venditore porta a porta, mentre sperava di dare il via alla sua carriera musicale. Mise su una band di esordienti con due meccanici, Monroe Perkins e Marshall Grant, che in seguito sarebbero diventati famosi come i Tennessee Two.
Dopo poco tempo, Cash si mise in testa di convincere Sam Phillips, il produttore musicale che stava trasformando i minuscoli studi della Sun Records in una fucina di successi, a fare un provino alla sua band. Riuscì nel suo intento alla fine del 1954 e Phillips li scritturò immediatamente, chiamandoli ‘Johnny Cash and Tennessee Two’. Il gruppo ebbe il loro primo successo nel 1955 con la malinconica ‘Cry, Cry, Cry’, seguita da ‘Folsom Prison Blues’,‘I Walk the line’ e ‘Home of the Blues’. L’album di debutto per la Sun, uscito nel 1957, era intitolato With His Hot and Blue Guitar. Durante questo periodo, Cash scrisse anche delle canzoni per i giovani Roy Orbison ed Elvis Presley.
Il realismo primordiale delle canzoni di Cash, che erano spesso incentrate su personaggi dal destino difficile che cercavano di redimersi e di essere perdonati, scosse profondamente l’America, sia quella del sud che del nord. Lui sembrava parlare in maniera diretta alle persone che in precedenza non avevano nessuna voce nella cultura popolare: gli oppressi, i dimenticati e gli innamorati non corrisposti. Quando la febbre del rock and roll raggiunse il suo apice durante i primi anni sessanta, Cash si ritrovò catapultato improvvisamente in un mondo nuovo e complicato. Faceva circa 300 concerti all’anno e questa pressione intensa contribuì alla sua crescente dipendenza dalle anfetamine e dai barbiturici, che peraltro avrebbero avuto un peso importante nei problemi all’interno del suo matrimonio e della sua vita di famiglia.
Durante questo periodo, Cash conobbe June Carter, che era stata per molto tempo un suo idolo. Figlia della leggendaria Mother Maybelle Carter, June era cresciuta nel cuore della musica country. Non avendo la vivace voce delle sue leggendarie sorelle, lei si affidava alla sua personalità stravagante e alla sua saggezza contadina per apparire come un’artista comica. Era una musicista entusiasta e in grado di suonare diversi strumenti, le cui performance sincere conquistavano le platee. Conosciuta per una seducente combinazione di dolcezza e durezza, June era un’attrice di talento e si mormorava che fosse stata corteggiata anche da James Dean. Quando June incontrò Johnny Cash per la prima volta, era sposata al cantante country Carl Smith (con il quale aveva avuto una figlia, Carlene Carter, divenuta in seguito una celebre musicista). Successivamente, dopo un devastante divorzio, sposò Edwin “Rip” Nix, con il quale ebbe un’altra figlia, Rozanna Lea, ma poi si ritrovò nuovamente single. Andando in tour con Cash, June sviluppò un rapporto stretto con lui, ma nonostante questo la loro storia d’amore (che sarebbe poi durata tutta la vita) impiegò un decennio per sbocciare.
Assieme a Merle Kilgore, June Carter scrisse uno dei maggiori successi di Johnny Cash, ‘The Ring of Fire’, una canzone d’amore che, a suo dire, esprimeva esattamente il modo in cui si sentiva all’inizio della loro storia sentimentale, proprio come se si trovasse in mezzo ad un rovente anello di fuoco. June fu anche molto apprezzata per alcuni dei loro duetti più popolari, come ‘Jackson’ e il classico moderno ‘If I Were a Carpenter’.
La dipendenza dalle droghe di Johnny Cash alla fine sfociò in un celebre arresto a El Paso nel 1965, per aver cercato di contrabbandare attraverso la frontiera delle anfetamine nella custodia della sua chitarra. Con la carriera e il futuro di Johnny in pericolo, June Carter trasformò la vita del cantante, aiutandolo ad uscire dalla sua dipendenza e risvegliando la sua fede religiosa. Così, lui divorziò dalla moglie Vivian nel gennaio del 1968.
Quello stesso mese, Cash fece uno spettacolare ritorno con il suo concerto alla prigione di Folsom, una performance elettrizzante resa ancora più eccitante dal modo in cui Cash, rispettando e non temendo affatto gli uomini che scontavano un periodo di detenzione in quel luogo, entusiasmò il pubblico. L’album dal vivo At Folsom Prison rimase per più di 90 settimane in classifica. A febbraio, su un palco Cash chiese a June di sposarlo e iniziò una nuova fase della sua vita.
Cash ha vinto dieci Grammy Awards, compreso un Grammy Lifetime Achievement Award, ed è stato accettato nella Rock and Roll Hall of Fame e nella Country Hall of Fame, diventando l’unico artista (assieme ad Elvis Presley) a far parte di entrambe le organizzazioni. Nel 1990, Johnny Cash ha registrato diverse canzoni di rock alternativo con gruppi come i Soundgarden e artisti come Beck. June Carter ha vinto tre Grammy, compresi due per il suo ultimo album Wildwood Flower. June Carter è morta a maggio del 2003 e Johnny Cash l’ha seguita nel settembre dello stesso anno.
Cathy Konrad riassume così questo personaggio: “penso che quello che ha reso Johnny Cash un’icona sia il fatto che ha percorso ogni possibile sentiero nella sua vita e che abbia influenzato così tanta gente differente in ambiti molto diversi tra loro. Quasi tutti hanno vissuto un momento in cui hanno ascoltato una delle sue canzoni e questa ha significato qualcosa per loro. Ma nonostante tutto, lui non ha mai smesso di essere quello che era, ossia una persona genuina”.